Golini: "Azzardato chiedere risorse al Con.Ami"

Pubblicata il 10 ottobre 2018

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Golini: "Azzardato chiedere risorse al Con.Ami"
Mordano. Continuano le prese di posizioni sulla vicenda relativa alla richiesta avanzata dal Comune di Imola di distribuire ulteriori riserve straordinarie del Con.ami. Ad intervenire è Stefano Golini, sindaco di Mordano. “Per guidare e rappresentare un territorio di area vasta (intercomunale) occorrono competenza, disponibilità reale al dialogo, capacità di visione e coesione territoriale”, inizia con queste parole un suo comunicato dove analizza, dal suo punto di vista, la situazione che si è venuta a creare .
“Il Con.Ami è patrimonio comune: non può essere depredato a colpi di maggioranza! Dopo tre mesi di attacchi e picconate al Con.Ami e alle altre strutture del più vasto sistema territoriale imolese, è assurdo ed infantile che ora il Comune di Imola arrivi con il cappello in mano ad elemosinare quattrini proprio dalla società che ha voluto prima azzoppare poi decapitare mostrando l'assenza di qualsiasi visione strategica”.

Golini spiega poi perché la richiesta del Co,mune di Imola è “certo azzardata”: “Il Consorzio è tuttora privo del CdA (anzi, peggio: è 'ostaggio' dell'unico consigliere non dimissionario), a cui spetterebbe la competenza di fornire ai soci un qualificato e documentato parere sull'opportunità o meno di mettere mano alle riserve, che sia fondato sull'analisi dell'andamento economico in atto e sulle prospettive di sviluppo; da quanto per ora è dato sapere, si delinea in prospettiva una flessione nella capacità di Con.Ami di generare utili da distribuire ai soci (ciò a causa soprattutto della chiusura della discarica Tre Monti, cavalcata dalla sindaca in campagna elettorale e tuttora caldeggiata pur in pendenza del pronunciamento del Consiglio di Stato previsto per dicembre; pur in assenza di un CdA nel pieno delle sue funzioni, durante l'assemblea del 3/10 l'organo di revisione ha comunque svolto il suo ruolo, evidenziando che le riserve disponibili sono ridotte a meno di 4 milioni, e che la liquidità è ridotta a meno della metà, quindi insufficiente a far fronte alla richiesta del Comune di Imola di distribuire 3,130 milioni, che conti alla mano equivale a portar via d'un colpo i quattro quinti della disponibilità e ad indebitare il Consorzio per quasi la metà della richiesta. Personalmente ritengo che nessun CdA - specie se di nuova nomina - possa assumersi la responsabilità di avallare la pretesa del socio di maggioranza, e tantomeno l'Assemblea debba farsi carico di una richiesta di questa portata e di queste dimensioni”.

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