Adorni si emoziona e Gimondi gli fa i complimenti per il Mondiale di 50 anni fa

Pubblicata il 23 settembre 2018

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Adorni si emoziona e Gimondi gli fa i complimenti per il Mondiale di 50 anni fa
Imola. “Credo sia stata una cosa favolosa, perché arrivare qui, guardare l'autodromo e tornare indietro con i ricordi è stato emozionate”. Parola di Vittorio Adorni, al termine della cerimonia di consegna da parte della sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, del Grifo d'oro Città di Imola, al campione di Parma, in occasione dei 50 anni dalla vittoria ai Campionati Mondiali di Ciclismo su strada, disputatisi ad Imola l'1 settembre 1968, con arrivo proprio in autodromo. La cerimonia di questa mattina, svoltasi al museo “Checco Costa” in autodromo, ha concluso la tre giorni di eventi organizzata dal Comune, sotto il titolo 1968-2018: Adorni, mezzo secolo iridato e cominciata venerdì scorso.

“Il trionfo di Vittorio Adorni è stato sicuramente il degno coronamento ad un autentico successo organizzativo imolese, alimentato dalla straordinaria comunione d'intenti di tanti volontari ed appassionati. La determinazione, l'unità di intenti, il gioco di squadra, il rispetto dei valori più autentici sono gli insegnanti che il ciclismo ci insegna, uno sport che è nel dna di Imola” ha ricordato la sindaca Manuela Sangiorgi, nel portare il suo saluto all'evento.

La mattinata in autodromo è cominciata alle ore 10.30, dalla griglia di partenza della pista da dove a bordo di una ventina di auto d'epoca dei soci Crame (Club Romagnolo Auto e Moto d'Epoca), capitanati dal presidente Bruno Brusa, i corridori della squadra azzurra di allora hanno ripercorso il circuito dei Tre Monti con la sindaca, dove si svolse il mondiale del '68, con l'arrivo proprio in autodromo. A questo proposito, Vittorio Adorni ha commentato: “ho avuto una grande emozione quell'1 settembre 1968 quando ho vinto ed ho alzato le mani sul rettilineo che portava al traguardo, però anche stamattina, quando abbiamo fatto il giro in auto e siamo partiti dal traguardo devo dire che ho rivissuto emozioni incredibili”.

“Il mondiale di Imola rimane nella memoria di tutti, indipendentemente dal fatto mio, quando sono in giro per il mondo tutti si ricordano che ho vinto ad Imola, che da allora è la mia seconda città” ha aggiunto il campione di Parma, prima di ricevere il Grifo d'oro Città di Imola dalle mani della prima cittadina. Nel consegnare il prestigioso riconoscimento, la sindaca Sangiorgi ha aggiunto: “è un onore per me premiare un campione come Adorni, un grande esempio per tutti”. Il campione di Parma ha poi ricordato alcuni episodi legati alla fuga che ha portato poi alla sua strepitosa vittoria in solitaria, con un distacco di ben 9'50' sul secondo, il belga Van Springel (il più alto distacco mai registrato in un mondiale). Una domenica da incorniciare per l'Italia, che vide anche il terzo posto di Michele Dancelli, seguito al 4.o posto da Franco Bitossi, al 5.o da Vito Taccone e al 6.o da Felice Gimondi.

“Al terzo giro del circuito dei Tre Monti feci un cenno a Van Looy, se voleva tentare la fuga e lui partì subito. A un certo punto gli dissi che mancavano 230 chilometri all'arrivo e se aveva intenzione di continuare con quel ritmo e lui mi chiese: 'hai paura di morire?' e continuò a tirare”. Poi il gruppetto dei fuggitivi si sgretolò, con Adorni da solo al comando, a cinque giri dalla fine, decidendo di forzare per non rischiare un arrivo in volata con Van Looy. “A circa due giri dalla fine forai e alzai la mano per richiamare l'ammiraglia. Ma anziché l'ammiraglia (che era andata a fare rifornimento), mi vidi arrivare una camionetta militare in dotazione all'organizzazione, con a bordo il secondo meccanico che mi cambiò la bici”. E via, su e giù per le discese e le risalite del circuito dei Tre Monti, fino al traguardo finale.

La consegna del Grifo d'oro Città di Imola (il premio più rappresentativo della città) a Vittorio Adorni è stato il gran finale di una cerimonia che ha avuto per protagonisti anche Morena Tartagni (3° classificata al Campionato del Mondo di Ciclismo Femminile su strada disputatori il giorno prima del mondiale maschile e prima donna italiana a salire sul podio mondiale) e Franco Balmanion, Franco Bitossi, Lino Carletto, Ugo Colombo, Tommaso De Prà e Felice Gimondi, ovvero quasi tutta la squadra azzurra di allora (non hanno potuto essere presenti Michele Dancelli e Gianni Motta per precedenti e inderogabili impegni e Vito Taccone, purtroppo scomparso nel 2007). A tutti loro è andata una medaglia d'oro del Comune di Imola, una medaglia della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e una brocca in ceramica dell'Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d'Italia.
Nel museo “Checco Costa”, festoso e pieno di pubblico, fra i presenti c'erano anche Fausto Pezzi e gli ex corridori romagnoli: Roberto Conti, Michele Coppolillo, Daniele Caroli, Gino Cavalcanti, Giancarlo Ferretti, Fabiano Fontanelli, Renato Laghi, Fabio Patuelli, Roberto Pelliconi, Luigi Sarti e Gilberto Vendemmiati.

“Voglio complimentarmi con Vittorio per il suo grande successo, ottenuto il cuore e con le gambe” ha detto Felice Gimondi, che ha aggiunto “sono profondamente legato ad Imola, grazie a persone che mi hanno dato tanto, quali Luciano Pezzi, Iriano Campagnoli e Nino Ceroni”. Proprio a Iriano Campagnoli, per anni massaggiatore di Gimondi nella sua squadra e in nazionale, Gimondi ha consegnato una targa ricordo del Comune di Imola. “E' bello essere ancora ricordati dopo 50 anni. Ho lottato perché il ciclismo fosse uno sport per tutti anche per le donne e potesse essere considerato di categoria A” ha aggiunto da parte sua Morena Tartagni.

Nel corso della cerimonia di premiazione è toccato a Nino Ceroni, artefice di quella giornata, colui che portò il Mondiale di ciclismo a Imola ed a Gianfranco Bernardi, presidente del Circolo filatelico numismatico “G. Piani” e presidente regionale dell'Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d'Italia ricordare quei giorni di 50 anni fa, mentre Edore Campagnoli, presidente dell'AVER (Associazione Velocipedisti Eroici Romagnoli) ha illustrato la mostra “Un secolo di bici da corsa”, allestita nel museo stesso. “Dopo che i Mondiali erano andati a Salò, mi dissi che avrei dovuto fare di tutto per portarli anche ad Imola, era una specie di rivincita personale” racconta Nino Ceroni, snocciolando cifre e aneddoti, come quello dei premi vinti da Adorni e dalla Tartagni (a cui oltre al premio in denaro andò anche un kilt originale scozzese). “La vittoria di Adorni è stata importantissima e insieme all'ottimo comportamento di tutta la squadra azzurra ha tenuto alta la fiaccola della nostra nazione in giro per il mondo” ha detto da parte sua Gianfranco Bernardi. Ceroni ha voluto chiudere la cerimonia “con la promessa di ritrovarsi a festeggiare i 75 anni della vittoria di Adorni, tutti insieme”.

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