Pd di viale Zappi, Panieri al 75% diventa modesto, Tarozzi resta molto critico

Pubblicata il 4 dicembre 2018

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Pd di viale Zappi
Imola. Un congresso, quello del Pd di viale Zappi con scelta del nuovo segretario dopo il disastroso Marco Raccagna, che si sta dimostrando fin troppo prevedibile. I maggiorenti del partito con in testa il senatore Daniele Manca che appoggiano il giovane Marco Panieri gli hanno assicurato, al giro di boa della metà dei circoli, la pencentuale "bulgara" del 75%, mentre allo sfidante quarantenne Marcello Tarozzi è andato circa il 25%. A votare, finora, sono stati circa la metà degli iscritti aventi diritto.

Panieri, che ha già trionfiato, può permettersi di essere modesto: "Sono contento perché io e Marcello stiamo cercando di andare in ogni circolo, fare il nostro intervento di 15 minuti a testa, e dopo il dibattito avere 5 minuti per le repliche. C'è voglia di ascoltare e di parlare. Ovviamente sarebbe stato meglio avere tempi più lunghi per preparare il congresso, ma il bicchiere mezzo pieno della medaglia è che saremo pronti prima per la campagna elettorale negli otto Comuni del Circondario (tutti meno Imola e Castel del Rio, ndr) che andranno al voto il prossimo maggio. Non commento il mio risultato, anche perché dopo cercheremo di lavorare insieme con Marcello e anche con Antonio Colucci che aveva avuto il coraggio di presentarsi prima pur non essendo riuscito a raccogliere le fime necessarie".

Tarozzi, lasciato quasi solo, esprime le sue critiche: "Un partito che rifiuta di discutere al suo interno e di capire cosa fare per stare nella società è un guscio vuoto. Darsi ragione in una cerchia sempre più ristretta, dimenticando che il mondo di fuori è una cosa più grande, è un errore. Il Pd territoriale esca dal bunker nel quale si è rinchiuso e torni ad avere il coraggio di confrontarsi con i tanti che in questi anni ci hanno abbandonato. Si può fare. Se fossi stato segretario, al momento della sconfitta del 24 giugno avrei promosso subito una grande assemblea con tutti gli iscritti. Non bisogna temere il confronto, bisogna avere paura del silenzio. Quanto si è impoverito culturalmente e politicamente il nostro partito in questi anni? Quante esperienze, energie, competenze abbiamo perso? Se non ci rituffiamo nella società, non ci sarà un ruolo per il nostro partito. Se sarò segretario farò ripartire i tavoli tematici di lavoro del partito e cercherò di ricoinvolgere chi ci ha abbandonato".

(m.m.)

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