“L'inizio della storia”

Pubblicata il 7 dicembre 2018

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Imola. “L'inizio della storia” è il titolo del libro che verrà presentato lunedì 10 dicembre, ore 18, alla Fondazione centro studi Tonino Gottarelli (via Caterina Sforza 13 alla presenza dell'autrice, l'imolese Arianna Biavati.
Biavati dialogherà con Annalisa Teggi, direttrice della raccolta per ragazzi “La zucca volante”, della casa editrice "La Vela", della quale questa pubblicazione fa parte. Al termine dell'incontro Arianna risponderà alle eventuali domande dei presenti, proseguendo il suo viaggio attraverso la personale esperienza di vita, il proprio rapporto con la scrittura e con la lettura.

La raccolta riesce a toccare le corde più profonde di ognuno di noi. Tredici racconti, più o meno brevi, impreziositi dagli incantevoli disegni di Daniele Trombetti, si susseguono trascinandoci in luoghi e situazioni che ci mettono in contatto col dolore, rappresentato e sentito nelle sue più svariate forme, in attesa di qualcosa o qualcuno che riesca a riscattarci da un “male di vivere” che a volte sembra non lasciarci alcuna via di uscita. Ma Arianna, col suo stile semplice, diretto, accattivante e mai banale, riesce sempre a far accendere un barlume di speranza, anche quando ormai sembra di essere sprofondati in una notte eterna senza stelle. Forse proprio la sete di speranza della società odierna è ciò che fa sentire in sintonia coi diversi mondi rappresentati in questa raccolta, da consigliare sia agli adolescenti sia agli adulti. “L'inizio della storia” vuole lanciare il messaggio al quale tutti, credenti e non, sentiamo la necessità di aggrapparci per poter affrontare con coraggio le avversità della vita: tutti i momenti della nostra esistenza, anche quelli più difficili e dolorosi, devono essere visti come occasioni di cambiamento e di nuovi inizi, “perché vivere non vuol dire morire lentamente” (“Rivoluzione”, traccia 4 dell'album “L'attesa” della band di Ermal Meta “La fame di Camilla”, 2012).

Ognuno di noi dovrebbe cercare di non soccombere di fronte alle difficoltà della vita, ma di trovare la forza di reagire, cercando di non dimenticare mai che ogni dolore può servire a costruire la nostra felicità futura e che è sempre possibile riuscire a “cambiare le proprie stelle”, grazie alla nostra forza di volontà: “… è inutile aspettare qualcosa che accenda in noi la voglia di reagire. Rivoluzione, con mani dentro tasche vuote in cui il coraggio ritroverò… rivoluzione… per dare vita ad un altro mondo in cui non debba sentirmi più solo”. Ma come si può riuscire a coltivare la speranza che ogni fine nasconda il seme di un nuovo inizio? Spesso crediamo di non potercela fare senza l'aiuto di qualcosa o qualcuno che ci salvi. Così si cerca spasmodicamente e si trova, anche inconsapevolmente, la propria ancora di salvezza, come accade ad alcuni protagonisti del libro: per una bambina sono la bibliotecaria e le storie che ha potuto leggere (“Alle storie”), per Anastasia è un paio di occhiali che le fa vedere gli altri sotto luci e colori diversi (“Gli occhiali di Anastasia”), per un astice è lo sguardo compassionevole del protagonista (“L'astice”). Per una donna sola la vera svolta esistenziale è l'incontro con la Morte stessa che paradossalmente le insegna a vivere pienamente prima di congedarsi da questo mondo terreno (“La vecchia e la morte”).

Alcuni racconti presentano uno scenario strettamente biblico e fanno trapelare il forte sentimento religioso cristiano che permea ogni racconto, anche se il messaggio globale assume una valenza universale a prescindere dalla propria fede: tutti siamo alla perenne ricerca di qualcosa o qualcuno che ci faccia sperare che ci possa sempre essere un nuovo inizio, anche se siamo noi in prima persona a doverci assumere il dovere di non far spegnere o di riaccendere la speranza. Come si legge nel racconto che porta il titolo dell'intera raccolta, “L'inizio della storia”: tu “… puoi accendere una luce, piantare un seme, spezzare la catena in un punto”.

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