Viaggio nel terremoto dimenticato delle Marche e dei Monti Sibillini

Pubblicata il 4 ottobre 2018

Vai alla sezione Dal mondo »

Viaggio nel terremoto dimenticato delle Marche e dei Monti Sibillini
Marche. “E' normale per noi convivere con il terremoto. Noi del Centro Italia ci siamo abituati da sempre. Le case vengono giù e poi si ricostruiscono. Ciò che rende il terremoto dell'ottobre 2016 speciale è l'avermi lasciato senza più speranza di rivedere la mia casa, il mio Bar, il Paese in cui sono nato”. È inizio Agosto a Visso, la porta del Parco Nazionale dei Monti Sibillini nonché uno dei Borghi più belli d'Italia. Arrivo ai confini estremi delle Marche quasi per caso, inseguendo una bella camminata estiva ad alta quota e qualche torrente appenninico in cui rinfrescarsi. Non pensavo che il terremoto del 2016 avesse colpito proprio le zone in cui stavo andando. Quanto velocemente ci si scorda delle tragedie degli altri.

Camerino Terremoto Marche

I sentori della distruzione cominciano a Camerino. Conosco Camerino come un'importante città universitaria del Centro Italia, in passato avevo anche valutato di farci un Master. Come tutte le piccole città universitarie italiane mi aspettavo di trovare una città viva, dinamica, piena di quella creatività di Provincia che tanto ha dato all'Italia. Mi sbagliavo di grosso. Il silenzio è totale, un silenzio profondo che fa male. Sembra che la bomba sotterranea sia appena esplosa, disintegrando ogni forma di vita. Quasi tutti gli edifici del centro storico sono feriti, molti puntellati con delle vistose impalcature in legno alle porte e alle finestre. Altri sono completamente avvolti da tubi in ferro che sorreggono le facciate. A colpirmi più di tutto una gioielleria, un buco nel vetro sopra la maniglia. Qualcuno ha provato ad entrare. I vetri sono ancora lì per terra, insieme a volantini abbandonati, foglie secche e polvere. Nessuno ha mosso nulla.

Terremoto Marche

Proviamo a raggiungere la piazza centrale. Da lontano scorgiamo una camionetta dell'Esercito, dentro due militari annoiati da tutto quel silenzio. Zona Rossa, non si può passare. Torniamo indietro, e miracolo nel silenzio, troviamo un bar aperto. Entriamo a prendere un caffè. Il miracolo è effimero. Certo il fatto che sia l'unico bar aperto è un miracolo. Ma più terremotato di qualsiasi edificio è il barista, senza un sorriso, senza una parola di conforto in grado di salvarlo, senza una speranza. Gli edifici si ricostruiscono, forse anche le città. Ma questi uomini del terremoto sembrano terremotati dentro, senza una possibilità di redenzione. Ed hanno ragione. Sono passati quasi due anni da quell'ottobre del 2016. Ma qui nulla sembra cambiato. E cosa più grave, nulla sembra poter cambiare.

Visso Terremoto Marche

La strada che da Camerino porta a Visso sembra un'area di guerra. Il silenzio sceso in macchina tra i miei compagni di viaggio con cui si scherzava allegramente fino a qualche minuto prima conferma la forza con cui questa tragedia si manifesta. La sequenza è sempre la stessa. Paese distrutto, case provvisorie in legno nel primo spiazzo pianeggiante. Villaggi in legno finti, senza un'anima, giusto qualche fiore qua e là a dare un segno che la vita può rinascere anche qua. I negozi lungo la strada sono stati sostituiti da container tabaccherie, container Bar Sport, container caserma dei Carabinieri, container della lavanderia. Il simbolo più evidente delle esistenze precarie e sospese degli abitanti di questo angolo delle Marche.

Visso Terremoto Marche

Arriviamo a Visso. Il centro storico è chiuso, transennato, impossibile entrare. Da alcune case si vedono ancora i termosifoni appesi a mezz'aria sui muri crollati. Poco fuori dal borgo, accanto ad un bel torrente dal sapore alpino, le attività commerciali del fu centro storico hanno costruito un piccolo villaggio di case di legno in cui continuano le loro attività. Parli con questi eroi involontari che hanno deciso di rimanere e le storie sono sempre le solite di questa nostra bella ma dannata Italia: ruberie, furti, ritardi, incompetenze, regole senza senso, burocrazia che uccide ogni slancio. È questo il vero terremoto. È questo che ha tolto ogni speranza di ritornare e di rinascere a queste genti di montagna abituate ad una Natura bella ma capricciosa, che tanto può dare ma con altrettanta facilità può togliere. Non sono le case crollate e lasciate così ferite ed esposte alle intemperie da quasi due anni a togliere le speranze. A togliere le speranze e la forza sono due anni di “intenso lavoro” che non hanno saputo fare altro che fornire qualche casetta in legno, di quelle che si comprano con qualche centinaio di euro al Leroy Merlin.


Sibillini Marche Terremoto

“Sapete ragazzi, la vera speranza per questa terra siete voi turisti. Dopo il terremoto tutti hanno paura di venire qui nei Sibillini. Ma un piatto di tagliatelle al cinghiale oggi, una fetta di torta Paolo da Visso domani ci danno la forza per andare avanti”. Feriti e dimenticati, ma con ancora la voglia di combattere per dare un futuro a questi “monti azzurri” di leopardiana memoria, costellati di borghi oggi distrutti ma ancora ricchi di storia e di fascino. E così, in attesa che la politica faccia il suo corso, a noi sognatori di un futuro migliore non rimane che affidarci al passaparola di viaggiatori erranti in grado di trasferire ad altri sognatori la voglia di visitare questi luoghi incantevoli dei Monti Sibillini. E forse perché no, in queste terre considerate magiche già dall'epoca romana, ci si può affidare al fascino della Sibilla, mezza strega e mezza fata, che dà il nome a questa catena montuosa e che da millenni attrae uomini e donne in cerca di certezze sul futuro in un presente precario.

Denis Grasso

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl

Cookie Policy
Informativa Privacy