Quarant'anni fa la morte di Moro... "And now? In Italy?"

Pubblicata il 16 maggio 2018

Vai alla sezione Memoria »

Quarant
Quarant'anni fa veniva ucciso dalle Brigate Rosse Aldo Moro. Ricordo molto bene il come, il dove e il quando ne venni a conoscenza. Avevo fatto tardi in ufficio e uscendo, transitando sotto il voltone dell'orologio, non potei non ascoltare le voci che provenivano dai gruppuscoli che si erano formati: mi precipitai verso la vicina edicola e acquistai tre quotidiani che erano usciti in edizione speciale. Li tenni sotto il braccio fino a quando non m ritrovai seduto dentro l'auto parcheggiata nel viale davanti agli "asili vecchi". In tutti e tre i quotidiani la foto in prima pagina era la stessa: il portellone del bagagliaio della R4 aperto che lasciava intravvedere il corpo dello statista.

Ricordo che restai immobile dentro l'auto per molto tempo riflettendo: consideravo la perdita dell'uomo politico e dello statista, ma non solo. Intravedevo la fine di un possibile dialogo tra i due schieramenti politici che avevano, in qualche modo, transitato l'Italia fuori dal disastro della seconda guerra mondiale, gli anni del fascismo, la non facile ricostruzione di una società, di un insieme di persone, di un popolo.

Ricordo che pensai:" È adesso?". Cosa succederà adesso? Non riuscivo a darmi una risposta è dentro di me avanzava uno stato di timore non spiegabile ma concreto: la consapevolezza che nulla sarebbe stato più come prima.

Non sbagliavo. Pur nella mia abissale ignoranza politica, riuscivo ad intravvedere la fine della capacità di dialogo, di ascolto delle ragioni degli altri, la necessità di cercare di comprendere i problemi di altre persone e di farli, in qualche modo, nostri.

Quella persona che sembrava doversi spezzare ad ogni passo, quel volto quasi inespressivo e quegli occhi tanto immobili da sembrare spenti, racchiudevano il bene più prezioso che possa trovare posto nel nostro intelletto: la capacità di ascolto, di fare nostro e comprendere il bisogno di altri.

Sarebbero seguiti anni di ruberie e cattiva gestione della cosa pubblica, anni di barbarie al timone del governo dello stato, tentativi solitari di riportare un po' d'ordine e di sobrietà, il silenzio della ragione al posto del chiasso dell'arroganza, poi ancora arroganza, mancanza di rispetto per gli altri, considerati sempre più alla stregua di nemici, di rivali, di incapaci. Io, sempre più Io, solo e sempre Io. L'infallibilità e la certezza dello stolto. L'incapacità palese del povero di spirito.

Seduto su una roccia a picco sul l'oceano Atlantico osservo i giovani"surfisti" che gareggiano con le onde e tento una conversazione con una anziana donna nativa: mi sta dando lezione di inglese perché il mio si è perso nell'incuranza del tempo. Si parla di vino 'tinto' di 'cataplana', di silenzio del mare, di dove sia mia moglie e si finisce, come spesso accade, nel tema politico. Fatico a seguirla ma comprendo bene la domanda finale che mi pone: "And now? In Italy?"
Già, bella domanda: e adesso in Italia?

(Mauro Magnani)

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl