Serve una scelta risolutiva per il traffico di Bologna

Pubblicata il 2 novembre 2018

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Serve una scelta risolutiva per il traffico di Bologna
Bologna. Nei giorni scorsi è stata divulgata una nota, da parte della presidenza della Regione Emilia-Romagna, in cui si indicava lo stato dell'arte dei lavori per le infrastrutture viarie. Quattro sono, attualmente, i nodi sul tavolo di discussione fra il ministero dei Trasporti, che fa capo al ministro Danilo Toninelli, e il Governo della Regione. Scendendo lungo la via Emila, ideale fil rouge che unisce Emilia e Romagna, troviamo la Tirreno - Brennero, in predicato di attraversare il territorio parmense per collegare lo svincolo Parma - La Spezia con la Brennero; l'ormai mitica “Cispadana”, chiamata a collegare i territori di Modena e Ferrara; la bretella Campogalliano - Sassuolo; il Passante di Bologna.

Su questa infrastruttura molto si è discusso negli anni, fin dall'allargamento a tre corsie dinamiche della A14, che attraversa la città stretta nell'abbraccio della tangenziale, che le corre adiacente. Una strada, idealmente a 5 corsie, che taglia in due una città delicata, rappresentando nei fatti lo snodo centrale fra il Nord e il Sud del Paese. Chi, da Milano, voglia andare a Roma, Firenze, Ancona o, ancor più giù, verso Bari o Brindisi, deve passare da Bologna. Chi dal Sud voglia visitare Torino, Venezia o le Dolomiti, deve attraversare Bologna. Questo senza considerare quanto sia “delicata” la stazione ferroviaria, punto di passaggio, e di smistamento, dell'Alta velocità: una struttura che ha cambiato in modo radicale il quartiere in cui sorge, proponendo anche difficoltà costruttive e di impatto sull'ambiente circostante.

Quello snodo viario, quella delicata fettuccia d'asfalto che attraversa Bologna, è al centro di un dibattito annoso: “Si faccia un Passante Nord!”, hanno gridato alcuni. “Si rimetta mano all'esistente e lo si allarghi”, hanno gridato altri. “Si fermi tutto e si torni ai tavoli di discussione”, è stata una terza voce. Ora tutto si è fermato, tutto è in sospeso perché nessuno apparentemente ha il coraggio di prendere una decisione scomoda, che si tratti di costruire un nuovo passante (nord o sud) occupando campi coltivati o che si tratti di allargare la strada occupando spazio altrimenti dedicato alla vita della comunità.

Quello che si chiede, con una voce che si alza sia dalla società civile sia dal comparto produttivo e industriale, è che si prenda una decisione. E che non sia una scelta fatta esclusivamente per far tacere le discussioni, che di ciò non abbiamo bisogno. Occorre, anzi è urgente, che la situazione si sblocchi e che la città riceva il rispetto che merita, da parte di chi la governa. Chiediamo celerità nelle decisioni e nella realizzazione, di un'infrastruttura che offra una soluzione duratura e non palliativa. Che di questo Bologna non ha bisogno.

(Amilcare Renzi)

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