Nuova Pac: le aree di montagna hanno esigenze speciali

Pubblicata il 27 settembre 2018

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Bruxelles. Attualmente sono in corso a Bruxelles i negoziati per la riforma della politica agricola comune (PAC) dopo il 2020. Il bilancio agricolo dell'Unione europea non dovrebbe essere ridotto nel periodo di finanziamento che andrà dal 2020.

"In caso di diminuzione dei fondi a patire sarebbero soprattutto le zone di montagna", ha sottolineato l'europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann durante la conferenza di ieri pomeriggio a Bruxelles. Presenti anche gli assessori provinciali per l'agricoltura della Regione europea Tirolo-Alto Adige-Trentino. Insieme ai rappresentanti di Vorarlberg, Salisburgo, Baviera e Baden-Württemberg hanno presentato al Commissario europeo per l'agricoltura Phil Hogan le preoccupazioni delle zone di montagna.

"La grande vitalità delle zone rurali in Europa verrebbe meno in caso di una contrazione dei finanziamenti", hanno fatto notare, facendo presente che questo avrebbe conseguenze non solo per il mondo agricolo ma per l'intera popolazione che abita questi territori.

Molti gli attori istituzionali presenti ieri nella sede della Rappresentanza della Regione europea Tirolo-Alto Adige-Trentino, in Rue de Pascale a Bruxelles. Dopo i saluti dell'assessore altoatesino Arnold Schuler e di quello tirolese Josef Geisler, hanno preso la parola i relatori per la riforma della PAC al Parlamento europeo, Herbert Dorfmann e María Esther Herranz García:

"Anche dopo il 2020 dovranno essere garantiti i programmi regionali e uno spazio di manovra in ambito regionale per lo sviluppo rurale", ha dichiarato Herbert Dorfmann.

Si tratta di assicurarsi che anche coloro in quali non fanno del lavoro agricolo la loro attività principale rimangano ammissibili ai contributi. La complessa struttura dei diritti di pagamento all'interno dell'Unione deve essere eliminata, anche per rendere non interessante la possibilità di affittare gli alpeggi a soggetti che non risiedono sul territorio, pratica questa oggetto di critiche anche in Trentino Alto Adige.

"L'indennità compensativa è uno strumento di finanziamento fondamentale per le zone di montagna", ha detto l'eurodeputato altoatesino. Dato che la situazione nelle varie zone di montagna è molto diversa, le autorità di gestione dovrebbero avere una maggiore flessibilità nel determinare l'importo del premio. "Indennità compensative e misure agroambientali devono essere portate avanti in maniera indipendente le una dalle altre", ha chiesto Dorfmann.

Nella successiva tavola rotonda sono intervenuti gli assessori Schuler e Geisler, che hanno discusso dell'impatto della riforma della PAC sulla agricoltura di montagna con l'assessore del Voralberg Christian Gantner, la segretaria di stato del Baden-Württemberg Friedlinde Gurr-Hirsch e con il vice direttore generale della Direzione Generale agricoltura della Commissione europea, Mihail Dumitru.

Dal momento che le aree montane non possono competere con strutture di grandi dimensioni, per loro è necessario un trattamento speciale. Serve una significativa riduzione della burocrazia per gli stati membri, le autorità amministrative e, in particolare, per gli agricoltori. Inoltre, le norme attuali complicano anche l'attuazione dei progetti Leader. Queste le conclusioni emerse dalla tavola rotonda.

Il Commissario europeo per l'agricoltura, l'irlandese Phil Hogan, ha sottolineato nel suo discorso che è del tutto consapevole delle peculiarità delle aree montane e che si impegnerà in maniera concreta affinché la distribuzione dei finanziamenti tenga conto di questo elemento.

Alla fine dell'incontro, i relatori di Baden-Württemberg, Baviera, Salisburgo, Vorarlberg, Tirolo e Alto Adige hanno consegnato al Commissario europeo per l'Agricoltura un memorandum contente le preoccupazioni riguardo alle zone di montagna emerse durante l'incontro. Hogan ha elogiato l'azione congiunta delle regioni montane e ha ribadito che le loro preoccupazioni saranno prese in considerazione.

Su questo stesso tema abbiamo raccolto una dichiarazione del presidente della Cia di Imola, Giordano Zambrini. “Concordo pienamente con la visione che vede la tutela e la salvaguarda dell'alta montagna. Al contempo, la stessa attenzione va rivolta alle zone collinari e appenniniche, dove è necessaria ed indispensabile la presenza dell'uomo. Oltre all'attenzione della Pac, dobbiamo consentire ai territori di sviluppare progetti attrattivi e sostenibili economicamente e il nostro lavoro, come Cia, va in questa direzione”.

(u.s.)

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