Allez les Bleus!!

Pubblicata il 30 luglio 2018

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Se mi dovessi trovare nella situazione di disperazione totale ad affrontare violenze e soprusi e l'unica via d'uscita fosse andar via alla ricerca di una vita migliore, ecco, se fosse così, vorrei che qualcuno mi aiutasse. (Marc Gasol, campione di basketNBA impegnato nei salvataggi sulla Open Arms).

Al terzo gol della Francia sono balzato dalla poltrona e ho celebrato in solitudine un rito sportivo appreso al paese da ragazzo.
I giocatori della squadra di basket prima della partita si stringevano in circolo incitandosi al grido : “I stà ben inculé, inculé, inculé!”.
Superfluo tradurre, credo.
Gli avversari replicavano da par loro.
Niente di volgare, faceva parte del gioco.
Lo spirito spesso vale più delle parole.

Le mie non erano rivolte ai protagonisti dell'evento sportivo: Francia e Croazia per me pari son.
In Croazia andavo in vacanza, ci sono ancora i cavallucci marini che da noi ritrovi solo nei film di Sordi: “Che só,li cavallucci marini?” chiede la moglie alla vista di cavalli al galoppo sulla spiaggia.
La Francia, é vero, mi piace di più, il Paese, intendo, la campagna, il cibo, lo champagne, anche se é un po' caro.
Quando posso faccio un salto.
I nostri fratelli tristi, come li chiama qualcuno, mi accolgono sempre in amicizia.

Di Maio afferma che sono i nostri nemici ma non sa quel che dice, come Trump, che dichiara guerra all'Europa.
Molti plaudono.
La gente oggi crede a niente e crede a tutto.
Soprattutto alle boiate.

Oddio, il nostro vicepremier considera nemici un po' tutti, il Canada, gli industriali, le banche, che vuole punire ma farebbe meglio a sostenere visto che ci sono dentro i nostri risparmi, ma poi i migranti, il direttore dell'Inps, le “manine”, i giornalisti, i funzionari dello Stato, insomma tutti quelli che disturbano la sua luna di miele col potere, che ama alla follia e con cui vorrebbe restare tutta la vita.

Bisogna capirlo, sotto il travestimento da ministro batte il cuore di un miracolato.
Ma non é il caso di seguirlo su questa strada rovinosa.
Non le persone intelligenti, libere, responsabili.
Io sono in pace coi francesi.
Anche in questa emergenza migratoria che poi tale non é.
So far di conto e ho buona memoria.

So che in Francia ci sono più immigrati che in Italia e ricordo, visto che non é poi passato tanto tempo, il tributo di sangue che ha pagato al terrorismo, qualcosa di più del fastidio che ci hanno procurato i Vù comprà gloriosamente sterminati.
Io sono ancora Charlie Ebdó.
E non sono razzista.

Vedere quella compagine multicolore mettere sotto una squadra tutta bianca come la neve e prorompere In quell'espressione è stato un tutt'uno.
C'era dentro Salvini, i Fratelli d'Italia, tutti quegli italiani che tifavano Croazia perché convinti che la causa dei nostri mali siano i francesi.
O gli africani.

Mi è venuto alla mente un motivetto che si cantava nella Germania hitleriana: “Così dai la colpa agli ebrei/ se hai un difetto non è colpa nostra/ perché gli ebrei sono la causa/ di ogni nostro difetto. Se una cosa va male/ gli ebrei devi incolpare/ dai la colpa agli ebrei, loro sono i colpevoli/ non serve il cervello per capire l'antifona/ la parte colpevole sono sempre gli ebrei”.
Altri tempi, d'accordo, ma se cominci ad incolpare dei tuoi problemi altre “razze”, poi non sai come va a finire.

Quando l'uomo opprime i suoi simili riesce sempre a trovare nelle loro caratteristiche la giustificazione dell'oppressione.
È così che i migranti, per bocca di Salvini, sono, contemporaneamente, che non si sa come sia possibile, sfaccendati e ladri del nostro lavoro.
È così che “l'invasione” ingigantisce ogni giorno come un pesce nel racconto di un pescatore e che, questa é l'ultima, a fuggire dalla disperazione sono i più ricchi.
Proprio così dicono, tra poco li chiameranno migranti d'oro.
Prova ne sia, sosteneva un giornalista “indipendente”, che non vediamo arrivare qui una vedova con quattro bambini.
Faceva prima a fare l'esempio di un paralitico.

Io non sono un esperto ma nei filmati d'epoca i nostri emigranti che andavano a cercare lavoro non davano l'idea di star così bene.
In ogni caso il problema che ci ha a lungo assillato di distinguere i profughi per causa di guerra dai migranti per ragioni di fame, i sovranisti lo hanno risolto.
Impedendo a chiunque di attraccare nei nostri porti non c'è più bisogno di operare una separazione: non accogliamo né gli uomini né gli altri e buonanotte ai suonatori.
Chissà se ai suoi bambini Salvini, che é tanto buono, questa gliela racconta.
1433 morti nel mediterraneo nel 2018, record a giugno, chi dice che non siamo competitivi.

Dal Governo solo parole d'ipocrisia.
Raccontano di “un sistema di salvataggio italiano che é il più generoso ed efficiente”, di “una immensa opera di soccorso”.
Forse si confondono col Governo Letta.
Alle accuse di Open Arms replicano che sono mosse da ragioni politiche.
Meglio ragioni politiche per salvare che ragioni politiche per lasciare morire.
Se davvero vogliamo dare un senso alla nostra vita, dobbiamo dare un valore alla vita degli altri.
Non possiamo volgere lo sguardo, diventare complici della morte.

La dottoressa Ghisleri, che sonda ogni giorno l'umore degli italiani, dice che il consenso per Salvini cresce qualsiasi cosa faccia anche perché la gente non sa, non conosce il dramma che i migranti vivono nei Paesi d'origine.
Io credo che oggi non sappia solo chi non vuol sapere.
Come quando cambiamo canale tv per non turbare il pranzo con immagini di bambini denutriti e malati.
Credo che nascondiamo dietro il disagio delle periferie il nostro malessere esistenziale, individuale e collettivo.
Credo che pian piano ci siamo assuefatti al peggio, lo abbiamo giustificato e poi imbellettato, per non doverlo guardare in faccia così com'é.
Abbiamo indossato una corazza di crudeltà.
La paura si può capire.
Ma qui c'è dell'altro.

Da bambino avevo paura del buio, così mia madre mi lasciava accesa una luce.
Poi un giorno l'ha spenta.
Non è successo niente.
Ero diventato grande.

(Guido Tampieri)

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