L'export emiliano-romagnolo riprende la sua corsa con slancio

Pubblicata il 29 ottobre 2018

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Bologna. Nel secondo trimestre del 2018 le esportazioni regionali riprendono la loro corsa, con un +7,2%, che vale una crescita maggiore rispetto al commercio estero nazionale (+4,1%). L'Emilia-Romagna si conferma così come la terza regione italiana per valore delle esportazioni, e cresce in linea con la Lombardia, staccando il Veneto e il Piemonte. Le esportazioni regionali hanno tratto vantaggio dai risultati positivi sui mercati europei, in particolare dell'Unione, nonostante una crescita limitata su quelli americani e asiatici.

Riprende dunque la crescita delle vendite all'estero dell'Emilia-Romagna, con un risultato che supera i 16 milioni di euro. Il risultato è attestato dai dati Istati delle esportazioni delle regioni italiani E' quanto attestano i dati Istat delle esportazioni delle regioni italiane. L'Emilia-Romagna conferma la propria posizione sul podio dell'export nazionale con un valore che tocca il 13,6% del totale, preceduta dalla Lombardia, che segna il 27,5%, e dal Veneto, anch'essa al 13,6%, e seguita dal Piemonte, che tocca invece il 10,5%. Considerando le prime quattro regioni, nel primo semestre del 2018, le esportazioni della Lombardia e dell'Emilia-Romagna sono aumentate in modo rapido, rispettivamente del +6,1 e del +5,9%), mentre hanno mostrato una maggiore incertezza quelle del Veneto (+3,3%) e più ancora quelle dal Piemonte (+1,0%).

Bene la meccanica e la moda
Il risultato positivo è da attribuire, essenzialmente, all'industria meccanica, in particolare per i macchinari e per le apparecchiature, che ha realizzato il 30,3% delle esportazioni regionali, con un aumento delle vendite del 6,8%. Gli altri contributi più rilevanti sono stati quelli forniti dall'eccezionale aumento delle vendite estere registrate nel comparto della moda, con un aumento del +14,8%. Seguono il comparto chimico, farmaceutico e delle materie plastiche (+8,5%), delle apparecchiature elettriche, elettroniche, ottiche, medicali e di misura (+8,7%) e, infine, quello metallurgico e dei prodotti in metallo (+7,6%). L'unico comparto che registra una diminuzione è quello della ceramica e vetro, con un calo del -0,8%. Un calo questo, probabilmente legato a doppio filo con l'aumento dei competitor provenienti dai Paesi in via di sviluppo (in primis la Cina) e con il persistere della crisi europea nel settore delle costruzioni, che presenta pochi picchi di crescita (in Irlanda, Germania e Paesi baltici, ad esempio) e importanti cali (Francia, Spagna e Grecia).

Dove vanno le merci emiliano romagnole
Risultati positivi si registrano sui mercati europei, che aumentano del 9,3%, e in particolare dell'Unione (+10,1%). Bene i rapporti commerciali con la Germania (+9,2%) e con la Francia (+9,6%), mentre prosegue il boom delle vendite nel Regno Unito, con un sorprendente +20,05% a dispetto delle “sirene” della Brexit. Flettono al contrario le esportazioni verso la Russia e crollano quelle verso la Turchia. La crescita sui mercati americani non è andata oltre l'1,8%, nonostante un +3,8 negli Usa. La tendenza sui mercati asiatici si inverte e sale leggermente (+1,7%), beneficiando di una frenetica corsa in Cina (13%) e in India (+15,3%).

(Amilcare Renzi)

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