Roi lascia per la "lettera della discordia"

Pubblicata il 3 dicembre 2018

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Roi lascia per la "lettera della discordia"
Imola. Se n'è andato da signore qual è, l'ex pretore Ezio Roi, dopo due mesi di pressing della sindaca Manuela Sangiorgi e di attacchi soprattutto della Lega capitanata dal capogruppo Simone Carapia. Della Lega poco gli importa: “Vorrei ricordare che la Lega non ha il voto della maggioranza degli italiani e tantomeno degli imolesi – sottolinea Roi -. Gli attacchi a livello personale non mi sono piaciuti perché basati sulla mia appartenenza giovanile all'estrema sinistra proprio da parte di chi è stato al governo con Berlusconi durante il periodo delle leggi vergogna, potevano usare interrogazioni e interpellanze sul merito delle cose alle quali avrei risposto in consiglio comunale piuttosto che andare sempre sui giornali (uno in particolare gli ha dato grande spazio, ndr). Io sono stato eletto in consiglio comunale con un buon numero di preferenze senza chiederne nemmeno una e poi la sindaca mi ha chiesto di fare l'assessore, ho fatto pure in precedenza una campagna elettorale per il Senato ottenendo una percentuale importante di voti in un collegio dove era impossibile vincere. Al M5s non ho mai chiesto niente, lo ritengo ancora l'unica forza che può cambiare l'Italia, ma se devo essere di intralcio, mi dimetto”.

Roi, perché è stato considerato di intralcio dalla sindaca?
“Abbiamo avuto strategie politiche diverse. La mia è quella che, davanti a problemi concreti bisogna agire con forza e determinazione, non con i 'caminetti' o i 'salotti buoni'. Centinaia di cittadini mi hanno segnalato la presenza di una criminalità diffusa, furti, inquinamento acustico, scippi, qualcuno mi ha detto che dopo uno scippo ha paura di uscire di casa. Io volevo affrontare tutto ciò con una terapia d'urto. Ho fatto personalmente un giro di notte per la città con l'assessore Maurizio Lelli alla Pm e il comandante della Pm Vasco Talenti riscontrando che la sicurezza non era sotto controllo”.

E allora cosa ha fatto?
“Ho una formazione da magistrato, su certe cose ammetto di essere un po' rigido, considero i cittadini i nostri 'padroni' nel senso costituzionale che 'la sovranità appartiene al popolo' il quale mi chiedeva di intervenire pure nei giardini del centro storico di notte dove spesso si fanno incontri poco rassicuranti. Ho scritto una lettera alla polizia di Stato, ai carabinieri, alla Pm e per conoscenza alla sindaca per coordinare meglio le forze dell'ordine, anche se sotto organico, soprattutto di notte. Ma la mia azione d'urto ha ricevuto una risposta più forte in direzione opposta e contraria. Non solo non mi hanno risposto, ma sono andati a lamentarsi dalla sindaca che c'è rimasta malissimo. La Sangiorgi preferisce la strada diplomatica, forse perché finora è stata investita da un treno merci di cose da fare e così si è aperta la frizione da un po' di tempo a questa parte. Diciamo che è stata 'aggredita' da alcune persone, non dico quali”.

L'ultima assemblea degli attivi pentastellati giovedì scorso si è conclusa comunque a suo favore…
“Diciamo che c'è stata una discussione molto accesa e franca, c'erano pure alcuni consiglieri comunali. Sì, le mie idee sono state condivise da molti. Io resto comunque dentro il Movimento 5 stelle, sono vicino politicamente al presidente della Camera Roberto Fico, i miei ideali vengono da Giustizia e libertà, poi sono stato nel Movimento studentesco, c'erano riunioni durissime dove ci si scontrava ma poi si arrivava a una sintesi, rivendico il mio passato da giovane”.

Le sue dimissioni sono irrevocabili?
“Sì, certamente, non voglio logorare la giunta dove abbiamo sempre discusso in modo costruttivo e tantomeno la prima cittadina. Per me la politica è un servizio e basta”.

Cosa consiglia al suo successore?
“Di avere un rapporto più stretto, quotidiano con la Sangiorgi e la giunta. E magari (ironico ma non troppo, ndr), di farsi dare un ufficio più vicino a quello della sindaca per comunicare al meglio con lei”.

Diplomatica e fredda la nota della Sangiorgi: “Ringrazio Ezio Roi per il lavoro svolto durante il proprio mandato di assessore alla Legalità ed alla Sicurezza del Comune di Imola (aveva anche altre deleghe come il Centro storico e le Frazioni, ndr). Le sue preventive dimissioni non spostano minimamente la nostra costante attenzione al riguardo di una pianificazione di primaria importanza focalizzata, in primis, al contrasto della piaga della microcriminalità nella nostra città. La comunione d'intenti con tutte le forze dell'ordine che presenziano il nostro territorio è totale per l'applicazione di un percorso condiviso votato alla massima sicurezza e all'assoluta salvaguardia di ogni cittadino”.
Le deleghe in precedenza assegnate ad Ezio Roi vengono assunte, pro tempore, dalla sindaca Manuela Sangiorgi che ha già la Cultura e l'Ambiente. Difficile che se le tenga tutte a lungo. Quindi è prevedibile l'arrivo, magari “nel sacco della Befana”, di un nuovo assessore.

(Massimo Mongardi)

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