Mostra di disegni e incisioni di Ercole Drei della Fondazione Carimola

Pubblicata il 10 ottobre 2018

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Mostra di disegni e incisioni di Ercole Drei a palazzo Sersanti
Imola. Sarà inaugurata venerdì 12 ottobre alle 18 al Centro Polivalente "Gianni Isola" la mostra con disegni e incisioni inediti di Ercole Drei donate dalla figlia alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

Con gesto munifico, Isabella Chines Drei, figlia dell'artista, ha donato nel 2017 una significativa selezione di disegni e la serie completa delle incisioni del padre alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola a segno dell'apprezzamento per l'attività svolta a favore degli artisti moderni e contemporanei romagnoli da una sua emanazione quale il Doc, Centro di documentazione arti moderne e contemporanee in Romagna. Della donazione fanno parte la serie completa delle incisioni e varie decine di disegni realizzati nel corso della sua lunga attività.

Il corpus delle incisioni venne eseguito, con la tecnica dell'acquaforte o della punta secca, negli anni tra il 1910 e il 1912 probabilmente a seguito dell'ascendente esercitato su di lui da Giovanni Fattori, abilissimo in queste discipline. L'esiguo numero delle prove è dovuto probabilmente alla convinzione dell'artista che questo mezzo espressivo fosse lontano dalla sua attività dominante: la scultura. Per la scultura sono infatti stati realizzati quasi tutti i disegni donati, e quelli altrove conservati, che testimoniano sia una grande abilità, maturata negli anni faentini del “cenacolo baccariniano”, sia capacità di sviluppi e di evoluzioni caratterizzanti e personali.

Si va dai disegni degli anni Dieci, in gran parte studi di nudo, in cui l'uso del carboncino appuntito marca con segni netti dall'andamento curvilineo i contorni segnati a matita a quelli degli anni 1915-20 in cui, aboliti gli effetti chiaroscurali, prevale una tendenza alla definizione di una linea di contorno più unita e netta che riflette un orientamento ormai deciso verso il Novecento. Un capitolo a parte sono i disegni di guerra in cui si nota un certo espressionismo che ben si addice ai crudi temi del soldato ferito, dei profughi e di altri momenti della vita al fronte.

Parallelamente, nella sua scultura del periodo, emerge un plasticismo deformato che si ritrova anche nelle coeve opere dell'amico Domenico Rambelli. Il disegno fu, per Drei, un momento di indagine e di ricerca necessario ad una predominante vocazione scultorea che ha premesse nella grande tradizione dell'arte e pochi coinvolgimenti con le dissacrazioni avanguardistiche nel nome di un'arte che, sono sue parole, “non deve mai essere eseguita con dilettantismo e deve adoperare un linguaggio chiaro e leggibile. Un'arte che se vuole ancora interessare ed entrare nella vita, deve diventare popolare, cioè comprensibile ed accessibile, come è sempre stata nei suoi periodi più aurei”. Parole di un “campione del classicismo novecentista italiano”, come è stato definito dalla storiografia Ercole Drei, che risultano tuttavia di stringente attualità.

La mostra rimarrà aperta dal 12 al 21 ottobre al Centro Gianni Isola in piazza Matteotti, Per info
www.arteromagna.it; tel. 0542/32573.

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