Stop ai caminetti aperti per limitare lo smog

Pubblicata il 28 settembre 2018

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Stop ai caminetti aperti per limitare lo smog
Dall'1 ottobre di quest'anno scatterà, nel territorio regionale, il piano aria integrato dell'Emilia-Romagna che ha lo scopo di ridurre le emissioni di polveri sottili. Un piano la cui divulgazione, nei giorni scorsi, ha creato non pochi malumori e che ha già messo “in allarme” gli utilizzatori di caminetti e stufe a pellet. Proviamo dunque a fare un po' di chiarezza, partendo dal fatto che il Piano regionale non fa riferimento solo all'uso di legna per il riscaldamento, ma allarga il proprio raggio d'azione anche al traffico urbano. Le misure antismog previste dal Piano “Liberiamo l'Aria” partono dall'1 ottobre 2018 e hanno come data di scadenza il 31 marzo 2019, data in cui è prevedibile una verifica di quanto ottenuto con le limitazioni.

Limiti alla circolazione dei veicoli
Per quanto riguarda la circolazione dei veicoli, questa avverrà dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 18.30 e, di norma, nella prima domenica del mese, la cosiddetta “domenica ecologica”. I mezzi di trasporto interessati dal piano sono tutti i veicoli (compresi i ciclomotori e i motocicli) a diesel e a benzina. Stop quindi a tutte le “Quattroruote” pre-euro ed euro 1; per i veicoli alimentati a diesel la limitazione si allarga anche agli euro 2, euro 3 ed euro 4. Ciclomotori e motocicli pre-euro non potranno circolare.
Saranno liberi di circolare i veicoli a metano, Gpl, elettrici e ibridi e i mezzi utilizzati per il car pooling (con almeno 3 persone a bordo) e i mezzi in deroga per trasporti specifici o usi speciali.
La limitazione riguarda i centri urbani dei Comuni con più di 30 mila abitanti e nei Comuni dell'agglomerato urbano di Bologna, vale a dire Bologna, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore e San Lazzaro di Savena.

I limiti per il riscaldamento
La vera nota dolente del Piano regionale riguarda la parte specifica al riscaldamento domestico. La manovra prevede infatti il divieto di utilizzare biomasse (come legna, pellet, cippato) per il riscaldamento casalingo. Stop dunque agli impianti a legna o pellet con categoria inferiore o uguale a 1 stella se è presente in casa un sistema alternativo di riscaldamento domestico (ad esempio i termosifoni) e se l'impianto è situato a meno di 300 metri dal livello del mare.
Sono fatte salve, quindi, le strutture domestiche poste a oltre 300 metri e quelle in cui non è presente un sistema di riscaldamento alternativo a quello a biomassa. Per spiegare in modo ancor più chiaro, quindi, se l'unico impianto di riscaldamento casalingo prevede l'uso di biomasse (caminetti aperti, stufe a pellet, etc) il suo uso è libero in ogni momento e condizione dell'anno. Se vi è, invece, coesistenza di due impianti di riscaldamento differenti (l'esempio può essere la casa con termosifoni che abbia anche un caminetto aperto utilizzato una tantum), in questo caso l'uso degli impianti a biomasse non è consentito, a meno che, come anticipato, la casa non si trovi a più di 300 metri dal livello del mare. A partire dall'1 ottobre sarà inoltre vietato utilizzare pellet non certificato e l'installazione di nuovi impianti con classe emissiva inferiore alle 3 stelle.

(Amilcare Renzi)

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