Giornata della Legalità contro la mafia, Cogode agli studenti: "No all'indifferenza"

Pubblicata il 24 maggio 2018

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Giornata della Legalità
Imola. Gli studenti delle scuole superiori hanno riempito il teatro dell'Osservanza in occasione della Giornata della Legalità promossa dal Commissario straordinario del Comune Adriana Cogode, il 23 maggio, giornata nella quale si commemora il 26° anniversario della strage di Capaci (23 maggio 1992), teatro di un efferato agguato di mafia che vide tragicamente coinvolti il Giudice Giovanni Falcone e gli uomini della sua scorta.

Come ha spiegato il Commissario straordinario, nella lettera di invito alla giornata “l'incontro di oggi, rivolto agli studenti delle scuole superiori, è nato dal doveroso impegno di favorire, in un tessuto economico e sociale come quello imolese, ricco di storia e di cultura del sociale, da sempre proiettato verso lo sviluppo economico, la prevenzione e la sensibilizzazione sul tema della sicurezza, allo scopo di preservare, con l'impegno di tutte le Istituzioni, quegli anticorpi che notoriamente caratterizzano una società sana”.

All'iniziativa erano presenti due classi seconde dell'Itis Alberghetti, due classi quarte dell'istituto 'Luca Ghini', una classe quinta ed una terza del 'Paolini', una quarta del 'Cassiano da Imola', due classi quinte del ginnasio 'Rambaldi' e una classe seconda del liceo scienze umane “Alessandro da Imola”.
La mattinata ha avuto inizio con la proiezione del film “La mafia uccide solo d'estate” di Pierfrancesco Diliberto, ed è proseguita con le testimonianze e le riflessioni sul tema della legalità della Cogode, di Margherita Asta, sorella dei gemellini Giuseppe e Salvatore Asta vittime innocenti, con la loro mamma Barbara Rizzo, rimasti uccisi in un agguato mafioso a Pizzolungo.

Proprio rivolgendosi agli studenti, il Commissario Cogode ha ribadito che “dietro la battaglia contro la mafia c'è la battaglia per la libertà e la democrazia” e che la criminalità organizzata: uccide l'economia onesta, come afferma Don Ciotti, uccide la speranza nel futuro. Si tratta quindi di affermare la democrazia, di cui il sistema mafioso è acerrimo nemico". Ha pertanto richiamato i valori fondanti della nostra Carta Costituzionale, sottolineando come le vittime della mafia, e tutti coloro che hanno voluto tener testa alla criminalità organizzata, sono gli eroi della nostra libertà. La Cogode ha per questo ringraziato il lavoro assiduo delle Forze di polizia, della magistratura e delle istituzioni rivolto ad arginare il fenomeno delle infiltrazioni mafiose.

Rivolgendosi ai ragazzi: “Cosa potete fare voi giovani soprattutto? Credere in voi stessi, nella forza della vostra dignità di cittadini, di futuri professionisti o lavoratori, coltivare la propria personalità e la propria individualità. Capire quali sono i pericoli che vi circondano per poterli riconoscere e per essere in grado di difendervi. Il messaggio di questa giornata vuole essere trasversale: la conoscenza, insieme alla memoria, sono le armi più efficaci per affermare la propria libertà, per stare dalla parte della Legge e dello Stato. Vi si chiede innanzi tutto di non essere indifferenti, e questo è anche il tema del film che abbiamo visto. Vi si chiede di conoscere e di capire, di essere consapevoli e attenti.
La cultura, il consenso civile, la cooperazione cittadino Stato e la fiducia verso lo Stato e le istituzioni, insieme al grande ed instancabile impegno delle istituzioni stesse, possono far crollare l'edificio della mafia e dei modelli ad essa assimilabili, un edificio fatto di cemento depotenziato come le sue opere edilizie, un edificio malato che possiamo abbattere con gli anticorpi dell'onestà e con la forza della libertà e della legalità. Come disse Giovanni Falcone, che oggi ricordiamo, ogni fenomeno della storia degli uomini è destinata da avere un inizio e una fine. Almeno così auspichiamo che avvenga confidando soprattutto nell'energia positiva delle vostre giovani generazioni”.

A seguire, toccanti e significative le parole di Margherita Asta che ha raccontato la triste storia della sua famiglia, accidentalmente colpita nella strage di Pizzolungo, ordita dalla mafia per uccidere il giudice Carlo Palermo. “Siamo chiamati tutti insieme a affrontare e sconfiggere il sistema mafia” ha aggiunto Margherita Asta, che ha poi concluso “è importante ricordare tutte le vittime di mafia e stare accanto a chi lotta per scardinare un sistema mafioso che oggi ha cambiato faccia”.

A conclusione dell'evento, nel giardino antistante il Teatro Osservanza, è stata scoperta una targa a ricordo dei gemellini Giuseppe e Salvatore Asta (sei anni) e della loro mamma Barbara Rizzo (trent'anni), vittime innocenti di mafia, barbaramente uccisi durante un agguato della criminalità organizzata a Pizzolungo (Trapani) il 2 aprile 1985, finalizzato ad uccidere il magistrato Carlo Palermo.

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