Candidate al ballottaggio, sale la tensione nel dibattito a palazzo Monsignani

Pubblicata il 18 giugno 2018

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Candidate al ballottaggio, sale la tensione nel dibattito a palazzo Monsignani
Imola. Ci vuole un po' di tempo perché il primo e penultimo faccia a faccia, organizzato dal “Diario” lunedì 18 giugno, fra le due candidate a sindaco che andranno al ballottaggio domenica 24 giugno, si infiammi in un'afosa serata di mezza estate con circa 350 persone ad affollare il cortile di palazzo Monsignani.

I primi botta e risposta succulenti arrivano quando si parla di società partecipate dal Comune e si finisce a parlare della discarica Tre monti. Secondo Manuela Sangiorgi candidata del Movimento 5 stelle “i cittadini che hanno fatto ricorso al Tar, il quale ha detto no al progetto di realizzare una sopraelevata, hanno agito bene perché si tratta di una discarica che ha 44 anni di vita e ha accolto rifiuti da tutta Italia (molti dei quali speciali) mentre in un primo tempo era stato assicurato che sarebbe stata a servizio solamente dei Comuni del circondario. Ci sono dati preoccupanti sull'inquinamento”.

Argomento che la candidata del centrosinistra a trazione Pd Carmela Cappello tratta da avvocato qual è: “Su tale vicenda, è bene comunque che si arrivi a una sentenza finale. Per ora il Consiglio di Stato non è entrato nel merito della questione, ovvero se la discarica possa creare o meno danni alla salute dei cittadini”.

Un tema che divide le due candidate in rosa è pure quello della possibile giunta. La Sangiorgi rivendica come “un'operazione di trasparenza quella di aver già resi noti i nomi di diversi candidati assessori come l'ex pretore Ezio Roi alla Sicurezza e alle Frazioni, un'insegnante come Claudia Resta alla Scuola e altri. Ci sono inoltre persone che abbiamo individuato per deleghe importanti quali Sanità e Sociale e Urbanistica”.

“Non mi sembra rispettoso e corretto fare già prima dei nomi – è la risposta della Cappello – perché un sindaco deve tener pure nella giusta considerazione le preferenze prese da coloro che si sono candidati nelle liste che mi hanno sostenuto al primo turno”.

Sulla questione spinosa di un nuovo governo in continuità o discontinuità con il passato, i dieci anni di Daniele Manca sindaco, la Cappello dice: “Sono in continuità se parliamo dei miei valori che sono quelli del centrosinistra. Se parliamo del Pd, allora no perché io non ho mai avuto tessere di partito e sono scesa in campo proprio perché sostenuta da una coalizione ampia con ben cinque liste”. La Sangiorgi controbatte: “Nelle altre quattro liste, si sono candidati ex assessori ed ex consiglieri comunali degli ultimi cinque anni e almeno noi del Movimento 5 stelle abbiamo fatto al nostro interno delle 'quasi-primarie' per arrivare al mio nome”. La Cappello contrattacca: “Gli assessori non erano tutti del Pd e soprattutto il mio nome non è uscito da 'quasi-primarie' (le primarie furono annunciate pubblicamente a lungo nel centrosinistra ma alla fine non si sono tenute, ndr), ma da una discussione fra tante persone, ritengo più di quelle che hanno deciso la candidatura della Sangiorgi”.

Le due candidate a sindaco sono ormai lanciate una contro l'altra pure sul tema urbanistico. Per la Cappello “è stata approvata una nuova legge regionale che è un'occasione da non perdere per programmare il futuro della città nei prossimi dieci anni”. La Sangiorgi pensa il contrario: “Già il Psc del 2008 di Manca era nato vecchio e senza una visione di città. Inoltre le nuova legge regionale è considerata abominevole da tanti tecnici del settore. Noi pensiamo a una rigenerazione degli edifici già esistenti, in particolare nel centro storico”.

Il direttore del “Diario” Andrea Ferri fa una domanda secca: “Fate il nome di una sola associazione di volontariato che meriterebbe i contributi del Comune”.

La Sangiorgi non indugia: “Secondo me è l'Anteas che porta tante persone gravemente ammalate negli ospedali dove possono essere curate al meglio”. Per la Cappello “non vanno dati contributi a pioggia, ma in base ai progetti presentati”. Sangiorgi contrattacca: “Io ho risposto alla domanda e aggiungo che finora troppo spesso sono stati usati due pesi e due misure”.

Altra domanda secca sulla prima cosa da fare da sindaco. La Cappello sostiene che “ci sarebbero tante cose, comunque come primo atto convocherei tutti i dipendenti comunali per parlare con loro e capire come muovere al meglio 'la macchina'”. La Sangiorgi vorrebbe “aumentare al più presto l'organico della polizia municipale, come è consigliato dalla legge ce ne vorrebbe uno ogni mille abitanti e noi siamo sotto di una ventina, e ampliare il servizio alla fascia notturna perché i crimini sono in aumento”.

Infine, sugli spazi di divertimento serali imolesi rispetto a Faenza la Cappello parte citando “il River Side e il parco delle Acque minerali…” e parte del pubblico rumoreggia per l'assai discutibile gestione dei due luoghi negli ultimi anni rimbrottato da Ferri che ha chiesto il silenzio fino al termine, poi la candidata del centrosinistra tenta di salvarsi in corner dicendo “che devono essere messi a bando in modo efficace. Nel Faentino ci sono meno luoghi rispetto a Imola”. Il contrario esatto per la Sangiorgi: “A Faenza c'è un centro storico molto più frequentato dai cittadini durante tutte le sere della settimana, ci sono più eventi nel cuore della città che è stato reso bello ed elegante con fioriere e luminarie migliori delle nostre. Se vinceremo, cambieremo parecchie cose”.

(m.m.)

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