Sono 4 gli alunni sospesi fino a un massimo di 2 settimane per gli insulti al prof. gay

Pubblicata il 31 maggio 2018

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Sono 4 gli alunni sospesi fino a un massimo di 2 settimane per gli insulti al prof. gay
Imola. Continua a fare molto rumore la vicenda che ha visto ben quattro giovani studenti di una classe del primo anno di una scuola superiore imolese insultare verbalmente e con frasi alla lavagna un professore perché gay.

“Nel frattempo, sono emersi altri particolari sulla vicenda e abbiamo accertato che i ragazzi identificati come responsabili di comportamento omofobo ai danni del professore di un istituto del polo tecnologico sono quattro. Hanno avuto sospensioni tra i 7 e i 14 giorni e dovranno fare lavori socialmente utili perché hanno tenuto comportamenti diversi, pur nello stesso ambito. Lo ha deciso il consiglio di classe straordinario convocato sull'episodio alla presenza di un mio delegato”, conferma il 31 maggio la preside del polo tecnologico Vanna Monducci.

I quattro minorenni avrebbero avuto comportamenti diversi fra loro, ma tutti riconducibili allo stesso ambito. I fatti sono del 16 maggio, quando sulla lavagna dell'aula furono fatte scritte e disegni ingiuriosi verso l'insegnante, durante l'intervallo. La sospensione per tutta la classe del primo anno delle superiori, con obbligo di frequenza, è durata tre giorni, ed era stata decisa "per omertà - spiega la preside - perché nessuno si era voluto assumere la responsabilità".

Ora però sta per arrivare il momento degli scrutini dove si valuteranno i voti in condotta per tutta la classe e in particolare per i quattro ragazzi. Questi ultimi potrebbero essere molto severi.

Quanto successo "è stato un fatto increscioso per cui i ragazzi sono stati puniti" ma la richiesta che la Monducci rivolge soprattutto alla politica, in periodo di campagna elettorale amministrativa in vista del 10 giugno, è di non strumentalizzare l'episodio: "Sono minorenni, se questa cosa finisse in tempi brevi sarebbe meglio. La cosa migliore sarebbe il silenzio. Gli alunni penso che abbiano capito il messaggio. Non so se con l'insegnante si sono scusati tutti, ma di certo i genitori hanno capito. L'ho detto personalmente ai candidati a sindaco che sono intervenuti sull'argomento". Alla preside è arrivata tra l'altro una lettera dal rappresentante dei genitori che fa i complimenti alla scuola per come è stata gestita la situazione.

Certo, sono minorenni e quanti sbagli si commettono a quell'età, ma non per questo devono passare sotto silenzio, in caso contrario tali comportamenti potrebbero essere addirittura ripetersi.

Ma la politica si può e deve occuparsi di fare in modo che gesti così gravi non si ripetano o diminuiscano drasticamente visto che il bullismo di studenti nei confronti di insegnanti è all'ordine del giorno in tutta l'Emilia-Romagna. “La Regione sostenga eventuali azioni legali da parte delle vittime dei ripetuti comportamenti offensivi e omofobi avvenuti all'interno di una scuola superiore dell'imolese”. Lo chiede, con un'interrogazione, una consigliera del Movimento 5 stelle in cui sottolinea come "svolgerebbe un ruolo importante, e non solo simbolico, una legge regionale contro l'omotransfobia, incentrata anche sui processi di sensibilizzazione e formazione". La consigliera pentastellata invita pure l'esecutivo regionale a "promuovere e sostenere attività di formazione e aggiornamento del personale in materia di contrasto agli stereotipi e prevenzione del bullismo, coinvolgendo anche studenti e famiglie in collaborazione con enti e associazioni”..

Frasi di solidarietà al professore, suo malgrado offeso pesantemente e a lungo, sono arrivate in ordine di tempo dai candidati a sindaco del Movimento 5 stelle Manuela Sangiorgi, da Carmela Cappello del centrosinistra a targa Pd, e da Filippo Samachini della Sinistra unita imolese.

Ora anche Il Popolo della Famiglia, che presenta a Imola come candidato sindaco Gianbattista Boninsegna, interviene attaccando anche i concorrenti nella competizione elettorale: “Troviamo inopportuno il riferimento al 'professore gay' quale sorta di marchio di fabbrica. E di conseguenza inopportuno appare il tentativo di alcune forze politiche, di mettere in evidenza unicamente le conseguenze del gesto, le punizioni, le iniziative da intraprendere come una corsa al riparo che servirà solo ad arginare il fenomeno fino al prossimo episodio. Va ribadito che il tema è l'offesa al professore, ma, prima ancora, alla persona. In gioco c'è la dignità della persona mentre esercita il suo ruolo lavorativo di educatore. Non conosciamo appieno la vicenda e non sappiamo come e perché i fatti si siano svolti con quelle peculiari dinamiche. Ad altri spetterà accertarlo. Non ci interessa - come Popolo della Famiglia - sapere se quella persona sia stata offesa in quanto manifestasse certi orientamenti sessuali, avesse un certo colore di pelle ovvero professasse un certo credo, ovvero presentasse una qualche disabilità. Al centro c'è sempre e solo la persona e la sua dignità. Ogni tentativo di strizzare l'occhiolino mediatico a vicende come questa facendone un vessillo per certe battaglie socio - ideologico - culturali, e peggio ancora politiche, rappresenta una non meno bieca offesa alla dignità di quella persona”.

La Cgil e la Flc Cgil di Imola esprimono "piena solidarietà al docente dell'istituto professionale Alberghetti di Imola che ha subito per mesi gravi offese omofobe da parte degli studenti della classe in cui insegna. Un comportamento vergognoso, contro cui dovevano essere presi provvedimenti tempestivi, e che invece si è protratto per troppo tempo. La lotta contro le discriminazioni sessuali, sessiste, razziste e contro ogni forma di bullismo deve essere uno dei compiti prioritari dell'istruzione e dell'educazione. La scuola ha un ruolo fondamentale nel trasmettere il valore dell'accettazione dell'altro e del rispetto reciproco e su questi temi occorre insistere maggiormente, anche con progetti educativi mirati, per formare cittadini consapevoli e responsabili. Altresì la scuola deve essere garante di un ambiente rispettoso di tutte le sensibilità di chi ci lavora".


(m.m.)

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