La Cims decurta gli stipendi ai lavoratori, sindacati verso l'agitazione

Pubblicata il 17 aprile 2018

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La Cims decurta gli stipendi ai lavoratori, sindacati verso l
La Cims di Sassoleone, fino a poco tempo fa una forte cooperativa, da mesi è in grave difficoltà. Nonostante lo sforzo da parte sindacale di trovare soluzioni per evitare l'applicazione della delibera che prevedeva la decurtazione di circa 100 euro dagli stipendi dei soci lavoratori e dei dipendenti, presentata nell'assemblea dei soci del 29 gennaio, affinché non vi fosse alcuna decurtazione degli elementi economici derivanti dai contratti collettivi, con lo scopo di mettere in sicurezza non solo i lavoratori ma anche la cooperativa e gli appalti in essere, la cooperativa, ha deciso di procedere unilateralmente all'applicazione della suddetta delibera.

Fillea-Cgil con Maurizio Maurizzi e Sonia Bracone, Filca-Cisl con Gaetano Lombardo e Francesca Cocco e Filcams-Cgil con Maria Giorgini e Morena Visani esprimono, così come ribadito alla cooperativa stessa nei passati mesi, "forte disappunto e contrarietà nel merito delle decisioni assunte che contrastano con i patti regionali siglati anche dalle rappresentanze della cooperazione che prevedono l'inderogabilità dei contratti. Tale azione, oltre a far pagare lo stato di crisi in modo non equo, rischia di compromettere anche gli appalti in essere per i quali la committenza deve garantire l'inderogabilità della contrattazione. Quanto messo in campo dalla cooperativa ha un carattere di estrema gravità in un territorio che da sempre ha cercato di tutelare i diritti delle parti più deboli e costituisce atteggiamento per noi intollerabile. Alla notizia della scellerata azione unilaterale della cooperativa di procedere alla decurtazione degli stipendi, le organizzazioni sindacali confederali hanno richiesto con urgenza un incontro al presidente del Circondario e a tutti i sindaci del territorio per informarli della situazione. Si ribadisce la disponibilità a verificare la possibilità di trovare soluzioni che non prevedano la deroga agli elementi retributivi della contrattazione, così come già proposto e una rimodulazione degli interventi volti ad una minor incidenza sui redditi medio-basso ed una maggior incidenza sui redditi medio-alti. Nel frattempo si dichiara lo stato di agitazione ed un primo pacchetto di 8 ore di sciopero".

Intanto le opposizioni attaccano i vertici di una coop i cui vertici sono considerati vicini al Pd. Per il consigliere circondariale della Lega Nord Simone Carapia "questa era la cooperativa che aveva riassorbito gran parte dei lavoratori della Cesi e doveva segnare un riscatto contro un vecchio sistema che aveva portato alla disperazione tante famiglie, perché la crisi della Cesi aveva messo in ginocchio e fatto chiudere altre aziende medio piccole del territorio. Purtroppo, a quanto pare, le cose non stanno andando per niente bene, ma le Istituzioni devono essere parte attiva di questa grave difficoltà che interessa tante famiglie del territorio. Non so se questa cooperativa ha cercato di realizzare un nuovo modello dove i vertici vengano scelti per meriti e competenze, dove il ricambio nei ruoli dirigenziali sia costantemente garantito e dove i soci possano essere parte attiva della crescita e dello sviluppo dell'impresa nella quale lavorano, ma la paura è che questa sia una bomba ad orologeria pronta a deflagare in qualsiasi momento".

Il Movimento 5 stelle sottolinea: "Cesi e 3elle non hanno insegnato nulla alla politica di Imola? Piena solidarietà ai ­dipendenti della Cims che da anni è­ inserita nel tessuto­ lavorativo imolese. I tristi epiloghi Cesi e 3Elle no­n sono stati d'inse­gnamento per scongiurare analoghi patemi ad al­tre aziende del territorio. Questo sistema polit­ico malato è ancora p­iù evidente guardando­ nel bilancio della C­ims chi partecipava c­ome ospite alle assemblee dedicate. È oltre la decenza i­nvitare alle riunioni­ di approvazione bilancio aziendale f­igure politiche di un­ esclusivo schieramen­to politico locale e ­regionale. Un circolo vizioso a dir­ poco malato frutto­ di una politica che ­negli anni ha m­esso a rischio le c­asse comunali. Si pensi alla proposta di esterna­lizzare completamente­ la manutenzione del ­verde pubblico blocc­ata anche grazie alla­ nostra denuncia pres­so la Corte dei Conti­ per un più che possi­bile danno erariale p­er le casse comunali ­di quasi 11 milioni d­i euro".

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