"Questi fantasmi!", Gianfelice Imparato: “Sono dentro di noi”

Pubblicata il 6 dicembre 2018

Vai alla sezione Cultura & Spettacoli »

"Questi fantasmi!", Gianfelice Imparato: “Sono dentro di noi”
Imola. "Questi fantasmi!", una delle prime commedie di Eduardo ad essere rappresentata all'estero (nel 1955 a Parigi, al Théâtre de la Ville – Sarah Bernhardt) è in scena allo Stignani fino al 9 dicembre. Lo spettacolo ha raccolto unanimi consensi in tutte le sue diverse edizioni: “Un successo assoluto ascrivibile allo straordinario meccanismo di un testo che, nel perfetto equilibrio tra comico e tragico, propone uno dei temi centrali della drammaturgia eduardiana: quello della vita messa fra parentesi, sostituita da un'immagine, da un travestimento, da una maschera imposta agli uomini dalle circostanze”.

“Eduardo è uno dei nostri grandi monumenti del '900 - sottolinea il regista Marco Tullio Giordana - conosciuto e rappresentato, insieme a Pirandello, nei teatri di tutto il mondo. Grandezza che non è sbiadita col tempo, non vale solo come testimone di un'epoca. Al contrario l'attualità di un testo come Questi fantasmi! è per me addirittura sconcertante. Emerge dal testo non solo la Napoli grandiosa e miserabile del dopoguerra, la vita grama, la presenza liberatrice/dominatrice degli Alleati, ma anche un sentimento che ritrovo intatto in questo tempo, un dolore che non ha mai abbandonato la città e insieme il suo controcanto gioioso, quello che Ungaretti chiamerebbe l'allegria del naufragio”.

Abbiamo scambiato qualche parola con Gianfelice Imparato, il Pasquale Lojacono che, nella commedia, ha il compito di sfatare la leggenda sulla presenza di spiriti nella casa nella quale si è trasferito, gratuitamente (ma il conto lo pagherà comunque), con la moglie Maria (Carolina Rosi).

Imparato, oggi quali sarebbero i fantasmi di Eduardo?
“I fantasmi sono sempre gli stessi, sono dentro ognuno di noi. Abbiamo paure, timori, reali o irreali, con i quali facciamo sempre i conti. Ogni giorno”.

Non si sfugge a se stessi quindi?
“E come è possibile sfuggire ai propri fantasmi? Li creiamo noi. La grande “magia” del teatro di Eduardo sta proprio nel rappresentare compiutamente quest'immagine”.

Una vita messa fra parentesi e sostituita da una immagine?
“Già, proprio così. Una maschera che indossiamo per sopravvivere in società”.

Lei, a Repubblica in un'intervista, ha detto che le manca la politica, quella vera, che dà risposte ragionate. Sono passati alcuni mesi da quelle parole, come la pensa ora?
“Sono ancora più avvilito. Non altro perché la politica, quella vera, non c'è più. Vede, siamo in una campagna elettorale permanente. Politici che parlano per slogan sulla pelle degli ultimi”.

Non ci trova proprio nulla di positivo?
“Come le ho detto è una politica di soli annunci. Dove starebbero le cose positive? Le dico di più, a volte sento parole quasi più adatte a un copione d'operetta. Come è possibile definire diversamente l'annuncio che è stata abolita la povertà?"-

Lasciamo un poco da parte la politica. Il suo rapporto con i social media è noto. Ha dato seguito al suo proposito di “cancellarsi” definitivamente dai social?
“Sto elaborando il proposito. Lo farò di certo. Ora sono sempre in teatro e mi manca il tempo. Ma appena lo avrò lo farò senz'altro. Anzi, dico di più: invito tutti a farlo, cancellatevi”.

Come mai ha maturato questa diffidenza, o odio se preferisce, verso i social?
“Vede, sembrano innocui, e ce lo fanno credere. In realtà sono mezzi di distrazione della consapevolezza. Mi spiego meglio. Sono e restano una valvola di sfogo. Se prendo 100 like mi sento un eroe per 24ore ma alla fine non si arriva mai ad un'azione concreta”.

Per concreta cosa intende?
“Nulla di violento o di illecito, sia ben inteso. Ma la protesta lì inizia e lì finisce. A volte mi pare di vedere che vengano utilizzati di proposito per provocare. Sono mezzi importantissimi per il Potere. Per questo è necessario stare bene attenti e ricercare delle modalità diverse per rappresentare le proprie idee”.

“Voi non vedete perché non volete vedere, e quando vedete, fate finta di non vedere”. Così si rivolge Gastone a Pasquale. Non vedere è la scelta giusta?
“Non vedere non è mai la scelta giusta. Ma, per affrontare i problemi, a volte, è necessaria una forza ed un coraggio che non sempre abbiamo. Altre volte è la disperazione che ci fa chiudere gli occhi. Tenerli aperti ci farebbe soffrire ancora di più”.

(Caterina Grazioli)

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl

Cookie Policy
Informativa Privacy