All'Eredità si parla di disoccupazione: nel 2018 che cosa dicono le statistiche?

Pubblicata il 30 maggio 2018

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Qualche giorno fa si presentava all'Eredità, attratto da un lauto montepremi, il giovane Tommaso Accinelli Fasoli, laureato in ingegneria e disoccupato da 10 anni, che è stato protagonista di un siparietto diventato rapidamente virale.
“Che cosa fai nella vita?” chiede Carlo Conti e il ragazzo subito risponde “Schifo”, ridendo poi e spiegando la sua situazione di giovane laureato disoccupato.

La gag è diventata presto virale sui social dove Tommaso è stato tweetato e citato come “uno di noi” da parte della gente comune. La diffusione della vicenda è stata talmente chiacchierata sul web che il Corriere della Sera ha fatto un'intervista a Tommaso, che ha raccontato la sua storia rimettendo l'accento sulla questione della disoccupazione e della crisi italiana.

La crisi, in Italia, è finita?
Stimando solamente il numero complessivo di occupati in Italia, che nel 2008 è sostanzialmente lo stesso di oggi, quindi pari a 23 milioni, si potrebbe pensare che il mondo della disoccupazione sia restato immutato. In realtà non è proprio così: durante questo decennio ci sono stati alti e bassi nel mercato del lavoro e il quadro che si presenta oggi è molto diverso, sia come tipologie di contratti che come fasce d'età di disoccupati e settori occupazionali. Durante questo decennio il mercato del lavoro ha avuto 3 grandi crolli, il primo nel 2008, il secondo nel 2009 e il terzo nel 2013. Fra l'uno e l'altro il mercato sembrava riprendersi, così come sembra stia accadendo oggi.

La crisi riguarda perlopiù i giovani fra i 25-35 anni, per i quali la disoccupazione sembra non aver trovato ancora una via d'uscita, visto che sembra, anzi, essere aumentata dello 0,3% da gennaio di quest'anno. Iniziano l'anno in positivo invece i cittadini con più di 35 anni e gli ultra50enni che segnano una buona percentuale di occupati.

Una mano pare che l'abbiano data gli sgravi per le aziende previsti dalla legge di bilancio. Aumentano i contratti a tempo indeterminato e anche, benché in percentuale minore, i contratti a termine. Diminuiscono i lavoratori indipendenti, forse a causa delle onerose tasse che si ritrovano a pagare. Con sorpresa l'aumento dell'occupazione riguarda il mondo femminile, mentre resta uguale il numero di quella maschile. La crisi non è finita, ma dal 2017 sembra che piano, piano l'Italia ne stia venendo fuori.

Com'è cambiato il mondo del lavoro
Fra crolli e riprese, il mondo del lavoro è molto cambiato nel corso degli ultimi dieci anni. A cambiare sono anche i settori occupazionali e le figure più ricercate. Di fronte alla diminuzione della richiesta nel settore della manifattura, delle costruzioni, della pubblica amministrazione e nella difesa; aumentano le richieste nel settore alberghiero e della ristorazione, nel sociale, nella sanità. Fra i profili professionali considerati “introvabili” ci sono invece tutte le figure informatiche e tecnologiche, da impiegare nel mondo del digitale, come programmatori, progettisti di software, analisti, esperti di applicazioni.

Molte attività commerciali, di servizi, di intrattenimento, culturali, promozionali oggi si sono spostate sul web. Non è un caso se le persone oggi comprano preferibilmente online, se cercano consulenze da casa, se preferiscono giocare e divertirsi con le slot vlt gratis online e fare anche i propri investimenti attraverso internet, piuttosto che recarsi fisicamente nei luoghi adibiti. Il mondo del web ha aperto un canale più agevole, pratico e, grazie alle moderne tecnologie, anche spesso maggiormente sicuro.

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