In piazza per dire no al Ddl Pillon

Pubblicata il 9 novembre 2018

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Anche Imola in piazza sabato 10 novembre per dire no al DDL Pillon
Da quando è stato depositato al Senato il disegno di legge Pillon sulla adozione congiunta e la bigenitorialità ha sollevato un mare di critiche. Lo criticano gli esperti che si occupano di minori e di famiglia in ambito psicologico, sociologico, giuridico, sociale. Lo criticano le associazioni e i movimenti delle donne e la rete Di.Re dei centri antiviolenza. Tutti evidenziano le conseguenze dannose e contraddittorie che ne deriverebbero in caso di approvazione. Nel corso degli ultimi mesi si è quindi compattata una opposizione che manifesterà sabato 10 novembre in almeno 60 città italiane. Da Torino a Firenze a Roma a Napoli a Bologna (P.zza Re Enzo ore 15) a Ravenna (Piazzetta Unità d'Italia ore 15,30), a Forlì, a Modena e anche a Imola.

A Imola l'appuntamento è sabato 10 alle ore 10 davanti al consultorio famigliare in via Amendola 8. A promuovere l'iniziativa il Centro antiviolenza di Trama di Terre che nelle settimane scorse ha chiamato a raccolta altre donne  con un incontro di approfondimento del Ddl in questione, a cui sono seguiti altri incontri per l'organizzazione della manifestazione.

Nel comunicato di convocazione a cui hanno aderito Ggil Imola, PerLeDonne, Rivolta Gaia Imola, Potere al Popolo, Associazione Extravagantis, Gruppo Consigliare Imola Guarda Avanti, Udi, si spiegano le ragioni della protesta.

Il Ddl Pillon, recita il comunicato, è contro i diritti civili in quanto considera solo le famiglie eterosessuali, ostacola il diritto alla separazione e al divorzio, aumentandone tempi e costi, limita la libertà delle persone in nome dell'”unità famigliare” e impone la mediazione famigliare a pagamento anche dove ci sia violenza.
E' contro i diritti dei/lle minori, continua il comunicato, che vengono spartiti a metà fra madre e padre senza tenere conto delle loro esigenze, del loro diritto alla stabilità e alla continuità, e del loro essere soggetti di diritto. Con questo Ddl si torna alla patria potestà di fatto più che alla responsabilità condivisa dei figli e obbliga i/le figli/e a stare con un genitore anche in caso di rifiuto o a frequentarlo se c'è maltrattamento. Nel testo del comunicato si denuncia poi il fatto che si penalizzano le donne che subiscono violenza legittimando l'utilizzo dei figli e delle figlie come arma di ricatto da parte dei padri maltrattanti contro le donne che vogliono separarsi. Non tiene inoltre conto della violenza economica considerando il fatto che le donne hanno più frequentemente un lavoro precario, percepiscono stipendi inferiori a quelli degli uomini o sono disoccupate. 

Contro il disegno di legge era già stato discusso, martedì 6 novembre in Consiglio comunale a Imola, un ordine del giorno presentato dal Pd che è stato bocciato con il voto contrario della Lega e l'astensione del M5S. Una conclusione che non stupisce ma che suscita qualche riflessione se si considera che la città ha per la prima volta un sindaco donna e due assessore, una delle quali ha la delega alle Pari ppportunità nonché una Presidente del Consiglio comunale che ha fatto parte della commissione Pari opportunità del Comune.

Il Ddl Pillon, smentendo le dichiarazioni del suo primo firmatario apparse sulla stampa nei mesi scorsi, disegna una realtà inesistente e contiene delle norme che, proprio per questo, appaiono più il frutto di una visione ideologica che della volontà di regolamentare la bigenitorialità e le adozioni in caso di separazione in un contesto complesso e vistosamente cambiato rispetto al passato. Il testo inoltre ignora del tutto, come recita il comunicato su riportato, la disuguaglianza e lo squilibrio ancora molto marcato fra la condizione delle donne e quella degli uomini. Un lungo passo indietro che conferma la tendenza a ridimensionare i diritti civili e i diritti conquistati dalle donne nel corso del tempo anche in materia di diritto di famiglia. Un esplicito segnale che si aggiunge ai continui attacchi alla legge 194 sull'interruzione volontaria della gravidanza fra i quali quelli dello stesso Senatore leghista Pillon.

(v.g.)

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