Industria 4.0, una mappa per capire la quarta rivoluzione industriale

Pubblicata il 7 agosto 2018

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Industria 4.0, una mappa per capire la quarta rivoluzione industriale
A partire dalla prima rivoluzione industriale il lavoratore ha dovuto fare i conti con il rischio di perdere il lavoro. Con le varie innovazioni che via via si sono presentate sul mercato, invece, si sono create più opportunità e più posti di lavoro, e con essi maggior sviluppo sociale ed economico. Cambiano i mestieri e in questo momento siamo in quella fase storica, che in parte è stata vissuta all'inizio del secolo scorso, quando il motore sostituì l'uomo nelle lavorazioni. Certamente le tecnologie devono essere accompagnate da un aumento della competenza: senza competenza non ci possono essere innovazione e sviluppo, e oggi più che mai il nostro sistema deve concentrare tutta la sua attenzione, il suo impegno e le risorse, nell'assecondare questo ammodernamento, che passa inevitabilmente attraverso momenti formativi.

Le opportunità per gli artigiani
Le opportunità sono legate, soprattutto, al miglioramento della fase produttiva e di quella comunemente conosciuta come di customer care. Un miglioramento che richiede un cambiamento culturale nell'affrontare le innovazioni tecnologiche. Implementando in azienda tecnologie in rete migliorano i tempi di produzione e le risposte ai clienti, diminuiscono i costi di approvvigionamento dei magazzini e si ottiene una maggiore reattività alle variazioni dei mercati, sia per quanto riguarda i prodotti sia per ciò che concerne le attrezzature.

Come funzionano i "Digital innovation hub" di Confartigianato
Nel territorio metropolitano di Bologna è stato attivato uno dei tre Digital Innovation Hub della regione Emilia Romagna. Questo servizio, che si appoggia a una piattaforma online nazionale (Quattropuntozero), vuole essere il punto di riferimento per l'ammodernamento del sistema delle imprese per l'area metropolitana e il territorio di Ferrara. Attraverso l'hub per la digitalizzazione offriamo contenuti, suggerimenti e servizi per affrontare questo momento di trasformazione della nostra economia. Confartigianato, in sostanza, ha creato una rete di contatti a servizio del rilancio delle imprese nel segno dell'innovazione tecnologica e dell'assunzione di nuove competenze.

Come rispondono le imprese emiliano romagnole
Due sono i dati importanti, che danno il preciso segnale della situazione che gli artigiani stanno vivendo in questo momento. Secondo l'Osservatorio di Confartigianato, che ha elaborato dati Istat e Ocse, il 37,1% degli addetti delle imprese artigiane emiliano romagnole sono ad alto rischio di automazione. Vale a dire che sono molte le imprese che si stanno organizzando per rivedere le proprie linee di produzione, coinvolgendo gli operatori e i tecnici. A fronte di ciò si stanno mettendo in campo forti “anticorpi” che permettono una reazione efficace a questo “rischio”: si mantiene un alto tasso di apprendimento permanente, con il 10% dei lavoratori che prosegue con corsi di formazione su nuovi macchinari e competenze (con dati estremamente positivi per le piccole imprese, che si attestano sul 48,5%), si calcola un 30% di 30/34enni con istruzione universitaria occupati in imprese artigiane e un'alta percentuale (il 72,4%) di famiglie connesse in banda larga (contro il 69,5% nazionale). Leggiamo quindi una grande attenzione alla formazione personale e degli operatori, all'osservazione del mercato, flessibilità e propensione alle richieste e alle proposte tecnologiche e, infine, una disponibilità a mettersi in gioco e a rischiare, con la consapevolezza di uno sguardo positivo verso il futuro.

La digitalizzazione, un aiuto per le pmi
Fino ad ora la rivoluzione di Industria 4.0 è stata vista più come un problema che una reale risorsa, sia per le aziende, chiamate a investire in attrezzature e materiali, sia per i lavoratori, a cui si è paventata l'ennesima crisi nell'offerta di lavoro. Gli ultimi dati, però, dicono altro: si pensi che nel solo territorio metropolitano sono oltre mille i lavoratori assunti per occuparsi del comparto informatico delle imprese e che molte di queste sono costrette a rivolgersi a lavoratori stranieri per dare occupazione, perché non si trova personale specializzato nel settore. Coprire questo gap fra domanda e offerta è la sfida che abbiamo davanti e che stiamo affrontando creando corsi di specializzazione, per sviluppatori 4.0 e offrendo occasioni di contatto fra le imprese, gli studenti e i lavoratori che devono affrontare l'innovazione all'interno della propria realtà aziendale.

(Amilcare Renzi)

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