"The Strange Sound of Happiness", lungometraggio dalla Sicilia alla Siberia

Pubblicata il 27 aprile 2018

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"The Strange Sound of Happiness", lungometraggio dalla Sicilia alla Siberia
Castel San Pietro (Bo). Dopo il successo internazionale colto con la menzione speciale al Dok Leipzig, il debutto italiano come unico film italiano in concorso alla 36esima edizione del Bergamo Film Meeting e la partecipazione al Cph: Dox 2018 di Copenhagen, The Strange Sound of Happiness di Diego Pascal Panarello, sarà al Cinema Teatro Jolly di Castel San Pietro, giovedì 3 maggio (alle 21.15). Per rimanere aggiornati sulle uscite in sala del film consultare la pagina Facebook del film.

Esordio al lungometraggio del regista siciliano Diego Pascal Panarello, The Strange Sound of Happiness è prodotto dalla torinese Stefilm in co-produzione con Kick Film (Germania), con il sostegno tra gli altri di MiBACT, Sicilia Filmcommission, Piemonte Doc Film Fund e Arte.

The Strange Sound of Happiness è la storia di Diego, l'autore, un quarantenne alla deriva che stregato dall'ipnotico suono di un piccolo e “insignificante” pezzo di ferro, decide di seguirne le sue “orme” fino a raggiungere confini inaspettati. Co-protagonista del film è proprio quel piccolo pezzo di ferro che da molti è conosciuto come lo Scacciapensieri, il classico souvenir che sull'isola del regista, la Sicilia, viene chiamato Marranzano.

Sarà questo strumento, dalle radici antiche, a guidare Diego in un viaggio dalle torride coste della Sicilia alle pianure congelate della Yakutia in Siberia, paese da noi conosciuto grazie al celebre gioco da tavolo Risiko e dove lo Scacciapensieri, chiamato Khomus (letteralmente “uomo magico”), è strumento nazionale e simbolo di felicità. Qui Diego farà vari incontri, tra il reale e l'immaginario che lo porteranno a vedere lo strumento come chiave d'accesso a un mondo magico in cui sarà pienamente coinvolto, ritrovandosi involontariamente protagonista di un'antica profezia.

Una storia reale che Panarello ha vissuto in prima persona, e che ha deciso di raccontare utilizzando una struttura narrativa al confine tra il genere documentario e il fantastico. Con una voce fuori campo, spesso autoironica, l'autore, infatti, si serve di animazioni a passo uno che esprimono in modo inequivocabile un altro mondo segreto, quello dei sogni.

“Il film di Panarello ha qualcosa di punk e di sentimentale insieme, è un film irriverente ed elegiaco” ha commentato lo scrittore Andrea Bajani che ha fornito una consulenza narrativa al film in fase di montaggio “Mette insieme Kusturica e De Seta, e dice una cosa tanto semplice quanto antica: la felicità è uno strumento che abbiamo tra le mani fin dal primo giorno che veniamo al mondo. Decidere di suonarla - è questo in fondo che racconta 'The strange sound of happiness' - è ciò che fa la differenza”.

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