La Fiom, tra fabbrica, sovranismi e le stelle

Pubblicata il 16 novembre 2018

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Cervia. Il XVIII congresso nazionale della Cgil si svolgerà a Bari dal 22 al 25 gennaio del prossimo anno, la discussione politico sindacale attorno ai due documenti contrapposti è iniziata alla fine dello scorso giugno, con decine di migliaia di assemblee di base nei luoghi di lavoro, nelle leghe dei pensionati e tra i disoccupati, nel mese di ottobre poi si sono svolti i congressi territoriali di categoria e confederali, attualmente stanno terminando i congressi regionali e nel prossimo mese si svolgeranno i congressi nazionali delle varie categorie in cui è suddiviso il più grande sindacato Italiano.
Particolarmente interessante è stato il congresso regionale della Fiom-Cgil dell'Emilia Romagna, che si è svolto a Cervia all'Hotel Dante nelle giornate dell'8 e 9 novembre.
Il segretario generale della Fiom regionale uscente Bruno Papignani, all'inizio della sua lunga e articolata relazione ha snocciolato i numeri di un congresso che tra i metalmeccanici è stato dibattuto in 2.813 assemblee di lavoratrici e lavoratori e che ha portato al voto circa il 53% delle 70.000 tute blu iscritte alla Fiom regionale. Il documento 1 con prima firmataria Susanna Camusso “il lavoro E'” ha ottenuto l'89,71% di consensi, il documento 2 con prima firmataria Eliana Como “Riconquistiamo tutto” il 10,29%. Come si evince sono stati numeri importanti, eppure non hanno del tutto soddisfatto il numero uno dei metalmeccanici della Cgil dell'Emilia Romagna, e ciò deriverebbe principalmente dalle modalità con cui si svolgono i congressi, che più che rendere protagonisti i lavoratori genera in loro una sofferenza derivante dal dover discutere di strategia generale e dal doversi schierare senza avere il tempo e la serenità di approfondire e discutere realmente di merito su documenti contrapposti.
Papignani ha poi affrontato il tema dello scenario internazionale e dell'Europa e del pericolo rappresentato dal populismo, dal sovranismo e dal nazionalismo oggi ben rappresentati ad esempio da Trump, Orban e dal ruspante Salvini tanto per rimanere da noi, sottolineando che l'Europa deve cambiare se non ne vuole esserne travolta, non basta un'entità geografica ben definita o una moneta unica com'è oggi, ma l'Europa deve trasformarsi rapidamente in un'identità politica, cioè un incontro ed una fusione fra civiltà, culture, etnie e religioni diverse, e qui anche il sindacato può fare la sua parte a partire sopratutto dalle aziende transnazionali, per questo la Fiom dell'Emilia Romagna e metalmeccanici tedeschi dell'IGM di Wolfsburg il prossimo anno terranno due convegni sull'Europa e sul ruolo del sindacato in Europa.
Passando alle politiche nazionali Papignani ha riaffermato l'autonomia del sindacato, la vecchia cinghia di trasmissione con la sinistra si è spezzata, e oggi la differenza con la politica la fa l'autonomia quella che caratterizza chi vuole rappresentare il mondo del lavoro, curare e saldare i rapporti con i propri rappresentanti, con i lavoratori e con i pensionati, mantenendo fermi come Cgil i nostri valori costitutivi. Sul Governo Papignani ha messo in guardia dallo svolgere come sindacato un'opposizione precostituita a prescindere dal merito, sicuramente va combattuta l'impronta leghista di destra che lo caratterizza. Troppi sono oggi i lavoratori che abbandonando la sinistra, hanno abbracciato i Cinque Stelle e la Lega, tra cui numerosi iscritti alla Cgil. Sulle politiche sindacali Papignani ha rivendicato alcuni successi di battaglie della Cgil, quali le ultime modifiche del Governo sul Jobs Act nei contratti a termine, il rifinanziamento dei contratti di solidarietà, il ripristino della Cassa Integrazione per chiusura aziendale.
La relazione ha toccato le questioni della nostra Regione, negli ultimi anni mentre a Roma si demonizzava l'intermediazione, il confronto ed il negoziato sindacale, qui in Emilia Romagna tra Regione, sindacati ed imprese si è sottoscritto il Patto per il Lavoro che, con le opportunità che offre, rappresenta una grande positività, pure importante il ruolo ed il contributo della Regione sulle innumerevoli crisi aziendali e sulle delocalizzazioni negli ultimi anni e poi le lotte comuni con Fim e Uilm in termini di salute e sicurezza sul lavoro, i risultati lusinghieri sulla contrattazione e, infine il tema della lotta al lavoro nero, al caporalato e alle infiltrazioni mafiose. Se i rapporti con le istituzioni locali, con gli altri sindacati e i rappresentanti le imprese sono buoni o discreti, altrettanto non si può dire con la Cgil regionale, pur riconoscendo le molte cose positive che accomunano, Papignani ha sottolineato come troppo spesso la Confederazione leda l'autonomia contrattuale della categoria e qui è venuto alla luce lo scontro che si sta attraversando in questa fase congressuale, i congressi non sono fatti solo di analisi e strategie politico sindacali per il futuro, ma servono anche ad eleggere i gruppi dirigenti, cioè le persone che portano avanti le linee guida che da tale congresso escono, recentemente la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso in un direttivo nazionale della Confederazione ha fatto la proposta dell'ex Segretario Generale nazionale della Fiom Maurizio Landini quale proprio successore, tale proposta non è però condivisa da una parte consistente del gruppo dirigente che vedrebbe come leader del più grande sindacato italiano l'ex Segretario Generale della Cgil dell'Emilia Romagna Vincenzo Colla, così che in Emilia Romagna la gran parte del gruppo dirigente della Fiom parteggia per Landini, mentre la maggioranza del gruppo dirigente della Cgil parteggia per Colla, va sottolineato che è uno scontro tutto interno al documento 1. Vedremo come si concluderà il congresso a Bari, sarebbe auspicabile un accordo fra i due in quanto questa sarebbe la prima volta che la Cgil si ritroverebbe spaccata su due candidati, in ogni caso spetterà all'assemblea nazionale eletta dal congresso eleggere il nuovo segretario generale.
Papignani ha toccato la contrattazione in tutte le sue articolazioni e la riconquista da parte della Fiom del contratto nazionale di categoria avvenuta con l'ultimo rinnovo e la lotta per la riconquista di diritti persi o ridimensionati nel mondo del lavoro dai vari Governi che si sono succeduti in questi ultimi anni, tramite la carta dei diritti della Cgil.
Infine ha affrontato le questioni del welfare, delle pensioni e della sanità, i problemi sul salario, sugli orari di lavoro e su una loro futura riduzione, dell'industria e del lavoro 4.0, per ultimi ha toccato il tesseramento all'organizzazione e le forme di rappresentanza.
Subito dopo la relazione sono iniziati gli interventi, sono intervenuti tra gli altri il Segretario Generale della Cgil Emilia Romagna Luigi Giove, i rappresentanti dei metalmeccanici di Cisl e Uil e del sindacato tedesco dell'IGM, e poi gli interventi anche di spessore di numerosi delegati della platea congressuale, una platea congressuale composta anche da tanti giovani e da numerose donne che spiccavano veramente in una categoria a forte maggioranza maschile.
La discussione congressuale è terminata con l'intervento conclusivo della Segretaria Generale della Fiom nazionale Francesca Re David.
Il congresso si è successivamente concluso con la votazione di un documento conclusivo approvato con 227 voti a favore e 39 contrari e con la elezione del nuovo Comitato direttivo regionale, il quale come primo atto, ha rieletto Papignani come Segretario Generale con 76 voti favorevoli e 11 voti contrari e una scheda bianca.
Per la cronaca, la Fiom terminerà questa propria fase congressuale a Riccione dal 12 al 15 dicembre prossimi, con il suo XXVII congresso nazionale.

(edgardo farolfi)

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