24 giugno: ballottaggio? No... la fine del mondo

Pubblicata il 11 maggio 2018

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Sono proprio sfortunato, dopo aver avuto la sventura di incontrare sulla mia strada Laghi, Chiaiese, Brienza ed altre “figure minori” ed avere aspettato cinque lunghissimi anni per potere togliere le loro mani dalla “cosa pubblica”, cosa scopro? Oh mamma, scopro che il “giorno dei giorni”, ovvero il 24 giugno (ballottaggio), sarà il giorno della fine del mondo... quasi, quasi stavo meglio prima…

2013 anno orribile
Il 2013 sembra lontanissimo, quasi il principio di una favola dove gli imolesi pensavano di vivere il miglior presente possibile e, oggi sorrido, che Autodromo e Discarica fossero realtà produttrici di valore aggiunto per i cittadini.
Purtroppo la fotografia reale era (è) ben diversa, ma su questi temi già tanto si è scritto.
Solo, con una punta di polemica, mi permetto di segnalare che mentre la città entrava in sofferenza la nostra classe politica si impegnava al massimo per riportare la F1, incontrando senza imbarazzi il rappresentante di un mondo pesantemente attenzionato dalle magistrature mondiali. Ecco, forse se i membri della nostra (ex) maggioranza fossero stati un attimo più prudenti avrebbero potuto “consigliare” maggior prudenza ai vari Onorevoli e Nobili….

Situazione
Eppure Imola è una città fortunata... però, la fortuna, almeno la devi saper utilizzare!
Viviamo in un territorio che presenta la peculiarità di non riuscire a soddisfare il bisogno di forza lavoro nel settore meccanico, ovvero, per essere ancora più chiari, ogni anno le imprese (della Città Metropolitana) abbisognano di circa 1000 lavoratori aggiuntivi. Fenomeno non solo bolognese, come segnala la Stampa.
Un vero paradosso che, se gestito bene, aprirebbe le porte del benessere a tante persone ora escluse (uomini, donne, giovani e meno giovani). Basterebbe che la politica, mi riferisco ad Imola, assumesse la consapevolezza del tema favorendo percorsi scolastici anche di riqualificazione professionale e, considerando che la modernità richiede una sempre maggiore flessibilità di orari ai lavoratori, una politica che favorisca le famiglie con bambini piccoli.

Sul concetto di benessere voglio chiarire che negli ultimi anni, nonostante interessi azioni Hera, proventi (sic) Discarica, incassi Autodromo (risic) e allevamenti di Asini che volano (tanti, confermo!), la città si è gradualmente impoverita, dato facilmente verificabile confrontando i redditi medi delle città presenti nella Città Metropolitana (Come da tabella comparativa, il reddito medio metropolitano è di 24.793 euro contro i 22.960 di Imola, al 31 dicembre 2015).



La cosa non deve sorprendere: fallimenti a catena di prestigiose Cooperative (citofonare Pd), datori che non pagano i propri dipendenti (citofonare alleati Pd), crisi dell'edilizia ed incapacità di immaginare uno sviluppo diverso, inevitabilmente hanno avuto come conseguenza un arretramento della nostra qualità della vita.

Le scuole non riescono a soddisfare il fabbisogno delle imprese e, almeno a Imola, i percorsi di riqualificazione verso il mondo del packaging sono sostanzialmente assenti, quando invece, se non vogliamo morire del tutto bisognerebbe aumentare e stimolare l'accesso verso istituti tecnici (indirizzo meccanico, elettrotecnico ed elettronico), portare una facoltà (almeno triennale) di meccatronica (e non qualche esame di laboratorio), infine potenziare e stimolare la riqualificazione massiccia dei lavoratori disoccupati utilizzando i già esistenti corsi serali per ottenere un diploma superiore.

Sembra facile, ma il nostro sistema politico, tra un aperitivo ed una foto con Ecclestone, non l'ha capito: come risposta alle esigenze del territorio ha avuto la “splendida idea” di potenziare l'offerta formativa con un Liceo Musicale (per rispondere alle esigenze del territorio...) ed il tentativo di avviare il Liceo quadriennale. Capite? Mentre l'Amministratore delegato della Philip Morris denuncia la carenza di tecnici (parlando addirittura di “quasi” crimine contro l'umanità), sulle sponde del Santerno si vogliono illudere studenti e famiglie attivando percorsi dagli esiti lavorativi molto incerti.

Asili come costo e non investimento per il futuro
Sembra quasi che la nostra maggioranza faccia il tifo contro i cittadini... in effetti guardando, in particolare, il lavoro dell'ex assessora Brienza il sospetto nasce: mentre in tutto il paese ci si interroga sul ruolo pubblico degli asili e le amministrazioni si attivano per ridurre i costi alle famiglie cosa è accaduto nella nostra città?

Premetto due cose: 1) critico la politica Brienza (non dimentichiamoci che divenne assessora in quota Sel) e non la persona 2) riporto critiche non mie, ma dei suoi alleati utilizzando due articoli del passato.
Sul Resto del Carlino venne pesantemente criticata dal suo attuale compagno di cordata Mario Peppi (Pd) (persona che stimo) perché, con la riforma delle tariffe, furono favorite le scuole cattoliche (ovvero si avviò una sostanziale privatizzazione). Vero, non vero? Chissà. Di certo la leader di Imola Futuro oggi può contare sull'appoggio pesante dell'ex assessora Guglielmi e di parte del mondo cattolico in quota Don Tagariello.

Anche Alessandro Mirri (persona che stimo) affermò con coraggio che per la maggior parte delle famiglie si sarebbero prospettati aumenti tariffari. Sul tema della privatizzazione invece si mostrò molto più aperto.

Solo due piccole considerazioni: viviamo in una società a natalità zero e mi sembra assurdo che la nostra amministrazione (ex) non veda nelle coppie che fanno figli una risorsa da aiutare e non una ennesima risorsa da penalizzare.

In ultimo un pensiero alle mamme lavoratrici: in numero sempre maggiore devono valutare, in un mondo che chiede sempre maggiore flessibilità, se convenga, o meno, fare figli oppure, nel caso di chi i figli li ha già, se sia meno oneroso rinunciare al lavoro per accudire gli eredi tra le mure domestiche.
A Imola, mi sembra di capire che scegliendo dall'alto, come candidata sindaco, Carmela Cappello, sicuramente una brava persona, che purtroppo presenta due “controindicazioni” da un punto di vista politico:
1) è una nominata che, grazie alla politica (non metto in discussione i meriti), in questi anni ha vissuto Imola da una posizione privililegiata;
2) non avendo avuto la fortuna di essere madre non può avere la sensibilità delle donne che quotidianamente combattono la loro battaglia a favore dei figli e del nostro futuro, tale scelta, sommata alla presenza della Brienza è già una pesante sentenza per le nostre scuole comunali.

Futuro
Questo è il passato, ora tocca agli imolesi scegliere se continuare il declino con questi politici abilissimi negli accordi all'insaputa degli elettori, oppure diventare consapevoli del proprio destino assumendosi la responsabilità di dare priorità al lavoro (quello vero) e, con una politica migliore sugli asili, agevolando la vita delle famiglie e delle donne che lavorano.

Per una volta concordo con Matteo Renzi: gli italiani hanno consegnato Pd e consorterie varie all'opposizione... sarebbe brutto se noi imolesi, quasi unici in Italia, volessimo il contrario.

(Mario Zaccherini)

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