Vaccinazioni a scuola, la Brienza attacca i 5 Stelle, replica l'assessore Resta

Pubblicata il 9 agosto 2018

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Vaccinazioni
Imola. La leader di ImolaFuturo, lista collegata al Pd e a Carmela Cappello candidata a sindaco alle scorse elezioni amministrative di giugno quando il centrosinistra perse il Comune andato ai pentastellati, Giuseppina Brienza (nella foto) pur non essendo stata eletta a piazza Matteotti non rinuncia a far politica e critica il Movimento 5 stelle sulla questione vaccini nelle scuole.

"L'approvazione del Decreto 91/2018 da parte del governo pentaleghista avrà l'effetto deleterio di concedere alle famiglie ancora non in regola con le vaccinazioni una proroga di un anno: i loro figli potranno frequentare i Nidi e le Scuole d'infanzia, poi... si vedrà. Per tutti gli altri sarà sufficiente un'autocertificazione". E' il velenoso commento di Giuseppina Brienza di ImolaFuturo, ex assessore alla Scuola.

"Ci piacerebbe sapere quali soluzioni saranno proposte per l'anno prossimo, ma l'Italia è il Paese delle eterne proroghe - continua Brienza -. È inutile sottolineare il nostro dissenso rispetto alla linea governativa su un tema che andrebbe affrontato dall'unico punto di vista possibile: quello scientifico. I dati mostrano che i vaccini hanno salvato e salvano ancora milioni di persone, e che basta che la percentuale di persone vaccinate diminuisca per far ricomparire malattie potenzialmente pericolose".

Intanto però le scuole devono organizzarsi. Un anno fa, a Imola era stato istituito all'interno del Gruppo Consultivo Misto un tavolo formato dagli assessori alla Scuola dei dieci Comuni del Circondario, dai rappresentanti scolastici di scuole pubbliche, private e comunali e dai rappresentanti dell'Ausl.

"Quest'anno, purtroppo, il meccanismo che avevamo adottato a livello circondariale lo scorso anno sembra destinato a saltare; con l'autocertificazione saranno le scuole attraverso i loro dirigenti scolastici ad assumersi la responsabilità dei controlli. Controlli che dovranno essere fatti in modo rigoroso, visto che, la composizione delle classi dipenderà anche dal numero di bambini non vaccinati presenti e soprattutto dalla presenza di bambini che, per motivi di salute, il vaccino non possono farlo. A poco son serviti i pareri contrari dell'Ordine dei medici, delle Società scientifiche e delle Regioni che, come l'Emilia Romagna, sono pronte a impugnare le decisioni del Governo ed a legiferare per disattendere le nuove indicazioni date dal ministero della Salute e dalla ministra Giulia Grillo, che auspica un incomprensibile 'obbligo flessibile'. L'Associazione Nazionale Presidi è preoccupata perchè, ancora una volta, saranno le scuole a doversi sobbarcare l'onere organizzativo e la respnsabilità".

«Il diritto alla salute e quello alla frequenza scolastica sono diritti imprescindibili dei bambini e delle bambine, che non possono scegliersi la famiglia di nascita - prosegue Brienza -. Pensiamo che questi temi vadano discussi, come l'anno scorso anno, al tavolo preposto. Chiediamo pertanto all'Amministrazione e all'assessore alla Scuola Claudia Resta come intendono rapportarsi con le famiglie e con i Comuni del Circondario, l'Ausl e i dirigenti scolastici. Le famiglie devono sapere come comportarsi prima dell'inizio dell'anno scolastico, e le scuole devono essere aiutare dalla giuntaa nel loro compito".

Pronta la replica dell'assessore alla Scuola Claudia Resta: "Il comune di Imola rispetterà, per i bambini iscritti ai nidi d'infanzia e alle scuole materne, le disposizioni contenute nella circolare ministeriale del Ministero della Salute e del Ministero dell'istruzione e della Formazine del 5 giugno 2018 che detta le indicazioni operative per l'anno scolastico 2018-2019 e della circolare Regionale del 18 giugno 2018 che fornisce ulteriori indicazioni operative relative all'obbligo vaccinale. Per la tematica, di assoluta attualità, sarebbe necessario proporre incontri formativi per le famiglie con relatori esperti dell'Azienda Usl locale e una consulenza di un gruppo tecnico composto da personale scolastico e sanitario. Mi preme sottolineare un dato reale riguardante il territorio imolese sul quale, per quanto concerne le scuole materne comunali, risultano non vaccinati soltanto 5 bambini".

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