Igiene ambientale: inaugurata a Faenza la nuova sede del consorzio Astra

Pubblicata il 24 aprile 2018

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Igiene ambientale: inaugurata a Faenza la nuova sede del consorzio Astra
Faenza. Formato da 33 imprese (situate prevalentemente nelle province di Ravenna e di Bologna), raggruppamento più importante relativo al recupero dei rifiuti, dopo Hera ed Iren (a livello regionale), il Consorzio Astra ha presentato nei giorni scorsi il bilancio dell'anno passato nella sua nuova sede di via Vittime Civili di Guerra 5, a Faenza.

Nel 2017 è stato recuperato oltre il 90% di 300 tonnellate complessive di rifiuti - che si suddividono nelle due macrocategorie di urbani e speciali -, mentre il fatturato complessivo è stato di di 25 milioni di euro, che testimonia una crescita di 2,5 milioni di euro rispetto al 2016 nell'ambito dell'igiene ambientale, denominatore comune delle attività svolte da tutte le imprese consorziate.

Astra si occupa quindi di impianti di recupero nel territorio in cui opera (la zona che va da Riccione a Reggio Emilia circa), dove vengono appunto recuperati materiali quali il legno, la carta, la plastica, I materiali inerti e le potature, ma svolge anche attività come il trasporto di rifiuti pericolosi e non pericolosi, manutenzione reti e fognature, e anche noleggio di sanitari mobili Sebach: “Siamo i più grossi noleggiatori di bagni Sebach: nella zona compresa tra Modena e Pesaro-Urbino nel 2017 abbiamo noleggiato 1500 sanitari chimici, mentre nel 2018 stiamo raggiungendo raggiunto le 2200 unità”, commenta Boris Pesci, direttore di Astra, che lancia inoltre un grido di grande allarme: “A livello di territorio italiano e particolarmente regionale, mancano gli impianti finali di smaltimento rifiuti industriali: se è vero che I rifiuti urbani costituiscono il 22-23% del totale, mentre il 78% è formato dai rifiuti industriali, in Italia c'è una forte difficoltà nello smaltimento del materiale prevalentemente industriale, specialmente a seguito del 1°gennaio 2018, giorno in cui la Cina ha deciso di smettere di importare dall'Italia materiali quali la plastica, la carta e altro materiale di recupero.”
“Per questo motivo il territorio regionale manca di essere autosufficiente nello smaltimento dei propri rifiuti, e così ci si rivolge alle aziende straniere o a quelle di altre regioni, dove sono presenti più discariche, specialmente per I materiali inerti”, dichiara infine sempre il direttore.

Nella foto, da sinistra: Boris Pesci (direttore Astra), Mirco Bagnari (consigliere regionale), Remo Camurani (presidente Astra), Giovanni Malpezzi (sindaco Faenza), Manuela Rontini (consigliere regionale), Antonio Bandini (ass.re Ambiente Comune di Faenza).

(Annalaura Matatia)

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