Vendo anch'io, no, tu no!

Pubblicata il 19 novembre 2018

Vai alla sezione Economia e Lavoro »

Vendo anch
Nell'assordante silenzio che quasi sistematicamente avvolge le importanti mutazioni della nostra società, salvo assumere il carattere di dirompente rivelazione a cose fatte, la composizione dell'azionariato Hera ha decisamente mutato la propria caratteristica peculiare e di conseguenza è logico attendersi non irrilevanti mutazioni nelle linee direzionali principali.

A fine 2016 la partecipazione pubblica in Hera ammontava complessivamente al 51,3 mentre il restante 48,7 (flottante) risultava sufficientemente diviso in mani private. A fine settembre di quest'anno, la situazione si è capovolta: alla data il "patto dei soci" (pubblico) ammontava al 48,5 e in mano ai privati risultava il 51,5. Si tratta di un mutare della proprietà (di fatto) che ha origine ben lontane: è sufficiente osservare l'andamento della partecipazione azionaria dei comuni del bolognese (fra cui, ovviamente, Imola) che vede una percentuale del 20,7 nel 2005 assotigliarsi fino a raggiungere il 12,83 nel 2016.

E' di questi giorni la notizia che il Comune di Bologna ha dato seguito a quanto annunciato non molti mesi fa (luglio), provvedendo a immettere sul mercato (Hera è regolarmente quotata in borsa) una buona fetta della proprio pacchetto azionario incassando, nel giro di poche settimane circa 7.500.000 di €.
Mentre si provvedeva a rendere disponibile il quantitativo di azioni alla vendita, il prezzo è sceso da un iniziale 2,6 a un valore dell'ultimo stacco del 2,4: uno 0,2 di percentuale, su un valore finale medio del 2,5 equivale ad aver perso, in corso di vendita circa l'8% del valore. Non si trascuri di riflettere sul fatto che il valore finale di acquisizione impatta pure sulla restante quota di partecipazione: non conosciamo il quantitativo residuale di proprietà, ma è certo che il valore di bilancio, oltre a decrescere per la quantità venduta, diminuisce pure per il valore di quotazione residuale. Il denaro entrato nelle casse del comune Bolognese sarà destinato al socialità e alle scuole bolognesi. A quanto sembra, non solo i comuni dell'Imolese necessitano di iniezioni di liquidità (l'assalto alle striminzite riserve del Con.Ami sembra si sia concluso questi giorni), ma anche Bologna non scherza.

Tuttavia, è opportuno osservare che la vendita non ha seguito un andamento logico: se si fosse provveduto al momento della dichiarazione di intenti, nelle casse del Comune sarebbe entrato quasi 1.000.000 di € in più. Niente di peggio della paura nella fase di vendita, paura che con tutta evidenza deriva dall'andamento generalizzato delle quotazioni azionarie nel loro complesso. Per quanto riguarda le aziende della nostra zona, si va da un abbondante 16% in meno per Hera, oltre il 17,5% per l'aeroporto Marconi, un 31% per la Datalogic (codici a barre, azienda leader) per finire ad un tragico 55,5% per la Gima TT (automazione per la lavorazione del tabacco).

L'incertezza nell'andamento politico del Paese Italia, si sa traducendo in dati decisamente negativi per quanto riguarda la capitalizzazione industriale (e si tratta di un dato generalizzato), ben al di là, come importanza, del passaggio in mano private della maggioranza del capitale Hera ( aspetto comunque non trascurabile per causa ed effetto). In conclusione, ma base di riflessione, l'idea di realizzare vendendo le proprietà pubbliche che si sta facendo luce in quel di Roma per arginare la voragine dei conti provocata dal "contratto di governo" tra M5S e Lega ravvisa una debacle nel quantitativo di realizzazione: le mani di privati lungimiranti sono ben tese nell'accogliere azioni a prezzo di svendita per sbandierare livelli di proprietà più estesi e performanti quando il vento muterà di direzione.

Come già scritto in altra occasione, nella prima pagine di ogni trattato di economia,si legge che tutto è demandato alla legge della domanda e dell'offerta; nella pagina seguente sta scritto: mai (s)vendere in fase decrescente del valore. Che qualcuno non abbia mai avuto occasione di leggere un libro di economia?

(Mauro Magnani)

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl

Cookie Policy
Informativa Privacy