Inquinanti e bambini: "Il degrado ambientale altera la salute"

Pubblicata il 2 maggio 2018

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Inquinanti e bambini,
Imola. Abbiamo raggiunto il dott. Giacomo Toffol, relatore dell'evento organizzato all'hotel Olimpia il 26 aprile dal comitato "Vediamoci Chiaro" per parlare di inquinanti in età pediatrica. Toffol, membro coordinare del gruppo di lavoro dell'Associazione culturale pediatri fa parte del direttivo Veneto di Isde (Associazione italiana medici per l'ambiente).
Sulla scia dell'evento appena concluso abbiamo posto alcune domande sulla specifica situazione dell'Emilia-Romagna con alcune riflessioni più puntuali sulla situazione in cui si trova Imola. Tutte le affermazioni, precisiamo, sono corredate da notazioni scientifiche a piè di pagina che potete trovare nel link in fon do alla pagina. Per maggiori approfondimenti segnaliamo che l'autore che ha appena dato alle stampe la seconda edizione di un libro dal titolo “Inquinamento e salute del bambino: cosa c'è da sapere, cosa c'è da fare”.

Dottor Toffol, gli inquinanti ambientali hanno una influenza in età pediatrica?
“Il degrado dell'ambiente naturale è alla base di un'alterazione delle condizioni globali di salute, particolarmente evidente nell'età infantile. Dalla fine degli anni Novanta la valutazione del rischio per la salute dovuto all'inquinamento ambientale si è avvalsa di studi di coorti di popolazione che, monitorando i soggetti e i livelli di inquinanti nel tempo, hanno potuto correlare le variazioni delle concentrazioni degli inquinanti agli effetti sanitari. Nei bambini è stata dimostrata la correlazione fra livelli di inquinamento atmosferico e riduzione del peso alla nascita, aumento della prevalenza di infezioni delle basse vie respiratorie, asma, tosse secca notturna, riduzione della funzionalità respiratoria e in più la correlazione fra concentrazione di sostanze neurotossiche assunte e danno neurologico. Infine molte sostanze chimiche attualmente presenti nell'ambiente hanno dei potenziali effetti di tossicità a lungo termine ancora sconosciuti. I più recenti dati di tossicologia pediatrica e di epidemiologia nutrizionale e psicosociale ci hanno consentito di capire che anche livelli di esposizione molto bassi, durante le epoche più precoci della vita, possono provocare alterazioni permanenti di funzioni organiche, che si possono manifestare in ogni epoca della vita, in forma di malattia acuta o cronica. Da polmoniti e gastroenteriti, tipiche dei Paesi più poveri, fino alle malattie non trasmissibili (MNT), tipiche dei paesi più ricchi, quali disturbi neuro-comportamentali dello sviluppo, asma pediatrica, ipertensione, obesità, diabete, malattie cardiovascolari e cancro.
Secondo l'organizzazione mondiale della sanità il peso globale dell'ambiente insano ed insicuro sulle malattie dei bambini è pari al 26 %. L'analisi OMS mostra infatti che il 23% delle morti nel mondo (e il 26% delle morti tra i bambini minori di cinque anni) è attribuibile a fattori ambientali modificabili. Le correlazioni tra inquinamento e salute sono ormai note da anni a tutte le istituzioni scientifiche e politiche che si occupano di salute pubblica. Secondo le stime più recenti dell'Organizzazione mondiale per la salute (Oms) nel 2012 ci sono stati 12,6 milioni di morti (il 23 per cento di tutte le morti nel mondo) per cause ambientali modificabili, in gran parte determinate dal cambiamento climatico o da fattori che lo determinano, principalmente l'inquinamento atmosferico, e oltre l'88 per cento del carico di malattie attribuibili al cambiamento climatico riguarda i bambini di età inferiore ai 5 anni”.

Imola ha una discarica in attività da oltre 40 anni, quali effetti potrebbe causare - o ha già causato - alla salute dei bambini?
“Le discariche, anche se controllate, possono causare contaminazione del suolo, in particolare da metalli pesanti, e delle falde acquifere, con conseguente possibile contaminazione della catena alimentare. Causano inoltre, per il trasporto e la movimentazione dei rifiuti in sede, un aumento dell'inquinamento atmosferico. Il riscontro di PCB e di IPA e di metalli pesanti (Cadmio, Cromo, Piombo) nei terreni circostanti le discariche, con rischio di trasporto per via aerea anche a distanza dal sito, è documentato da numerosi articoli scientifici. Inoltre le emissioni di gas prodotte dalle discariche, costituite da metano, anidride carbonica, acido solfidrico e da miscele di VOC (composti organici volatili) a basse concentrazioni, impossibili da captare completamente all'origine, sono documentate. Tutte queste sostanze nocive, la cui composizione varia a seconda dei rifiuti presenti in discarica ed è molto maggiore in caso di conferimento di rifiuti speciali, sono nocive e possono causare importanti danni alla salute dei bambini, anche prima della nascita”.

I bambini che vivono nelle città che hanno nel loro territorio discariche hanno più probabilità di ammalarsi dei bambini che vivono in territori dove questi impianti non ci sono? Ci sono evidenze scientifiche o ricerche che lo dimostrano?
“Studi effettuati sulle popolazioni residenti in vicinanza di discariche italiane hanno dimostrato eccessi di mortalità per malattie cardiovascolari, respiratorie, dell'apparato digerente e del sistema nervoso. Eccessi di mortalità per malattie cardiocircolatorie e cerebrovascolari, per tumori maligni del sistema emato-linfopoietico, del fegato e della vescica. Maggior prevalenza di nati di basso peso, di nati pretermine, rischio di nascita di bambini con malformazioni congenite (difetti del tubo neurale; difetti cardiovascolari), rischio aumentato di morte per 'altre anomalie congenite del sistema nervoso'. una più elevata mortalità per cancro dello stomaco”.

Imola detiene il record poco invidiabile per morti da malattie respiratorie - secondo l'atlante regionale - questo dato può essere associato alla presenza di fattori inquinanti?
“E' quantomeno verosimile, sulla base dei dati della letteratura che dimostrano l'associazione tra abitare in prossimità di una discarica e queste patologie. Se studi precedenti hanno dimostrato l'esistenza di queste correlazioni e se nella zona di Imola non ci sono altri importanti fattori di rischio noti, è molto facile che ci sia questa associazione. E comunque se l'atlante regionale delle patologie, come ho visto, dimostra questo eccesso di morti, sarebbe da incoscienti non indagare a fondo”.

Sarebbe opportuno lanciare a Imola una campagna di analisi e monitoraggio (anche predittiva) degli impatti sanitari in età pediatrica vista la presenza, a soli 5 Km dalla città, della discarica?
“Credo sia inutile perché i dati sono già sufficientemente indicativi. Comunque si può fare per convincere i più ciechi…quindi certamente sì. Non però una campagna predittiva, che necessita di molti anni per essere effettuata e che potrebbe essere solo una giustificazione per continuare così fino in attesa dei risultati. E' sufficiente una analisi retrospettiva, incrociando i registri delle patologie dei residenti con la zona di residenza. E' una cosa che può essere fatta in breve tempo, essendoci già tutti i dati, e che dovrebbe essere di pertinenza dell'osservatorio epidemiologico regionale”.

(Verner Moreno)

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