Spread Btp Bund: cos'e' e quali le conseguenze di una sua crescita

Pubblicata il 7 settembre 2018

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Lo spread Btp Bund
Lo spread è un indice utilizzato come parametro di riferimento per poter determinare la stabilità economica di un paese in relazione con il contesto internazionale.
In realtà, il termine generico spread in economia indica la differenza esistente fra due valori e può assumere diversi significati in base al contesto in cui è inserito tuttavia, di recente, ha assunto un significato specifico e determinato.
Dal 2011, di fatti, denota nella fattispecie il differenziale esistente fra il rendimento dei titoli di stato decennali italiani, i Btp, e quelli tedeschi, detti Bund.
Il rendimento di uno Stato viene essenzialmente percepito come la misura della sua stabilità, un rendimento basso identifica un paese in grado di ripagare facilmente i suoi debiti, mentre un rendimento elevato equivale a una situazione di incertazza e, dunque, gli investitori richiedono incentivi per il rischio che si assumono. Lo spread viene misurato in “punti base”, ogni punto base è un centesimo di punto percentuale.

Lo spread, fino a pochi anni fa, era un indice noto quasi esclusivamente agli addetti del settore.
L'equilibro si è spezzato a partire dal 2008, con il fallimento della banca Lehman Brothers e l'innesco della crisi economica internazionale, e subì un ulteriore scossone del 2010 con il tracollo della Grecia.
I Buoni del tesoro poliennali, abbreviati in Btp, sono dei titoli di credito a medio-lungo termine emessi dal Tesoro dello Stato italiano con scadenza superiore all'anno solare. La loro durata può essere di 3, 5, 7, 10, 15 o 30 anni.
L'investitore è beneficiario di un flusso cedolare costante, in genere con cadenza semestrale. Inoltre, allo scadere del buono, riceve una somma di denaro pari al valore nominale dei titoli posseduti.

Il tasso di interesse è fissato al momento dell'emissione, perciò la quota delle cedole rimane inalterata e stazionaria per tutta la vita del titolo.
L'emissione dei Btp avviene tramite aste marginali - senza fissazione del prezzo iniziale - indette, generalmente, una volta al mese. La sottoscrizione base di un titolo Btp parte da un valore nominale minimo di 1.000 euro e si sviluppa secondo suoi multipli.

La conseguenza naturale di un incremento del differenziale tra Btp e Bund decennali è che i tassi dei titoli di Stato italiani diventano sempre più alti per il Tesoro e quindi costerà di più prendere soldi in prestito sui mercati. Nello specifico costerà di più all'esecutivo italiano collocare debito sul mercato, perché il governo è spinto a offrire cedole più alte per rendere più appetibili i propri titoli del debito. Inoltre se il governo italiano paga di più in interessi rispetto all'esecutivo tedesco, anche le aziende italiane finiranno a loro volta per pagare tassi più alti rispetto alle concorrenti tedesche. Significa molto semplicemente che le imprese italiane finiscono per essere svantaggiate rispetto a quelle tedesche.

Cos'è il Bund
Un titolo federale tedesco (Bund in breve) è un titolo emesso dalla Repubblica Federale di Germania come titolo di stato. Oltre ai prestiti a breve termine da parte di banche, le obbligazioni federali e altri titoli federali rappresentano un modo in cui il governo federale può finanziare le spese governative se necessario.
Un titolo federale ha una durata di 10 o 30 anni, rendendolo il più lungo titolo federale. Le obbligazioni federali sono dotate di un tasso di interesse annuale fisso (cedola). Come per tutti i titoli fruttiferi, la quotazione viene effettuata come percentuale del valore nominale (valore nominale). Alla fine del termine, i Bunds saranno rimborsati al loro valore nominale completo.

La moneta di emissione è di solito l'euro, anche se il governo federale ha emesso obbligazioni nel 2005 e nel 2009 i cui interessi e rimborsi sono stati effettuati in dollari statunitensi. Alla fine del 2016, il volume totale di titoli di stato in circolazione ammontava a 708 miliardi di euro, pari al 60% del debito federale totale.
Qual è la storia dei Bund? Il primo prestito federale è arrivato l'11 dicembre 1952 sul mercato, il loro volume obbligazionario era di 500 milioni di marchi.Nel febbraio 1997 è stato lanciato per la prima volta un titolo di Stato a tasso variabile. L'innovazione finanziaria del Bund slegato si è svolta per la prima volta nel luglio 1997. Dal 2006, il governo federale ha anche lanciato obbligazioni indicizzate all'inflazione i cui interessi e rimborsi sono collegati al tasso di inflazione nella zona euro.

Spread Btp Bund come si calcola
Come si calcola lo Spread? Si parte calcolando il tasso di rendimento interno del Btp e Bund a 10 anni. Se il primo segna un rendimento del 4,5% e quello tedesco dell'1%, lo Spread sarà di 350 punti base. Tale elemento viene sempre espresso in punti base e non in percentuale. Qual è il motivo di ciò? In quanto 1 punto base corrisponde a una differenza dello 0,01% dei rendimenti. Ossia, l'1% vale 100 punti base.
Un esempio di Spread: poniamo che il rendimento dei Btp decennali oggi sia del 3% (o 300 basis point oppure punti base) mentre quello dei Bund dell'1,5% (o 150 basis point).
Per il calcolo dello spread prima bisogna convertire i rendimenti dal valore percentuale a quello in punti base, dove si calcola che 1% è uguale a 100 b.p, 1,5% sarà uguale a 150 b.p ecc. Quindi tornando all'esempio lo spread sarà pari a 300 b.p (da 3%) – 150 b.p (da 1,5%) = 150 b.p. Quindi lo spread sarà pari a 150 punti base. (N.B. esempio basato su dati ipotetici).
Infatti, lo spread non è un valore statico ma molto dinamico. Dato che varia di minuto in minuto in base alle variazioni di prezzo che i due strumenti hanno nel corso della seduta di Borsa. Se il valore del Btp scende, e quindi il suo rendimento sale, mentre quello del Bund rimane stabile o si rivaluta, lo Spread tra i due titoli di Stato aumenta.

Lo Spread tra i titoli di Stato, viene da sempre calcolato e monitorato dagli operatori di mercato e dagli analisti finanziari. I titoli che invece solitamente sono ritenuti in affanno solo quelli dei cosiddetti Pigs acronimo visto anche in modo dispregiativo. Ossia Portogallo, Italia, Grecia e Spagna.

Spread Btp Bund come si legge
Come si legge lo Spread tra Btp e Bund? Più alto è il rendimento e maggiore sarà il rischio che il nostro governo non sia in grado di restituire le cedole sugli interessi e quindi non riesca a rimborsare il capitale in scadenza. Come successo nel novembre 2011, quando lo Spread tra Btp e Bund decennali raggiunse il massimo storico di 575 punti. Più lo Spread è alto e più il livello di rischio del paese, in questo caso l'Italia, sarà proporzionalmente elevato. Se lo Spread diminuisce vuol dire che il mercato valuta meno alto il rischio di default del debito italiano, se si amplia, significa che viene percepito come più rischioso.

Cosa succede quando Spread Btp Bund cresce
Nello Spread Btp Bund, si possono verificare 3 casi:
1) il rendimento del titolo tedesco scende: un caso alquanto raro e che comunque non comporta oneri aggiuntivi per il debito pubblico italiano;
2) il rendimento del Btp sale. Questa ipotesi è più facile che si verifichi, perché è difficile che si muovano molto i titoli tedeschi, considerati i più solidi dell'Eurozona. Quando il Btp cresce di rendimento e il Bund resta fermo, lo Spread si allarga e significa che il governo italiano dovrà sborsare una somma maggiore in interessi sul debito pubblico;
3) sia Btp che Bund si muovano entrambi al rialzo o al ribasso.
Se lo Spread si allarga, vuol dire che il mercato percepisce come meno sicuro il nostro paese. L'Italia viene insomma in questo caso ritenuta meno affidabile della Germania in termini di capacità di restituire il debito e rispettare gli impegni presi. Di fatto quello che succede è che i titoli di Stato italiani perdono valore e di riflesso fanno aumentare i rendimenti. Dunque, gli investitori vengono premiati per i rischi intrapresi puntando sul debito pubblico italiano.

Aumento Spread Btp Bund
Quali sono le conseguenze di un aumento dello Spread tra Btp e Bund?
Debito Pubblico: per quanto riguarda il debito pubblico, occorre considerare che i Btp nascono a tasso fisso. Pertanto, il fatto che ora il rendimento sia variabile è importante al fine di investe in Btp. Per quanto riguarda invece i Btp già emessi, lo Stato deve pagare gli interessi pattuiti all'atto di emissione.
Se lo spread è in aumento, vuol dire che mano a mano che i Btp scadono, lo Stato dovrà emetterne degli altri con interessi e rendimento sempre più elevati al fine di accaparrarsi capitali per pagare quelli già emessi.

Finanziamenti privati: tutti i prestiti concessi ai cittadini dalle banche e da altre finanziarie sono legati all'Euribor. Quest'ultimo è un tasso interbancario che risente più della maggiore o minore liquidità presente nel mercato interbancario che non dello spread Btp Bund.
Le conseguenze sui costi dei mutui possono essere: scendano nel caso in cui la Bce acquisti titoli di Stato e immette in questo modo liquidità, salgano, in caso contrario.
I possessori di Btp, o altro tipo di titolo pubblico, non possono vederlo fino alla reale scadenza e solo allora saranno rimborsati dallo stato che li ha emessi.

Banche e Fondi obbligazionari: se la quotazione dei Btp dovesse scendere ancora, ciò avrebbe come conseguenza il far salire il rendimento e di conseguenza anche lo spread. Ciò avrebbe un impatto negativo sulle banche, in quanto sono definite come investitori istituzionali e quindi investire in titoli di Stato fa parte del loro mestiere. Esse ne possiedono tanti e con il prezzo che scende, scende anche il loro capitale.
Analogamente, anche i fondi obbligazionari perderebbero tantissimo, in quanto valutano il portafoglio titoli al prezzo di mercato.

Aziende private: anche loro ne risentirebbero. Ciò in quanto al cittadino italiano è più conveniente comperare titoli di Stato piuttosto che investire in obbligazioni private. In quanto egli preferisce investire in titoli di Stato, dato che quest'ultimo è pur sempre un emittente più solido rispetto ad un'azienda privata. La conseguenza per l'azienda privata diventa quella di reperire più difficilmente capitali, proprio perché gli investitori italiani potrebbero prediligere i titoli di Stato.

Un esempio
Nel primo grafico vediamo l'andamento dello spread tra il 2007 e 2013. E' interessante il collegamento tra il dato economico e le vicende politiche del periodo.




Nel secondo grafico l'andamento dei tassi di Btp e Bund in riferimento alle variazioni dello spread nel periodo 2011 – 2013.




(Renato Alberani)

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