L'unicum della Juve campione d'Italia

Pubblicata il 28 maggio 2018

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“Unicum” è la settima volta consecutiva che la Juve si è cucita il tricolore sula maglia per un totale di trentaquattro volte, potranno avvicinarsi a questo record difficilmente raggiungibile solo l'Inter e il Milan appollaiate a diciotto scudetti mentre (quasi) nessuna possibilità per le altre due compagini più performanti degli ultimi anni, ossia Napoli e Roma che detengono “numeri” scudetto ad una sola cifra soprattutto perché mentalmente non abituate a competere a così alto livello psico-fisico.

La Juve è stata vincente e costante nelle sue performance, anche adeguando i salari al rendimento in campo: più soldi e più gol, più gol e più soldi.
Non è vero che i soldi “infiacchiscono” le performance degli atleti, l'Inter di qualche anno fa non perdette lo scudetto per gli alti stipendi di Ronaldo, Vieri e compagni, ma solo perché “toppò” l'ultima di campionato subendo quattro gol; come a dire che la dimensione di eccezionalità è consacrata dal riconoscimento economico, per curare il talento e fargli sputare l'anima in bici è stato così ieri per l'indimenticabile (e indimenticato)Marco Pantani come lo è oggi per Serena e Venus Williams nel tennis, perché non c'è “benzina” più appropriata dei quattrini.

Titolo nazionale e testa di serie in Champions League quindi per la squadra di Massimiliano Allegri che proverà anche l'anno prossimo a portare la “coppa delle grandi orecchie” a Torino e sbaragliare gli antagonismi com'è successo quest'anno con la concorrenza iniziale dell'Inter e poi quella del Napoli, unica quest'ultima in grado di tenere il “passo scudetto” dei bianconeri fino a poche giornate dal termine del torneo.

Da qualche anno proprio i partenopei e la Roma stanno dando prova evidente della qualità dei propri organici a scapito dei grandi club del Nord-Italia, come l'Inter ad esempio quarta ed ultima squadra italiana destinata a stare in quella che i media chiamano l'Europa che “conta”; un risultato che ha salvato l'ennesima stagione deludente dei nerazzurri e scaturito dopo uno spareggio d'altri tempi dove hanno avuto la meglio all'Olimpico su una bella Lazio in un match da cardiopalma deciso solo nel finale di gara.

Un tempo era solo la necessità di squadre di provincia, allevare giovani per rivenderli ai “grandi”, ma oggi la cura del vivaio è diventata un passaggio obbligato perché costruirsi in casa un campione non ha prezzo; trovare a costo zero comprimari per ricavarne preziose plusvalenze da mettere a bilancio attraverso cessioni mirate è diventata materia per manager della finanza anche se di pallone “giocato” ne sanno ben poco, ed è per questo che le maggiori società di calcio si affidano a questo genere di esperti.

E' “Unicum” anche nel calcio mondiale la Juventus della famiglia Agnelli dal 1923, in cui la maggioranza del capitale azionario è controllata da Exor, finanziaria della “famiglia” stessa; la rivista Forbes in termini di valore borsistico vede la “signora” del calcio italiano inserita al nono posto in ambito internazionale con 1.258 miliardi di dollari al maggio 2017.

Unicredit ha il compito di “coprire” il reale possessore del Napoli Calcio ossia Aurelio De Laurentis e di offrire servizi di gestione per suo conto, questo si legge sui contratti stipulati all'ombra del Vesuvio e stessa musica sotto il Colosseo dove la Roma è Spa con capitale sociale di 115 milioni di euro e controllata per quasi l'80% da Neep Roma Holding Spa; il valore del club capitolino al 2014 ammontava a 307 milioni di dollari, 19° posto nella graduatoria mondiale, presidente dei giallorossi è James Pallotta manager italo americano col pallino dello sport, già socio di minoranza dei Boston Celtic del Basket Nba made in Usa.

Struttura societaria simile anche sotto la “Madonnina” dove dal 2016 l'Inter e di Suning Holdings Group, con l'ex “patron” Erik Thoir a completare l'azionariato rimanente ed è presidente in carica, diciottesimo posto in ambito internazionale con 573 milioni di dollari a maggio 2017; la Lazio è controllata dalla S.r.l. Lazio Events in cui Claudio Lotito, con il consigliere Marco Moschini, gestisce la società assieme ad un comitato di sorveglianza.

A chiudere il sestetto delle meraviglie del campionato italiano è il Milan fino al 2015 in mano a Fininvest della famiglia Berlusconi e dal 2017 ceduto alla Rossoneri Sport Investment Lux dell'imprenditore cinese Li Yonghong nuovo presidente del club, secondo Forbes a maggio 2015 il valore borsistico della società rossonera era pari a 775 milioni di dollari, decimo posto al mondo.

(Giuseppe Vassura)

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