Le ville dei Casamonica e la speranza

Pubblicata il 21 novembre 2018

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Abbiamo dovuto attendere molto, forse troppo. Quasi non ci si credeva più. Che fosse possibile, una volta tanto, il prevalere della giustizia sulla prepotenza, la tracotanza, il malaffare, l'impunità. Eppure quel giorno è arrivato e non dovremo dimenticarlo.
Si è dovuti ricorrere a un forza d'ordine imponente per portare a termine l'operazione e vedere, anche se attraverso lo schermo televisivo, i "signori" lasciare le loro case costruite nel più totale disprezzo di ogni regola e di ogni legge. Ci garantiscono che, a poco, arriveranno anche le ruspe: ben vengano e che siano azionate senza indugi o ripensamenti. Occorrerà cospargere le terra di sale, alla guida di un antico condottiero romano, per evitare che tali piante infestanti riprendano vita, ricrescano, si riproducano: il sale della conoscenza, della saggezza, della verità.

Avrei una domanda da porre ai candidati alla segreteria del Pd che, fra montagne di frasi fatte, parole profonde che non significano nulla e sorrisi di circostanza, si propongono di "rivoltare il partito come un calzino": qualcuno di voi, per puro caso, non ci aveva pensato prima? Per quale ragione tra i profondissimi "I care" nessuno ha pensato che occorresse fare qualcosa? L'evoluzione della storia e della società dovrebbe insegnarci. Se in noi troviamo ancora il desiderio di capire. Di voler capire.

Tra tanto giusto clamore, tra ministri e sindaci che si godono un po' di gloria, in una breve pausa di timore tra spread che altalenano verso altezze pericolose e titoli di stato che nessuno compra più (sembra che qualche sapiente abbia confessato di provare timore), una figura quasi in penombra ci ricorda dove e come tutto ha avuto inizio. Non ricordo se si trattava di uno sciacallo o di una puttana, se di un venduto o di uno scribacchino, ma ricordo una persona che cercava di fare il suo lavoro al meglio, per portare alla vostra attenzione un attimo di attualità nella ricerca del vero o, se preferite, della "sua" verità.
Fu preso letteralmente a cornate, malmenato e scacciato dalla foga dell'impunito. Quelle immagini sollevarono finalmente la giusta quantità di sdegno e qualche magistrato suppose che fosse ora di rimboccarsi le maniche e di portare un po' di speranza tra i diseredati, gli emarginati, i dimenticati. Era una puttana, o uno sciacallo. Forse un giornalista.

(Mauro Magnani)

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