Imola, record di morti per malattie respiratorie: "Fumate troppo"

Pubblicata il 15 giugno 2018

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Imola, record di morti per malattie respiratorie: "Fumate troppo"
Imola. Lascia un poco stupiti - ciò non toglie che l'analisi sia seria - la conclusione ai cui giunge l'assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, riguardo al record di decessi per malattie polmonari registrate a Imola e circondario.
Come sappiamo le malattie polmonari sono la prima causa di morte nell'ambito di competenza della Ausl imolese e, questo eccesso di mortalità, ha portato il consigliere regionale, ora anche deputato di Forza Italia, Galeazzo Bignami, a depositare un'interrogazione in Regione per conoscere i motivi di tale triste record.

Secondo l'assessore Venturi questa varianza statistica - molto rilevante in quanto si tratta di una differenza tra un tasso standard imolese pari a 103,3 verso un tasso dell'Emilia Romagna di 73,7 - potrebbe derivare dalla maggiore propensione al fumo degli imolesi tanto che specificatamente precisa: "Non va infine dimenticato che il fattore di rischio principale correlato con le malattie respiratorie è l'abitudine al fumo".

Non è servito neppure ridefinire dal 2009 le "nuove regole di codifica della causa inziale di decesso" perché a Imola il record diminuisse: "era attesa una diminuzione della mortalità per polmoniti e broncopolmoniti ma questa condizione non si è verificata nella Ausl di Imola (fumiamo troppo, lo sappiamo). Ma, ironia della sorte, dopo le nuove regole a Imola anziché diminuire la mortalità causata da infezioni polmonari è diminuita (al contrario del dato regionale) la mortalità per malattie degenerative senili. In altre parole sono diminuite in maniera apprezzabile le morti di "vecchiaia" ma non quelle per malattie polmonari, almeno non così tanto, anzi.

Per volere verificare fino in fondo le parole dell'assessore vale farsi una domanda: ma sarà poi vero che a Imola si fuma di più che nel resto della regione?

Il rapporto Passi, citato da Venturi, riprende i dati elaborati a seguito di interviste fatte ai cittadini imolesi nelle quali è contenuta la domanda: lei fuma?
Ebbene, questa grande propensione al fumo a Imola, stando sempre alla ricerca, pare proprio ci sia ma non si discosta molto dalla media regionale. Tanto che così sta scritto sul documento disponibile sul sito web dell'azienda sanitaria: "tra le Ausl emiliano-romagnole la prevalenza di fumatori varia dal 32% di Imola al 25% di Ferrara; non sono presenti differenze significative tra le macroaree regionali (29% in Romagna e in Emilia Centro e 27% in Emilia Nord) e tra le zone geografiche omogenee".

Imola (32 % di fumatori) si discosta di un solo punto percentuale da Bologna (31%) ma il tasso standardizzato di mortalità per malattie respiratorie è rispettivamente del 120,9 (Imola) contro il del 79,9 (Bologna), dato 2013.
Pertanto pare quantomeno imprudente affermare che il dato sulla mortalità da malattie polmonari il cui "trend è in crescita dal 1988 al 2016, e soprattutto negli ultimi anni" possa spiegare la rilevante mortalità degli imolesi legandola a un fattore, sì rilevante come la propensione al fumo dei cittadini, ma che non pare possa spiegare da sola il fenomeno.
Come si spiegherebbe allora che Bologna, con solo un punto percentuale in meno di fumatori, possa vantare un tasso di mortalità per malattie respiratorie nettamente inferiore, di circa 40 punti standard?

Probabilmente, oltre al fattore fumo, ci sono cause che andrebbero meglio approfondite. Fra queste la recente intervista al dott. Giacomo Toffol cita il degrado ambientale come elemento “alla base di un'alterazione delle condizioni globali di salute”.
Avesse ragione lui?

(Verner Moreno)

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