Equipe multidisciplinare per studiare i casi di morte cardiaca improvvisa nei giovani

Pubblicata il 7 giugno 2018

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Equipe multidisciplinare per studiare i casi di morte cardiaca improvvisa nei giovani
Imola. “Si definisce morte cardiaca improvvisa (MCI) quella morte naturale di origine cardiaca preceduta da una improvvisa perdita di conoscenza in soggetti con o senza una cardiopatia preesistente” - a spiegarlo è il dottor Maurizio Puccetti, Responsabile dell'Anatomia Patologica dell'Ausl. Avviene pure in giovani sportivi sui quali i controlli medici vengono effettuati con regolarità.

Si è svolto all'Ospedale S.Maria della Scaletta un corso di formazione per approfondire il tema ed è stata annunciata dall'Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna e dall'Università di Bologna la costituzione di un équipe apposita multidisciplinare per studiare i casi di morte cardiaca improvvisa in età giovanile, con cui anche gli anatomo patologi ed i cardiologi di Imola collaboreranno. All'incontro hanno partecipato anche i professionisti del Policlinico Sant'Orsola Malpighi.

“La morte cardiaca improvvisa ha un notevole impatto emotivo sulla collettività, sia perché può riguardare persone giovani sia per l'imprevedibilità di un evento che resta molte volte inspiegato e senza una diagnosi che ne renda ragione – continua il dottore Puccetti -. La sua asintomaticità è la causa principale di questi decessi: si verifica una improvvisa cessazione della funzione di pompa del nostro cuore (arresto cardiaco o cardiocircolatorio) che porta inesorabilmente alla morte se non si interviene rapidamente o con opportune manovre rianimatorie”.

Per questo motivo è stata creata una equipe trasversale interaziendale formata da anatomo patologi, cardiologi, medici legali e genetisti, volta a realizzare una rete operativa che, dalla diagnosi anatomo-patologica specifica delle patologie cardiache causa della morte improvvisa, giunga a offrire una dettagliata valutazione clinica e strumentale, ed eventualmente genetica, per la prevenzione dei familiari. Lo studio dei tessuti può infatti portare alla luce malattie rare, potenzialmente ereditarie e così portare a conoscenza di informazioni che possono portare alla prevenzione e salvare la vita dei familiari.

Il corso di formazione ha approfondito i meccanismi e il "substrato patologico", cioè la condizione patologica asintomatica sottostante che rende vulnerabile il cuore, di questo evento fatale.
Il nostro cuore è formato da tre sistemi: quello elettrico, che genera e regola il battito cardiaco; quello meccanico costituito dal muscolo cardiaco e dall'apparato valvolare; e infine quello che irrora e nutre il nostro cuore, le coronarie. Proprio la malattia delle coronarie, e cioè l'aterosclerosi, è alla base della grande maggioranza di eventi (oltre l'80%): l'ostruzione di una coronaria causa l'infarto miocardico. L'infarto nei soggetti giovani può degenerare in aritmie come tachicardia ventricolare e fibrillazione ventricolare che portano rapidamente a morte se non si interviene immediatamente e opportunamente. Contrariamente quanto si pensa, l'aterosclerosi inizia già in giovane età in persone geneticamente predisposte. Altro motivo di morte può essere una miocardite, un'infiammazione del cuore che a volte esordisce con la morte improvvisa.

“La prevenzione è sempre l'arma migliore e avere uno stile di vita sano aiuta comunque a ridurre il rischio dal 40% al 60%” - conclude il dottor Puccetti.

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