Il contagio

Pubblicata il 5 novembre 2018

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Il contagio
Non posso esserci dubbi: l'aria trasporta tutti i tipi di virus che finiscono per infettare i malcapitati ignari destinatari. Ignari si fa per dire! L'antica repubblica del Titano, a pochi chilometri dalla riviera romagnola, non sembra stia navigando in acque tranquille dal punto di vista finanziario.
Quella che era la struttura economica tra le più ricche nel mondo (al terzo posto per Pil pro capite nel 2007) sta riscontrando buchi di bilancio non indifferenti (per la struttura finanziaria intrinseca) tali da dover ricorrere ad aiuti esterni che, come per tutti i richiedenti (Italia Inclusa) rappresentano prospettive non allettanti per i residenti. La Cassa di Risparmio locale presenta un bilancio tutt'altro che tranquillo, al punto che una richiesta di 500 milioni di dollari e sta per essere trasmessa al Fmi e potrebbe avere conseguenze non trascurabili sulla qualità della vita dei residenti.

Dopo aver scoperto, a più riprese, livelli di evasione non certo trascurabili imperniati sul "facile" confine tra Italia e San Marino, il Governo italiano ha provveduto (meglio tardi che mai) a stringere la cinghia dei controlli e l'economia del Titano ne ha subito i contraccolpi: aziende che non riescono a continuare nell'attività, negozi che abbassano le saracinesche ed esercizi che chiudono. I primi interventi del governo della piccola repubblica hanno sollevato non lievi proteste tra i residenti (impiegati statali in prima fila) che hanno manifestato a gran voce chiedendo di porre fine all'evasione fiscale, alle facilitazioni (per non dire di occhi chiusi) rivolte a pochi e ai sacrifici per molti. Rappresentanti del governo dispiegano parole caute e rassicuranti, ma i nodi sembrano davvero aver raggiunto il classico pettine: le giacenze di denaro Italiano nelle casse del Titano si sono ridotte del 65 % (da circa 15 milioni di € a poco più di 5 milioni) e per i numeri della piccola economia sammarinese non rappresentano dati di poco conto. Come sempre accade, la situazione è in evoluzione e si vedrà, a breve, quali decisioni verranno prese al riguardo.

I numeri sono alquanto diversi (e non potrebbe essere diversamente vista la dimensione) ma il problema è sempre lo stesso: pochi furbastri ricchissimi e una estesa plebe a rischio povertà, con la triste aggiunta di un'economia che si basava sulla costruzione di operazioni non corrette dal punto di vista finanziario (evasione dell'Iva) invece di basarsi su solide strutture produttive. Anche da noi si prosegue con condoni di evasone fiscale ed edilizia, premiando i soliti furbi a discapito del reddito di molti: si tratta certamente di un contagio pericoloso e diffuso. Riusciremo ad imparare qualcosa?

(Mauro Magnani)

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