Liberiamo i sindaci

Pubblicata il 7 agosto 2018

Vai alla sezione Cronaca »

Liberiamo i sindaci
L'Anci (associazione nazionale dei comuni) sostiene con forza la campagna #liberiamoisindaci in quanto frenati da obblighi vessatori che hanno come riferimento norme anacronistiche che ostacolano il lavoro istituzionale ed amministrativo.
"Ad esempio, cosa c'entra il sindaco con un'autorizzazione Tso, un trattamento sanitario obbligatorio già deciso e certificato dai medici? Perché deve essere il sindaco a rispondere di atti di gestione compiuti dalla componente tecnico-amministrativo, che per legge è autonoma? Queste e tante altre questioni tolgono spazio e tempo alle reali necessità della comunità. I sindaci, nell'interesse delle comunità che sono stati chiamati ad amministrare dai loro concittadini, chiedono in sostanza di essere liberati da vincoli desueti se non inutili, spesso ripetitivi che impegnano risorse preziose che potrebbero essere utilizzate in modo più utile e proficuo", si legge nel comunicato dell'Anci.

 E' arrivato il tempo di ridurre le incombenze a carico dei Comuni "per liberare energie e orientarle verso i servizi ai cittadini". La proposta di legge elaborata dall'Anci affronta diverse problematiche che emergono dall'esperienza che i Sindaci quotidianamente maturano nella loro attività, partendo dalla richiesta al legislatore di “liberare” i sindaci da tutti quegli ostacoli che impediscono un'attività continuativa e regolare durante il loro mandato e, soprattutto, li impegnano in attività e compiti anacronistici.

I sindaci chiedono solo pari condizioni democratiche nell'accesso a tutte le cariche elettive, superando una disciplina ingiusta che li rende diseguali rispetto, ad esempio, ai presidenti di regione. Nel nostro ordinamento, infatti, si sono stratificate nel tempo norme e obblighi che non rispondono in alcun modo al ruolo dei sindaci, alla complessità delle funzioni assegnate ai Comuni e alla stessa evoluzione della Pubblica amministrazione in generale. "E' giunto il tempo di fare ordine, dando coerenza ed adeguatezza per uscire da alcuni paradossi con cui i sindaci si confrontano quotidianamente. Oggi i sindaci sono chiamati a compiere atti puntuali di varia natura di carattere squisitamente tecnico e ne rispondono, eventualmente, ed invece non hanno i poteri di programmazione rispetto ad alcuni temi strategici. Allo stesso tempo i sindaci rispondono direttamente degli effetti di atti di gestione compiuti dai dirigenti, nonostante la vigenza del principio di separazione fra indirizzo politico e di gestione. Ad esempio cosa c'entra il sindaco con l'assegnazione di una causa ad un avvocato scelto in autonomia da un dirigente? Che c'entra il sindaco con il rilascio di una concessione di suolo pubblico eventualmente illegittima? Perchè il comune deve comunicare i dati relativi alla spesa del personale alla corte dei Conti, al dipartimento Funzione pubblica, alla Ragioneria generale dello Stato e poi pubblicare gli stessi dati, ma in formati diversi, sul sito? Solo a titolo esemplificativo è stato stimato che per 44 dati la cui pubblicazione è obbligatoria, esiste già un concomitante obbligo di comunicazione ad una o altre amministrazioni. Si può stimare che ogni comune (indipendentemente dalla classe demografica) è oggi obbligato a tenere aggiornate tra le 100 e le 150 informazioni e comunicazioni, a cadenze diverse, verso più Pubbliche Amministrazioni. Per poter assumere occorrono 16 adempimenti preventivi e verifiche finanziarie. Gli adempimenti diventano circa 50 prima di poter approvare il bilancio di previsione annuale. Inoltre occorre introdurre misure di semplificazione amministrativa e ordinamentale che servano a sostenere i processi di crescita socio-economica. E' arrivato il tempo di ridurre le incombenze a carico dei Comuni al fine di liberare energie ed orientarle verso obiettivi di mandato e verso servizi ai cittadini".

In definitiva, la proposta di legge #liberiamoisindaci è quello di mettere i primi cittadini nelle condizioni di avere maggiore autonomia, in modo che non siano più schiacciati da una burocrazia e da norme spesso anacronistiche che non aiutano il loro lavoro, ma piuttosto lo frenano.

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl

Cookie Policy
Informativa Privacy