Pensierino di inizio d'anno

Pubblicata il 29 dicembre 2018

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Pensierino di inizio d
“ ... riusciva ad immergersi nell'impremeditata quotidianità di cui godono senza problemi quasi tutti gli abitanti della terra, che si limitano a veder cominciare le giornate, a vederle tracciare un arco e poi concludersi.” (Javier Marìas, Berta Isla - Einaudi 2018)

La fine del vecchio anno è periodo di somme, di bilanci, di ricordi. L'inizio del nuovo anno è, per consuetudine, il momento di nuove speranze, intenzioni, propositi. Il soppesare l'acquisito assume un valore unicamente se da esso si trae spunto per il nuovo che verrà.
Ogni nostro gesto, ogni azione, ogni attimo deve essere valutato per le conseguenze che ci apporterà e che apporterà a tutto ciò che ci circonda. In assenza, inevitabilmente si ricade nella triste ma realissima immagine che Marìas dipinge con sue parole, parole di un significato tanto profondo quanto troppo spesso trascurato o sottostimato.
La partecipazione a tutto ciò che ci circonda rappresenta la quintessenza della vita stessa. Non può esserci consapevolezza, senso di appartenenza in assenza di propria iniziativa, di partecipazione attiva fino alla condivisione discussa e vissuta.

Con parole non meno belle e forse un po' più dure, De Andrè ci invitava a riflettere in un suo brano di qualche anno fa, tra le parole di un impiegato e un non so: “... continuerai a farti scegliere o, al fine, sceglierai!”. L'importanza della partecipazione attiva evidenzia il sapore della vita stessa.
In assenza di tutto ciò, l'alternativa rappresenta il chiuderci in noi stessi, nell'auto-compiangimento, nel ritrovare all'interno della nostra falsa impossibilità la panacea per tutti i nostri problemi, i nostri mali.

Così, il progetto per il nuovo anno deve vederci attivi: lo dobbiamo a noi stessi come a tutto ciò che ci circonda. Come a tutti quelli che ci circondano, ogni giorno,ogni momento. La scusa dell'irreversibile non deve appartenere alla nostra difesa: non esiste difesa senza partecipazione attiva, senza condivisione di un principio, di una lotta. Neppure il muro dell'impossibile può e deve fornirci alibi: non è ancora certo ciò che l'uomo possa o non possa fare, per sé stesso e per gli altri.
Ricordo l'immagine fornita dalle parole di Federico Garcìa Lorca nell'ultimo verso della poesia scritta per la morte dell'amato Ignacio: “muore anche il mare”.
Facciamo, del nuovo anno, un contenitore non solo di propositi, ma di concreta realtà: non esiste miglior augurio possibile.

(Mauro Magnani)

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