Congresso Pd, Tarozzi: "Meno aperitivi eleganti e piu' volantinaggi fra la gente"

Pubblicata il 17 novembre 2018

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Congresso Pd, Taarozzi
Imola. Cominciamo a seguire il congresso del Pd di viale Zappi che dovrebbe portare all'elezione di un nuovo segretario a metà dicembre. Per ora i candidati sono tre: Antonio Colucci, Marco Panieri e Marcello Tarozzi. Iniziamo da quest'ultimo e  continueremo con gli altri nei prossimi giorni.

1 Tarozzi, perché ha deciso di candidarsi a segretario del Pd di viale Zappi?
"Perché era il momento di metterci la faccia, non dobbiamo ripetere gli errori commessi a Imola nei Comuni che andranno al voto la prossima primavera. C'è da mettere in campo un progetto politico in forte discontinuità . E' tempo che una nuova classe dirigente si assuma direttamente le maggiori responsabilità nelle future scelte politiche. Sono autonomo da accordi di caminetto. Vorrei ricostruire un partito di carattere popolare. La dico così: meno aperitivi eleganti e più presenza nei luoghi della vita vera delle persone".

2 La sua candidatura ha o meno un riferimento a livello nazionale?
"La mia candidatura ha come riferimento primario gli iscritti, i militanti e gli Amministratori del Pd. Sono loro gli azionisti di riferimento di questa candidatura. Penso che il Pd debba aprire però una nuova stagione. Se siamo arrivati al 17% ci sarà una ragione,. Anzi ci sono diverse ragioni. Non sono il candidato di una corrente nazionale, ma voglio contribuire a interpretare quella fase nuova diversa che oggettivamente oggi Zingaretti può portare nel Paese e nel Pd. Apprezzo anche la volontà di Matteo Ricchetti di mettersi in gioco con un progetto autonomo".

3 Secondo lei, quali sono le tre principali ragioni della sconfitta del 24 giugno a Imola?
"La riproposizione di accordi dall'alto con ceti politici senza vera rappresentanza nel popolo, avere avuto poco coraggio nel percorso di candidatura non avendo fatto le primarie, la delegittimazione incomprensibile, operata da noi stessi per tutta la campagna elettorale, del Pd e delle stesse personalità del Pd che potevano dare un contributo candidandosi a sindaco".

4 Nel gruppo dirigente fino al 24 giugno, chi sono coloro che hanno commesso i maggiori errori?
"Nessun caccia alle streghe contro le persone. Non si tratta di attribuire colpe solo a una o due persone, si tratta di fare una analisi seria. Finalmente si è aperta una discussione che vorrei pacata, profonda ma anche vera. Vogliamo evitare nei Comuni del Circondario gli stessi errori commessi a Imola? Gli iscritti hanno una occasione storica per voltare pagina nel Pd territoriale sostenendo un progetto autonomo e alternativo. Il gruppo dirigente, chi ha avuto le massime responsabilità politiche e che ha interpretato questa stagione ormai chiusa dovrebbe prenderne atto e fare un passo di lato. Sarebbe la cosa migliore per il bene della nostra comunità politica".

5 Perché, a suo giudizio, un iscritto dovrebbe votare Tarozzi e non Panieri e Colucci?
"Grande rispetto per Marco a Antonio. Faccio loro gli auguri. Penso però serva un grande cambio di passo. Non sono certo che le altre due candidature potrebbero garantire una discontinuità politica dall'attuale gruppo dirigente e dalle scelte sbagliate compiute. Quello che possono dire della mia candidatura è che sarà sicuramente quella di segretario territoriale autonomo nei giudizi e scelte politiche, rispettoso di iscritti ed amministratori. Ho proposto subito agli altri candidati un patto di unità e lealtà. Se non sarò eletto darò una mano alla nostra comunità politica. Il nuovo segretario avrà bisogno di lavorare per un mandato pieno alla ricostruzione del partito e al suo rilancio".

6 La sua è una candidatura in continuità o discontinuità rispetto al passato recente?
Ho avuto la responsabilità di guidare il gruppo consiliare Pd nella precedente consigliatura. Rivendico con orgoglio il lavoro svolto da parte di tutti. Avevo espresso dubbi sulla gestione del percorso verso le amministrative dimettendomi in marzo dalla segreteria territoriale. Ho purtroppo avuto ragione, ma non si tratta di rivendicare sterili meriti. Si tratta di fare uscire dall'immobilismo il partito. Dobbiamo lavorare pancia a terra per i territori. Va ripensato il nostro radicamento sociale. Ripartiamo parlando anche a quei ceti popolari e al ceto medio impoverito".

7 Ci dica i tre punti più qualificanti del suo programma
"Ripensamento della nostra presenza nel territorio con la ricostruzione del radicamento sia a livello territoriale che tematico, ritorniamo tra le persone. Per realizzare questo riattiviamo le aree tematiche, coinvolgendo mondi importanti come quello della scuola e del lavoro. Torniamo a coinvolgere la gente, abbiamo perso troppe intelligenze, esperienze, energie in questi anni. Promuoviamo un giornale di partito che possa ospitare interventi di carattere culturale. Promuoviamo una conferenza dei saperi e della cultura per il territorio circondariale. Serve un grande progetto di autofinanziamento trasparente, ripensiamo il nostro modo di fare buona politica e di reperire risorse. Perché non collegare il tesseramento a campagne mirate su questioni locali o non fare accordi con realtà associative e vive della nostra comunità territoriale? Infine, ripensiamo il Circondario e il sistema delle autonomie. Come vogliamo collocare il territorio nell'Area metropolitana? Facciamo subito un ragionamento. L'attuale Circondario va profondamente cambiato".

8 Cosa si dovrebbe fare per fermare la forte emorragia di voti e di iscritti nel Pd imolese?
"Tornare a fare politica. Per troppo tempo l'abbiamo delegata al governo. Se sarò eletto promuoverò subito una campagna di volantinaggio davanti ai luoghi della vita reale delle persone, come quelli del lavoro e la scuola. Se il Pd non si occupa del mondo delle persone, non serve molto. Il nuovo segretario territoriale dovrà occuparsi pienamente del partito, per questo non dovrà candidarsi alle prossime elezioni regionali. Dovrà riattivare i legami con le associazioni, i sindacati, i movimenti che si stanno palesando nella società. Il Pd dovrà tornare ad immergersi con umiltà nella società".

(m.m.)

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