Fiumi fra i leader di Focus: "Pd con forti problemi, ballottaggio storico per cambiare"

Pubblicata il 18 giugno 2018

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Fiumi fra i leader di Focus: "Pd con forti problemi, ballottaggio storico per cambiare"
Imola. "Il Pd è in grande difficoltà, l'evento del ballottaggio è storico. Mi rivolgo all'elettorato del centrodestra, a tutti coloro che hanno disertato le urne il 10 giugno e quelli che ritengono inaccettabile non avere alternanza politica. Svegliamoci dal torpore dei dibattiti ingessati della campagna elettorale e prendiamo in mano il destino di questa città". Non ha dubbi uno di coloro che più si era speso per far nascere la lista civica Focus, alleata al centrodestra al primo turno e ora rimasta fuori dal ballottaggio, l'architetto Alessandro Fiumi (nella foto).

"La candidata del centrosinistra Carmela Cappello è in continuità con il Pd e con le varie liste che l'hanno appoggiata visto che le persone sono in gran parte le stesse che erano in giunta e in consiglio comunale in maggioranza - ragiona Fiumi in passato anche consigliere comunale di Forza Italia -. Ora il senatore Pd Daniele Manca pare voler dire che anche la Cappello rappresenta un cambiamento ma allora quest'ultima dovrebbe dire e fare cose contrarie a quelle portate avanti dallo stesso Manca, che non può tentare di rappresentare tutto e il contrario di tutto, negli ultimi 10 anni".

Con Il Movimento 5 stelle, Focus ha in comune alcune battaglie strategiche come la lotta contro l'ampliamento della discarica Tre Monti e non solo. Fiumi, pur non facendo un riferimento esplicito ai pentastellati che il 24 giugno sfideranno in un duello il centrosinistra, ne elenca alcuni: "Se non si andasse a votare in massa per cambiare il governo politico di questa città saremo responsabili di una serie di eventi irresponsabili: avremo ancora orde di camion che porteranno rifiuti speciali a Imola da tutta Italia e non solo, saremo senza iniziative serie contro la criminalità diffusa, non avremo risposte alla domanda sul lavoro, alle inesistenti politiche per lo sviluppo, alle aziende chiuse, abbandoneremo la sanità nelle mani della più totale mancanza di autonomia decisionale a favore della Città Metropolitana nella quale non conteremo nulla, consentiremo che venga realizzata un'area artigianale fatta di osceni capannoni di fronte al bar Renzo quale investimento per l'autodromo invece di fare opere importanti di mitigazione acustica, e non verrà valorizzato lo sport con le sue strutture oramai invecchiate, stadio, palazzetto, piscina, palestre. Una moltitudine di impianti che richiederebbero uno sforzo economico dedicato in un piano di investimenti serio".

"Serve equità, non privilegi. Servono dialogo e trasparenza - conclude l'architetto -. Non possiamo stare a guardare, anzi, dobbiamo essere partecipi, contribuire, dare sostegno e sostanza a chi verrà".

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