Il nuovo che s'avanza

Pubblicata il 30 novembre 2018

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Spett. redazione,
cambiano le bandiere ma non la direzione del vento.
La giunta rivoluzionaria che dopo tanti anni espugna il palazzo comunale di Imola sembra non sappia fare altro che seguire passo passo le orme dei tanto criticati predecessori. Mentre si viene a conoscenza di una fresca perdita di esercizio nella gestione dell'autodromo, e considerato che per l'appunto le cose, là nella pista, stanno andando benone, si pensa ad un ulteriore investimento, si fa per dire, di due milioni di euro per dare nuovo impulso al museo (delle cere) in occasione del venticinquennale della morte di un giovane pilota.

Ci siamo già buttati alle spalle i problemi riguardanti il bilancio comunale, abbiamo già dimenticato di aver prosciugato le misere riserve del Con.Ami tanto dibattute (non abbiamo ancora dissipato i non pochi dubbi circa la di Lui situazione patrimoniale ed economica) e siamo già pronti a nuovi investimenti in quella che, a gran voce, viene ancora definita l'eccellenza Imolese.
Mentre ci preme ricordare che le vere eccellenze Imolesi sono localizzate oltre la ferrovia, la nella bassa, dove i cartelli "vendesi/affittasi" sono più fitti delle insegne delle imprese al lavoro ci prepariamo quindi ad una "nuova" stagione di rumore, inquinamento ambientale ed acustico e montagne di denaro gettato al vento della gloria passata. Ma gioite, in quanto un paio di giornate di concerto ci saranno. E avranno di che gioire anche tutti i cittadini che, partecipanti a vario titolo e genere, ai numerosi comitati che si stanno battendo per una sanità degna di questo nome, dovranno aspettare ancora un po': largo alle eccellenze del nostro territorio!

Qualche tempo prima del clamoroso successo elettorale, fummo invitati ad un incontro con gli "eleggendi" che ci prospettarono mutazioni, cambiamenti, rivoluzioni nella gestione dell'autodromo Imolese: esprimemmo allora tutti i nostri dubbi e denunciammo la situazione quale spugna in grado unicamente di assorbire denaro a fiumi incapace di intendere che il tempo delle rombanti glorie sta volgendo alla fine. Ci piace sperare che mentre le differenze tra i nostri titoli di Stato e quelle di altri paesi a noi vicini stanno salendo alle stelle mangiandosi i nostri denari e mentre le aste dei medesimi vanno deserte per l'assenza di fiducia nei nuovi oculati gestori, arriveranno sulle sponde del Santerno una trentina di milioni euro per riportare il carosello della F 1 a rinverdire i passati lustri! Ci si chiede quando le cose inizieranno a cambiare per davvero.

(Cittadini per un Autodromodiverso)

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