Sciopero, quale sciopero?

Pubblicata il 9 dicembre 2018

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Bologna. E' passato poco più di un anno dalla firma del nuovo ultimo contratto aziendale, avvenuta tra Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil e la RSU da una parte e la Direzione aziendale GD dall'altra, un contratto aziendale fortemente avversato dal sindacato di base Usb su alcune questioni di fondo quali le trasferte, la flessibilità dell'orario di lavoro e la quota di salario aziendale e che poche settimane dopo nel rinnovo della Rsu veniva premiato risultando il sindacato più votato raccogliendo oltre il 40% dei voti di lavoratrici e lavoratori della GD.

Forte del consenso ottenuto nelle elezioni di rinnovo della Rsu, Usb da subito chiedeva la riapertura della trattativa sul contratto aziendale per apportarne corpose modifiche, ma di fronte al netto diniego aziendale, in un affollata assemblea all'inizio di quest'anno Usb proclamava un pacchetto di quaranta ore di sciopero. Ebbene in GD si sono svolte otto ore di sciopero nei mesi di marzo e aprile, e poi da maggio ad oggi niente più scioperi, in quanto sembra che dopo un iniziale entusiasmo tra una consistente parte di lavoratori, tale entusiasmo sia poi rapidamente scemato tra il primo e secondo sciopero.

Mentre l'Usb era impegnata a proclamare scioperi, Fiom, Fim e Uilm e i loro componenti la Rsu hanno iniziato il lavoro nelle commissioni tecniche con la direzione GD per la gestione del contratto aziendale, così che da maggio è iniziata la sperimentazione sui nuovi orari flessibili di lavoro che durerà fino a marzo 2019, a cui inizialmente avevano aderito circa 600 lavoratori e, poi grazie al passa parola tra colleghi oggi ne coinvolge circa 900 sui 1.650 aventi diritto, sul totale dei 1.800 lavoratori occupati in GD. Sembra che vada talmente bene che nella sperimentazione oggi sono coinvolti diversi lavoratori che avevano sostenuto Usb nella sua lotta contro il contratto aziendale.

A detta dei componenti la Rsu di Fiom, Fim e Uilm, la nuova organizzazione degli orari a prima vista sembra più complicata, ma come un lavoratore la sperimenta, fin da subito si carica di soddisfazione ed entusiasmo, ad esempio si può ritardare l'orario di ingresso in officina o in ufficio e quindi permettersi di accompagnare i figli a scuola o all'asilo, infatti fermo restando le 40 ore settimanali lavorative su cinque giorni, un lavoratore può svolgerle nella fascia oraria che va dalle 7 del mattino alle 19 della sera, tanto che Fiom, Fim e Uilm mettono le mani avanti sul fatto che la sperimentazione diventi prassi definitiva, frena l'azienda, mentre continua a rimanere contrario il sindacato di base.
In difficoltà Usb quindi, il sindacato di base pur godendo ancora di un discreto consenso tra i lavoratori, con le sue posizioni radicali sulla proposta sindacale e la sua inesperienza contrattuale, si ritrova ai margini nella gestione contrattuale quotidiana per non dire tagliato fuori e questo gli fa perdere consenso, solo sulle questioni generali Usb riesce a dire la sua, tanto che Usb in GD ha aperto il fronte “mensa”.

In queste ultime settimane sembra che un nutrito gruppo di lavoratori della Cir Food, l'azienda di Modena che gestisce l'appalto mensa in GD, si sia iscritto ad Usb, così che il sindacato di base ha aperto una vertenza con la Cir Food e la GD su condizioni e orari di lavoro e sugli spazi della cucina, per il momento sembra senza alcun risultato rilevante.

(e.f.)

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