La pulizia... delle strade

Pubblicata il 8 gennaio 2019

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La pulizia... delle strade
Finalmente una soluzione adeguata e valida alla raccolta rifiuti in quel di Roma: trasferiamo colà il vicesindaco triestino Paolo Polidori e il gioco è fatto. L'energia e la determinazione con la quale ha gettato nel cassonetto dei rifiuti i pochi averi di un misero senzatetto non possono lasciare dubbi: lo sguinzagliamo per le strade della capitale e il gioco è fatto.

Due stracci, una coperta lisa e sporca, un paio di cartoni: la casa senza numero civico, senza porta o cancello, una casa mai registrata in un atto notarile; il barbone si era allontanato (omettendo di lasciare in bella evidenza il previsto cartone con su scritto “Torno Subito") alla ricerca di un tozzo di pane o di un sorso di alcool, un po' di veleno per cercare di dimenticare tutto ciò che non potrà mai dimenticare. Che non saprà mai dimenticare.

Al contrario, il solerte vicesindaco, che non nasconde di credere nel famoso piano Kalergi (teoria che illustra il piano di sostituzione degli Europei, dal punto di vista dell'etnia) non ha avuto tentennamenti ed passato all'azione. In seguito, con ragionevole probabilità, dopo aver postato come suo solito il video della sua azione sui social e essere stato redarguito a dovere, ha provveduto a dichiarare che intendeva unicamente provvedere alla pulizia delle strade della sua città e si è dichiarato pronto a provvedere ricovero, alimentazione e conforto al diseredato.
Rimedio un po' tardivo e non proprio risolutivo. Nel frattempo rischia una contravvenzione per conferimento rifiuti non corretto: tessuti e indumenti non vanno nella differenziata e tanto meno la bottiglietta di plastica. Lui, così ligio, dovrebbe esserne a conoscenza.

Un uomo tutto di un pezzo, determinato e certo delle proprie scelte. Non ha avuto dubbi, qualche tempo fa, nel criticare apertamente il manifesto approntato dalla M. Abramovic in occasione dell'ultima “Barcolana” tenutasi nello splendido mare di Trieste, con su la scritta “We're all in the same boat” -siamo tutti nella stessa barca. Se ne è uscito con un “Inaccettabile, assurdo e di pessimo gusto!” Ha perfettamente ragione il vicesindaco Polidori: alcuni di noi navigano in barche diverse. Molto.

(Mauro Magnani)

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