"La discarica tre monti va chiusa", comitato "Vediamoci chiaro" all'attacco

Pubblicata il 23 luglio 2018

Vai alla sezione Ambiente »

"La discarica tre monti va chiusa", comitato "Vediamoci chiaro" all
Imola. “La discarica Tre Monti deve essere chiusa. Il problema non è dove mettiamo i rifiuti della città perché solo l'1,4% della nostra spazzatura va nella Tre Monti, il resto sono rifiuti speciali che provengono da tutta Italia”. Non lasciano adito a interpretazioni le parole di Alfredo Sambinello di Legambiente Imola- Medicina che, assieme a Marco Stevanin e al professor Alessandro Buscaroli dell'Alma mater di Bologna hanno fatto il punto sul recente “assordante silenzio delle istituzioni sanitarie e politiche” sulla quesitone discarica.

“Ci sono tanti interessi e crediamo, anzi sappiamo, che molte carte e piani si stanno modificando, in un apparente silenzio, affinché non vi siano ostacoli all'ampliamento della Tre Monti, ma questo cozza terribilmente con i dati e anche con le modalità con cui questo affare si sviluppa. Dati ambientali e soprattutto sanitari”.
E' una critica diretta quella che Stevanin, “arrabbiato e preoccupato”, indirizza alle istituzioni pubbliche, sanitarie e di tutela ambientale in primis, sul controllo delle attività svolte nel sito di via Pediano. “Basta leggere il desolante studio dell'esperto, cosiddetto super partes, prof. Marco Vinceti dell'Università di Modena e Reggio Emilia. Lo studio è su carta intestata di Herambiente. Ma questo, già non fosse sufficiente, non basta, lo studio si presenta inutile e poteva non essere fatto perché si basa sulla letteratura e non su dati di fatto. Siamo rimasti esterrefatti”.

Ma le critiche più dure sono rivolte a chi quello studio lo "ha accettato (oltretutto in campagna elettorale)": la Ausl di Imola. “Come può validare uno studio delicatissimo che riguarda la salute pubblica il cui committente è Hera Spa? Come possono accettare un consulente che da anni lavora per Hera, visto che il codice etico di questi lavori prevede che il responsabile dello studio non abbia conflitti di interesse con i soggetti coinvolti da almeno 5 anni”? Domande che, senza dubbio, interessano tutti i cittadini perché fanno il punto sulle istituzioni “indipendenti” che per missione devono tutelare la salute pubblica.

Nel merito dello studio, rincara Stevanin “siamo all'anno zero. Su tutto la definizione dell'esposizione è basata solo sulla residenza entro 2 km e tra 2 – 5 km che è insoddisfacente per un'area urbana come quella di Imola. Le malattie considerate come associabili sono troppo poche rispetto a segnalazioni in letteratura, la maggior parte (le riproduttive) sono numericamente poco rappresentate e quindi la potenza dello studio è estremamente bassa e la letteratura utilizzata è incompleta. E' palese che risulta urgente fermare questa strumentalizzazione etica e scientifica richiedendo una commissione indipendente (...) che lavori su misure ambientali vere su tutte le matrici ambientali”.

Sul versante della procedura giudiziaria di fronte al Consiglio di Stato Stevanin non ha dubbi: “depositeremo una nuova perizia giurata come prescrive la legge, quaranta giorni prima del 20 dicembre prossimo”. Momento in cui verrà discusso il ricorso proposto dalla Regione Emilia-Romagna, Herambiente e Con.Ami contro la bocciatura già incassata al Tar felsineo.

Tocca al prof. Alessandro Buscaroli mettere i puntini sulle “i” riguardo ai controlli. “ Arpae prescrive che, in relazione all'intervento di bonifica ambientale, (lo smantellamento delle vasche di raccolta del percolato v1 e v2, ndr) venga eseguito un serrato monitoraggio dei livelli di falda all'interno di alcuni pozzi ed inoltre prescrive un monitoraggio della qualità delle acque sotterranee i cui dati debbono essere trasmessi mensilmente e trimestralmente. Di tutti questi dati non vi è traccia! Le ultime indagini sono ferme al novembre scorso”.

Sul tema degli accantonamenti post mortem (si parla di una cifra compresa fra i 50milioni e gli 80milioni di euro) della discarica “non sappiamo ancora se i soldi, presi dalle tasche dei cittadini mediante le bollette, siano o meno presenti nei bilanci di Hera e Con.Ami. Gli stessi avvocati di Hera avevano scritto nella memoria per il Consiglio di Stato che non c'erano. Staremo a vedere, forse a dicembre lo sapremo”.

Per Finire anche l'ing, Massimo Bolgnesi di Panda Imola ribadisce la linea: “la Ausl sembra che abbia abbandonato il suo ruolo di controllore per assumere quello di tranquillizzatore. Emblematico il rapporto sul fumo che spiegherebbe l'eccesso di morti in città. Pare che l'unica spiegazione sia il fumo ma forse se si scavasse a fondo si scoprirebbero altre cause”.

Da rilevare la presenza alla conferenza stampa dell'assessore alla Scuola - molto interessata - Claudia Resta. Si aggiunge in ultimo l'appello politico di Nicolas Vacchi, coordinatore di Forza Italia che chiede se “il M5S stia valutando di adottare l'atto più concreto e immediato, vale a dire un atto di indirizzo per impegnare il Con.Ami a ritirare il progetto di ampliamento tuttora in discussione in conferenza dei servizi”. Atto che, secondo l'esponente politico “stante il controllo che per legge il Comune di Imola esercita sul Con.Ami, in quanto socio di maggioranza, riteniamo dia l'assoluta facoltà di produrre un atto di indirizzo tempestivo che possa mettere fine a una procedura di ampliamento che si è sviluppata senza nessun tipo di ascolto con la cittadinanza”.

(Verner Moreno)

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl

Cookie Policy
Informativa Privacy