Ora, dopo un po' di anticamera, Mordano può entrare in Area Blu

Pubblicata il 16 novembre 2018

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Ora, dopo un po
Imola. In Area Blu entra con una piccola quota, circa lo 0,2%, il Comune di Mordano. E nella commissione consiliare preposta il vicesindaco del Movimento 5 stelle Patrik Cavina deve motivare perché circa tre mesi fa la giunta aveva detto no: “A fine luglio eravamo entrati appena da un mese nell'Amministrazione, volevamo cambiare le cose e siamo stati prudenti. Ora che abbiamo eletto un nuovo presidente di Area Blu, Alessandro Ambrosini, e che abbiamo compreso al meglio le dinamiche di tale società, decidiamo di non esercitare il diritto di prelazione di Imola sulle quote di circa il 2% in uscita dalla provincia di Forlì-Cesena”.

Il vicepresidente del consiglio comunale, Fabrizio Castellari del Pd, mette in evidenza ironicamente “il voltafaccia che voi del Movimento 5 stelle avete fatto rispetto a tre mesi fa. Comunque, siamo contenti che ammettiate il precedente errore e che finalmente Mordano possa entrare in Area Blu sia perché ha bisogno di aiuto immediato nel sistemare un incrocio semaforico, sia perché in futuro potrà aver bisogno di altri servizi. Spero che altri Comuni, in futuro, possano entrare perché è meglio che un territorio marci unito quando può”.

Il consigliere del M5s Ermete Guerrini ribadisce: “A luglio, dopo appena un mese dalle elezioni, volevamo capire bene cosa c'era dentro Area Blu che, fra l'altro, aveva un presidente dimissionario. Mi chiedo come mai Comuni che fanno parte di Area Blu come Castel San Pietro e Medicina siano così poco attenti alla società in questione”, conclude con una frase sibillina.

Il presidente della commissione, il leghista Daniele Marchetti, aggiunge un po' di pepe al dibattito: “Noto una novità nell'atteggiamento da parte della giunta pentastellata che prima ha detto no a Mordano e ora dice sì. Per ora, non noto un vero cambiamento che spero arrivi presto. Ad esempio, per il Circondario riteniamo che sia un'istituzione che possa lavorare meglio se sarà più democratica, ovvero se i Comuni saranno lasciati liberi di uscire o meno dall'ente di via Boccaccio. C'è una mozione che impegna la giunta di Imola a cambiare lo statuto, speriamo che lo faccia. Se no, ho il sospetto che si facciano accordi al ribasso. Anche sul Con.Ami, almeno per ora, non vedo un cambiamento deciso. Ci sono vecchi nomi che forse torneranno alla ribalta”.

(m.m.)

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