Sanità a Imola, Tante parole ma poche proposte

Pubblicata il 25 settembre 2018

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Riceviamo e pubblichiamo questo contributo dell'associazione "Noi Imola" alla discussione sulla sanità dopo la pubblicazione del documento dei Gruppo tecnico della Conferenza metropolitana (Ctss).

A leggere le dichiarazioni dei responsabili della sanità locale e metropolitana sembra scongiurato il pericolo di fusione della nostra Asl con Bologna e quindi l'autonomia dovrebbe essere salva. Molti tirano un sospiro di sollievo anche se leggendo bene il documento si intuisce che la fusione rimane sempre possibile.
Bologna viene collocata al centro della sanità metropolitana e non viene definito con chiarezza il ruolo delle realtà periferiche e in particolare di Imola.
Perplessità nascono in particolare dal ruolo dell'Ogm (Organo di governo metropolitano) formato dai 4 direttori generali in cui Imola è in netta minoranza ed è vincolata alle decisioni della maggioranza.

L'autonomia è una cosa importante
L'Asl di Imola è tuttora autonoma e nonostante ciò non si capisce come mai in questi anni abbia ridotto i servizi che aveva. Perchè si è permesso il depotenziamento dell'ospedale e la riduzione dei servizi territoriali? Siamo peggiorati pur essendo autonomi.
Al cittadino comune non interessano le disquisizioni dei tecnici, le ipotesi di organizzazione istituzionale, i modelli organizzativi anche perchè non sempre è in grado di comprendere il significato dei documenti elaborati dagli esperti. A lui interessa la qualità dei servizi che la sanità pubblica gli offre.

Il dibattito iniziato da alcuni anni in città ormai ha messo in luce i principali punti in cui si è indebolito il sistema sanitario imolese. Tutti ormai sono a conoscenza della carenza dei posti letto ospedalieri, delle difficoltà di organizzazione del Pronto Soccorso nel gestire gli accessi, della necessità sempre maggiore di ricorrere alla sanità privata per ottenere visite e prestazioni che l'Asl non riesce ad erogare in tempi decenti, dei disagi delle persone più fragili nel doversi spostare fuori città per visite specialistiche che non vengono erogate nonostante le diverse richieste fatte alla Amministrazione dai medici di famiglia e dai pediatri negli anni scorsi.

La prossimità tanto enfatizzata si scontra con la realtà e i disagi dei bambini con gravi disabilità (tetraplegici) che per ottenere l'autorizzazione per i presidi (carrozzine, tutori, ecc.), che fino a poche settimane fa veniva data a Imola, ora devono essere accompagnati in centro a Bologna perché la neurofisiatra competente non viene più nella nostra Asl. Oggi la gente è costretta a spostarsi di più per visite ed esami.

La proposte
E' cambiata l'amministrazione a Imola e uno dei motivi è anche legato al malcontento dei cittadini difronte all'impoverimento della sanità nella nostra città. A questo punto è giunto il momento di finire con le analisi ed è ora di fare proposte concrete per migliorare la situazione.

La nostra Associazione che da anni si occupa del tema sanità a Imola offre all'Amministrazione e ai cittadini le seguenti proposte per migliorare i servizi offerti agli assistiti.

Ospedale
1) I posti letto non devono essere in numero inferiore a quanto prevede la norma nazionale (3.7 per 1000 abitanti mentre noi siamo a 2.58).
2) L'ospedale deve rimanere di primo livello e tutti i reparti devono avere un primario stabile e non in comune con altri reparti di altri ospedali metropolitani (vedi urologia e chirurgia). L'esperienza delle unita' operative interaziendali sta mostrando dei problemi nella conduzione dei reparti non essendo presente quotidianamente il primario.
3) È indispensabile una riorganizzazione del Pronto soccorso per migliorare gli accessi e i tempi di attesa (in Gran Bretagna è previsto un massimo di 4 ore tra l'ingresso, la diagnosi e la terapia della patologia per cui il paziente si è rivolto al Ps).

Territorio
1) Deve ritornare la presenza del neurofisiatra infantile a Imola per la prescrizione dei presidi ai bambini con gravi disabilità
2) Occorre riorganizzare il centro Antidiabetico e Trasfusionale per eliminare il disagio dovuto al doppio accesso dei pazienti (prima per l'esame al centro Prelievi e poi in altra data la visita o il salasso)
3) Il territorio necessita di più specialisti per ridurre il pendolarismo dei pazienti, in particolare dei soggetti più fragili, verso altre città: ematologo, neurochirurgo, chirurgo pediatra...
4) Occorre ridurre le liste di attesa elaborando delle nuove Linee guida fatte insieme ai medici di base e agli specialisti ospedalieri
5) Va potenziato il servizio infermieristico domiciliare per potere svolgere l'assistenza domiciliare in particolare ai pazienti oncologici.
6) Serve una riorganizzazione del Centro prelievi per evitare le file eccessive e i disagi in fase di accesso.

Porteremo queste richieste alla nuova Amministrazione nella speranza che essa si impegni nel confronto con Bologna a mantenere a Imola un servizio sanitario di qualità.

(Roberto Merli, presidente associazione “Noi Imola”)

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