Nuvole nere sulla Cmc

Pubblicata il 7 dicembre 2018

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Ravenna. Sembrava tornato il sereno alla Cmc la scorsa settimana, quando la grande cooperativa edile di Ravenna, con un ritardo di alcune settimane, ha pagato i salari e gli stipendi relativi al mese di ottobre, ma poche ore dopo alla fine della stessa settimana la svolta, il pool di consulenti a cui si è affidata la cooperativa per vedere di uscire dalla grave crisi finanziaria in cui è piombata, come via di uscita ha avanzato la proposta del concordato preventivo con riserva, fatta immediatamente propria dal Consiglio di amministrazione della cooperativa.

A parere di vari esperti del settore ed analisti finanziari, questa era la strada che più probabilmente sarebbe stata presa, mancava quindi di fatto solo l'annuncio ufficiale di tale partenza, un concordato in bianco quindi, che andrà avallato da un giudice del Tribunale e che dovrà poi avere il via libera dei creditori, ma con la convinzione di Cmc che questo rappresenti il percorso più efficace per porre in sicurezza il patrimonio aziendale e tutelare i soci, i lavoratori, i fornitori e i finanziatori.

Tale decisione del concordato in bianco o con riserva, dicono alla Cmc sia stata presa in quanto il piano concordatario, volto a conseguire il risanamento dell'azienda oberata da elevati debiti e da una situazione finanziaria difficile attraverso il ricorso al concordato con continuità aziendale, sarebbe in fase di avvio di elaborazione e necessita di tempo per essere formalizzato e finalizzato.

Cmc sembrava di una marmorea solidità fino a poche settimane fa, in questi ultimi anni aveva emesso bond o obbligazioni finanziarie e sembrava a un passo dalla quotazione in borsa, mentre è bastata una crisi di liquidità per la mancata riscossione di commesse estere per 108 milioni di euro per metterne a nudo tutta la fragilità, quasi fosse un gigante con i piedi d'argilla, quindi adesso la cooperativa dovrà mettere a punto un piano di risanamento finanziario e di rilancio aziendale su cui saranno chiamati a votare coloro che vantano crediti, e più in specifico a votare saranno i creditori chirografari quali fornitori, banche e finanziatori.

La crisi edilizia quindi colpisce anche la Cmc, in questi ultimi anni nel Ravennate la crisi si è “mangiata” la Iter di Lugo, la cooperativa edile di Cotignola, la Bentini di Faenza e centinaia di aziende minori, per il momento sembra salva l'Acmar l'altra grande cooperativa edile di Ravenna attualmente in concordato preventivo ma al termine dell'uscita gli occupati saranno più che dimezzati rispetto agli oltre 400 di pochi anni fa, ma anche a livello nazionale la crisi dell'edilizia morde minando la stabilità di colossi come Astaldi, Condotte Trevi, Mantovani, Unieco e tanti.

(Edgardo Farolfi)

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