Bilancio di Sostenibilità 2017, Hera punta sul valore condiviso

Pubblicata il 8 giugno 2018

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Bilancio di Sostenibilità 2017, Hera punta sul valore condiviso
Bologna. Hera innova il proprio impegno nella sostenibilità, mettendo al centro della rendicontazione la creazione di valore condiviso e gli obiettivi dell'Agenda Onu.
Il Bilancio di Sostenibilità 2017 del Gruppo Hera contiene i numeri delle responsabilità economica, sociale e ambientale e il focus sugli impegni presi, i risultati conseguiti e le prospettive future. Numeri che sono stati presentati nell'ambito del convegno “L'ecosistema e la sua unitarietà: una sfida per il futuro sostenibile”, tenutosi presso la sede bolognese del Gruppo Hera e organizzato in occasione della “Settimana europea per lo Sviluppo sostenibile”.

Quest'anno il Bilancio contiene un'importante novità: cambia completamente prospettiva e al centro mette la creazione di valore condiviso, evidenziando le attività di business che portano benefici per l'azienda e allo stesso tempo contribuiscono a raggiungere le priorità definite dall'Agenda Onu al 2030, e quindi in grado di rispondere ai bisogni del territorio servito e alle sfide per il cambiamento nella direzione della sostenibilità. Il cambio di “vista” rappresenta l'evoluzione di una innovazione anticipata già in parte lo scorso anno, quando Hera, tra le prime aziende a farlo, ha quantificato nel proprio Bilancio di Sostenibilità il Mol derivante da attività che rispondevano alle priorità fissate, appunto, dall'Agenda Onu.

329 milioni di euro da attività che rispondono alle priorità dell'Agenda Onu
Le informazioni riportate sono suddivise quindi in tre ambiti principali: uso intelligente dell'energia, uso efficiente delle risorse, innovazione e contributo allo sviluppo del territorio. E in questa ottica, i risultati conseguiti dal Gruppo e gli obiettivi fissati per il futuro vengono, per la prima volta, affiancati dalla descrizione dello scenario di sostenibilità, dando la possibilità a chi legge di mettere a confronto il posizionamento e le risposte di Hera alle importanti sfide che abbiamo davanti. Nel 2017 il Mol a valore condiviso è aumentato e ha raggiunto quota 329 milioni di euro, il 10% in più dell'anno precedente e un terzo del Mol complessivo; inoltre il Gruppo ha investito circa 200 milioni di euro (circa il 41% del totale) a favore dello sviluppo del valore condiviso.

Uso intelligente dell'energia: ridotti del 3,6% i propri consumi
L'impegno del Gruppo Hera sul versante dell'efficienza energetica è proseguito e i consumi energetici al 2017, grazie agli interventi realizzati, si sono ridotti del 3,6% rispetto al 2013, superando l'obiettivo del 3%, con un risparmio di circa 8.300 tonnellate equivalenti di petrolio, e avvicinandosi al traguardo del 5% fissato al 2020. Inoltre, per tutte le attività gestite in Emilia-Romagna, già dal 2017 Hera utilizza esclusivamente energie rinnovabili.

Uso efficiente delle risorse: già superati gli obiettivi europei al 2030
Nell'ambito dell'uso efficiente delle risorse, le attività rendicontate da Hera riguardano principalmente l'economia circolare e la gestione sostenibile della risorsa idrica. Sul fronte dell'economia circolare i risultati raggiunti da Hera anticipano di decenni gli obiettivi fissati dall'Unione Europea. Un esempio è il riciclo degli imballaggi, dove Hera ha già superato l'obiettivo del 65% fissato per il 2025, raggiungendo il 68%.

La raccolta differenziata continua a crescere e nel 2017 si attesta al 57,7%, cinque punti superiore alla media nazionale. Inoltre, secondo il rapporto Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente, tra i dieci migliori capoluoghi di provincia per raccolta differenziata pro capite con più di 100 mila abitanti la metà sono gestiti da Hera.

Nell'area di Imola e Faenza, nel 2017 la raccolta differenziata è salita al 55%, grazie anche alle 19 stazioni ecologiche distribuite sul territorio. In particolare, nel Circondario Imolese il 2017 è stato caratterizzato da un intenso impegno nella riorganizzazione dei servizi di raccolta, con il passaggio a un sistema di apertura elettronica dei cassonetti con tessera e, nella maggior parte dei casi, con limitazione del conferimento dell'indifferenziato con l'utilizzo della calotta.

Nella Vallata del Santerno la raccolta differenziata è aumentata tra i 9 e i 14 punti percentuali in ciascuno dei quattro comuni rispetto al 2016, che così raggiungono percentuali provvisorie che variano tra il 50 e il 60% (dati stimati). A Imola la percentuale di raccolta differenziata, grazie a queste nuove modalità, è passata dal 55% del 2016 al 66% del 2017 e nei primi mesi del 2018 si è già superato il 70%. I conferimenti alla stazione ecologica si sono incrementati di quasi il 14%. Grazie alla fattiva collaborazione e senso civico dei cittadini è molto migliorata la qualità della raccolta differenziata che evidenzia basse percentuali di impurità (ad esempio meno del 3% per la carta/cartone, meno del 5% per l'organico), permettendo quindi il recupero di sempre maggiori quantitativi di materiale.
Nel 2017 da segnalare anche la presenza a Imola della mostra Scart, promossa dal Gruppo Hera, in cui studenti delle Accademie di Belle Arti di Firenze e Bologna hanno realizzato opere e installazioni esclusive fatte al 100% di rifiuti, e che ha visto la presenza di oltre 1.500 visitatori.

Innovazione e sviluppo sostenibile del territorio: quasi 2 miliardi di euro distribuiti agli stakeholder
Si conferma anche nel 2017 l'importante ruolo del Gruppo nello sviluppo economico e occupazionale del territorio servito, nella tutela dell'aria e del suolo e nei processi innovativi e di digitalizzazione. Ecco alcuni dati.
La quota di forniture commissionata a fornitori locali è stata il 66% del totale, pari a 592 milioni di euro, il 6% in più rispetto all'anno precedente, e l'indotto occupazionale generato dalle forniture è stato di 6.500 persone, a cui si aggiungono gli 8.847 dipendenti del Gruppo.

Un impatto occupazionale importante quindi e decisivo nello sviluppo del territorio, a cui si affianca il valore economico complessivamente distribuito sul territorio a lavoratori, azionisti, finanziatori e istituti bancari, pubblica amministrazione e comunità locale, fornitori nel 2017 che sale a 1.839,7 milioni, di cui circa 110 milioni nella sola area di Imola e Faenza.

Per quanto riguarda la tutela dell'aria e del suolo, si evidenzia la conferma dei risultati positivi delle emissioni della centrale di cogenerazione di Imola che si mantengono su livelli decisamente bassi oltre rilevare un pressoché azzeramento dell'emissione di polveri sottili, che sono misurate in continuo con i risultati pubblicati online. Anche i risultati per Pm10 e Pm 2,5 sono sempre inferiori al limite di rilevabilità dello strumento.
Si evidenzia inoltre che l'autorizzazione ambientale dell'impianto di Imola prevede per gli inquinanti maggiormente presenti nei fumi (NOx e CO), limiti più restrittivi del 75%/80% rispetto alla normativa nazionale. Inoltre nel 2017 è stato avviato un progetto di recupero delle acque di scarico delle caldaie di recupero da utilizzare come acqua di reintegro della torre evaporativa al fine di rispettare i limiti emissivi sempre più stringenti previsti per gli anni futuri e ridurre i prelievi da acquedotto industriale. E' prevista la realizzazione di tale intervento nella primavera del 2018.

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