Discarica Tre Monti, "Accertati gli inquinanti al di fuori del perimetro"

Pubblicata il 20 giugno 2018

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Discarica Tre Monti, "Accertati gli inquinananti al di fuori del perimetro"
Imola. "La dichiarazione del dott. Andrea Rossi: 'non si sono ad oggi mai accertate condizioni di contaminazione di inquinanti al di fuori del perimetro della discarica stessa', non corrisponde al vero". Il Comitato vediamoci chiaro e il dott. Giacomo Toffol rispondono così al direttore generale della Ausl imolese che, in una recente intervista, aveva escluso che la discarica presentasse livelli di inquinamento al di fuori del sito.

"E' vicenda oramai nota. Le vasche di stoccaggio di percolato, presenti alla base della discarica, hanno evidenziato falle e conseguente fuoriuscita di percolato documentate già a partire dal 2013. In seguito ad ulteriori fuoriuscite verificatesi nel 2015, è stata emanata una diffida della Città metropolitana ed è stata predisposta l'installazione di una batteria di piezometri (misuratori dell'inquinamento, ndr) sia all'interno che all'esterno della discarica, al fine di monitorare l'evolversi della situazione".
Campagne di ricerca degli inquinanti dove, riporta il Comitato, "come rilevato da Arpae in più occasioni e, in particolare, nelle campagne del 2016 si sono registrati superamenti del Csc(Concentrazioni soglia di contaminazione) riguardo a Solfati, Manganese e Boro, oltre a valori elevati di Nichel che tuttavia, in considerazione dell'incertezza della determinazione, non possono essere considerati superiori alle Csc. E' utile segnalare come gli 'sforamenti' dei limiti normativi siano a volte considerevoli. Al riguardo del Boro le concentrazioni rilevate nelle acque sono fino a 1,6 volte superiori al limite normativo mentre per i Solfati ed il Manganese le concentrazioni rilevate superano rispettivamente di quasi 10 volte e di 14 volte i limiti normativi" .

Ma non finisce qui, sempre secondo il Comitato anche negli anni successivi la situazione di inquinamento del sito non è affatto migliorata - anzi si sono ritrovati inquinanti mai rilevati in precedenza - e viene ribadito che la stessa Arpae afferma che: “Non è possibile definire, per nessun parametro, alcun trend di crescita o di decrescita”.
"Anche i risultati delle campagne successive, quelle del 2017, confermano la situazione di contaminazione presente nelle acque dei piezometri all'esterno della discarica con valori ancora superiori. Infatti, in questo caso, le concentrazioni di Boro, Solfati e Manganese risultano superiori di 3, 13 e 40 volte quelle stabilite dalla normativa". Non va meglio neppure nel 2018 tanto che "anche i risultati diffusi da Arpae ad aprile relativi a campionamenti eseguiti a novembre 2017 (gli ultimi disponibili) confermano la presenza di contaminazioni al riguardo di Solfati e Manganese ed inoltre evidenziano un superamento relativo al Ferro, mai rilevato in precedenza".

La situazione rappresentata appare pertanto diametralmente opposta da quella sostenuta dalla Ausl che, pur confermando il triste record di morti per malattie respiratorie a Imola e circondario, aveva decisamente negato la presenza di inquinanti al di fuori del sito di discarica. Affermazioni, queste ultime, che però si discostano dalle oggettive - pubbliche e a tutti disponibili - rilevazioni effettuate dall'organo di vigilanza ambientale.

Il tema dell'inquinamento ambientale e della bonifica della discarica Tre Monti è stato un argomento chiave della campagna elettorale che vede contrapposte la candidata Carmela Cappello (Pd e liste "civiche") e Manuela Sangiorgi, Movimento 5 Stelle, in vista del balottaggio di domenica prossima. La prima, Cappello, ha ribadito anche ieri sera (19 giugno) che "all'interno della discarica sono in atto campionamenti da parte dell'Arpa e di aziende terze. Se ci sarà un pericolo anche remoto per la salute degli imolesi, chiuderemo la Tre Monti. Un report dell'Arpae di tre mesi fa dice che non c'è alcun pericolo, forse le indagini che cita la mia avversaria sono precedenti". Affermazione che ha prodotto la reazione "allibita" della Sangiorgi: "Le indagini ci sono state eccome, le ho qui con me e dicono che in zona discarica sono stati trovati metalli pericolosi per la salute come il cromo esavalente”.

A onor del vero l'utimo report di Arpae pubblicato sul sito web dell'agenzia è quello del 3 aprile scorso che dà ragione alla candidata Sangiorgi. Il documento - non ce ne sono altri pertanto non è possibile conoscere a quali documenti "pubblici" successivi si riferisca la Cappello - riporta nero su bianco: "Per quanto riguarda i piezometri esterni alla discarica si sono registrati concentrazioni superiori alle Csc per solfati e manganese, confermando i valori rilevati nelle precedenti campagne analitiche, nonché per il ferro, con un superamento mai riscontrato".

Analsi che confermano la posizione crticica del Comitato vediamoci chiaro: “Le discariche, anche se controllate, possono causare contaminazione del suolo, e delle acque, come documentato anche in questo caso. Pertanto non possono essere considerate completamente sicure. I numerosi studi sull'argomento, anche se non completamente risolutivi come affermato dal dott. Rossi, dovrebbero quanto meno far scattare il principio di precauzione, ed imporre quindi dei limiti all'uso delle discariche, essendoci delle alternative molto più sicure per il trattamento della maggior parte dei rifiuti urbani. Ricordiamo infine che la provincia di Bologna ha una percentuale di raccolta differenziata estremamente bassa (55.9% nel 2016, dati Ispra) e che un maggior impegno in questo settore sarebbe doveroso e renderebbe inutile l'espansione delle discariche esistenti".

In ultimo il dott. Toffol puntualizza che: "Studi effettuati sulle popolazioni residenti in vicinanza di discariche italiane, giá citati nella mia precedente intervista, hanno dimostrato eccessi di mortalità per malattie cardiovascolari, respiratorie, dell'apparato digerente e del sistema nervoso. Eccessi di mortalità per malattie cardiocircolatorie e cerebrovascolari, per tumori maligni del sistema emato-linfopoietico, del fegato e della vescica. Maggior prevalenza di nati di basso peso, di nati pre termine, rischio di nascita di bambini con malformazioni congenite (difetti del tubo neurale, difetti cardiovascolari), rischio aumentato di morte per altre anomalie congenite del sistema nervoso, una più elevata mortalità per cancro dello stomaco”.

L'argomento è molto importante e per sua natura complesso. Si intreccia a interessi economici, equilibri poltici e visioni del mondo diverse. Ma, sul fatto che la contaminaizione ci sia stata e/o sia attuale, ci si deve basare su certezze e non su opinioni.

(Verner Moreno)

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