Progetto per contrastare la povertà educativa e aiutare i genitori in difficoltà

Pubblicata il 13 dicembre 2018

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Progetto per contrastare la povertà educativa e aiutare i genitori in difficoltà
Un progetto per contrastare la povertà educativa sostenendo in particolare i genitori in difficoltà di bambini che vanno da zero a sei anni. Si tratta di un lavoro al quale hanno partecipato oltre trenta enti in rete fra cui l'Università di Bologna che è stato finanziato con 421mila euro in tre anni fino al 2021 ed è il più grande fra i quattro promossi in Emilia-Romagna rispetto a Bologna Ravenna e Reggio Emilia.

“Sono soddisfatta che tutti i Comuni del Circondario e pure Ozzano Emilia, tanti istituti comprensivi compreso quello di Monterenzio, l'Asp e la stessa Università abbiano aderito – spiega l'assessore alla Scuola del Comune di Imola Claudia Resta -. Tutti insieme tenteremo di abbattere le rette delle famiglie in difficoltà, dare un sostegno a domicilio alle neomamme e di fare attività educative e sociali per i bambini per aiutare e coinvolgere i genitori nella crescita dei loro figli”.

Fra i servizi, pure la preparazione teorico pratica per baby sitter e l'istituzione di due Family Day Care Center a Imola e Castel San Pietro aperti anche al mattino.

“L'intento del progetto - spiega Maria Pia Gentilini, responsabile dell'Area infanzia ed educativa e coordinatore pedagogico di Seacoop -, è quello di rendere più semplice e agevole l'accesso alle opportunità educative presenti nel territorio a tutte le famiglie. Partendo dai bisogni delle singole realtà familiari, la rete creata dai soggetti coinvolti nel progetto, offre un sistema integrato di interventi che hanno la finalità di contrastare e ridurre i fenomeni di povertà educativa, potenziando i servizi di cura e accoglienza dei bambini fino ai 6 anni”.

“La partecipazione del Comune di Imola a questo partenariato è di grande importanza - sottolinea Daniele Chitti, responsabile Servizio infanzia del Comune di Imola -: per poter promuovere una migliore integrazione tra servizi socio-sanitari ed educativi; per qualificare i servizi per la prima infanzia attraverso la sperimentazione di nuove tipologie di intervento più rispondenti alle diverse esigenze delle famiglie; per promuovere reti solidaristiche di mutuo aiuto tra famiglie e migliorare le relazioni all'interno della comunità; per essere più vicini alle famiglie, soprattutto quelle più in difficoltà, fin dal momento della nascita dei figli. Inoltre, il progetto rappresenta una grande opportunità per il rilancio del Centro per le Famiglie, che già organizza molti interventi e servizi a favore delle famiglie imolesi”.

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