Della dignità...

Pubblicata il 9 agosto 2018

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Finisce sempre allo stesso modo: quando non riesci o non vuoi riuscire nel fare qualcosa, cerchi in automatismo di compiere un gesto riparatore, non nel senso di aggiustare l'incompiuto, ma di farlo apparire di secondaria importanza. E' un trucco vecchio come il mondo.

Mentre nasce il "Decreto Dignità" mi viene da sorridere e non certo per i contenuti: non ne conosco l'esatta normativa e non possiedo gli opportuni e necessari parametri per esprimere un giudizio quindi, silenzio. Mi fa sorridere la denominazione "Dignità": povero uomo che si sente pervaso da dignità quando gli assegnano una misera rendita in quanto, qui sta il bello della vicenda, la sua "vita" risulta essere non dignitosa. Una scorsa al dizionario avrebbe consigliato un termine più preciso: la dignità nell'uomo risiede nella personale scelta di gestione della propria condotta di vita e la si può ottenere unicamente se sussistono condizioni economiche di autonomia e, sia ben chiaro, unicamente con il proprio lavoro, qualunque esso sia, si può raggiungere. Si può anche essere dignitosamente poveri ma non è da tutti. Alcuni, tempo fa, per fare sera parlavano a lupi e uccelli: oggi vivono in palazzi d'oro e possiedono il patrimonio immobiliare più grande d'Italia.

Continua imperterrita la "caccia" all'immigrato, origine di ogni male e causa di pestilenza indicibile: di tanto in tanto si sbaglia mira, ma questo è nelle cose. Qualche giorno fa mi sono recato in Toscana per rivisitare le antiche tracce degli Etruschi e mi sono trovato spalla a spalla con turisti americani (numerosi) che, ben neri di pelle, pasteggiavano a Brunello e Brolio come fosse gazzosa: stiano attenti, la caccia è aperta...

Per restare in argomento, occorre fare attenzione alle dichiarazioni dei colpevoli del "tiro al negro", quando li prendono (non quando centrano il bersaglio, quando vengono arrestati).
Le dichiarazioni dei rei sono anche più disarmanti del gesto stesso: si afferma che si tratta di goliardia o che ci si stava annoiando. Se i nostri ragazzi (molti sono giovanissimi) non hanno nulla di meglio da fare se non girare con l'auto e lanciare uova o sparare con armi ad aria compressa sui passanti (centrando solo i negri, guarda caso ...) il sintomo di decadenza della società è talmente grave da apparire incurabile.

Dopo la pausa estiva, nelle sale democratiche dei Rappresentanti in quel di Roma, si parlerà di finanza, creativa o meno, e i nodi verranno al pettine: il grosso debitore, piaccia o no, ha ben poche frecce al suo arco. Credo gli sia rimasta solo quella del rientro ordinato dei soldi avuti a prestito. Si vedrà.
Tuttavia, mentre si incomincia a parlare di "bussare" alla porta Europea, di flessibilità aggiuntiva e di manovre varie, escono ancora una volta i dati della ricchezza in Italia, mentre si apprende che nel giro di pochi anni la bellezza di 2 milioni di giovani del nostro meridione hanno abbandonato la loro terra perché non riuscivano a vivere con dignità (vedi sopra) e si continuano a sorprendere illibati ed integerrimi affaristi, coperti di mafia che smistano capitali di decine di milioni di euro. Provate voi ad acquistare una Ferrai da 300.000 € e dichiarare nel 730 un reddito di 30.000 €: si scommette su quanti giorni trascorrono prima che la finanza vi entri in casa.

Ma torniamo alla ricchezza, o meglio alla distribuzione della ricchezza in Italia: 394.000 cittadini possiedono oltre 1.000.000 di $ investiti in prodotti finanziari, titoli di stato, azioni, fondi di investimento. In due anni il numero dei Paperoni è cresciuto del 19%: sembra che "loro" riescano a vivere con dignità. La somma di disponibilità finanziaria, nel nostro Paese, raggiunge e supera i 5.000 MM di dollari: poco più di 4000.000.000.000 di €: avrei qualche suggerimento dove andare a trovare un po' di disponibilità per far vivere alcuni milioni di persone in modo un po' più dignitoso ...

PS: il termine "negro" non è un errore: è voluto.

(Mauro Magnani)

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