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Kyoto e Conto energia: è possibile un rilancio delle fonti alternative?

Pubblicata il 29 maggio 2012

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Kyoto e Conto energia: è possibile un rilancio delle fonti alternative?
Imola. Fondo di Kyoto e quinto Conto energia, due temi ai quali guardano in tanti per capire se realmente è pensabile un rilanci delle energie alternative in Italia, oppure se si va verso un ridimensionamento di un settore che era cresciuto in maniera importante. Non è molto fiducioso Giuliano Bertoni, della ditta omonima. “Le domande del Fondo di Kyoto si possono fare dallo scorso marzo fino al 14 luglio 2012, nonostante che molti Comuni ne chiedessero un rinvio perché avevano paura di non arrivare in tempo. Ho provato di capire e, pensando alla cifra che un singolo privato può investire per provare di arrivare a quei fondi, non mi sembra ci siano molti spazi. Sinceramente non so se lasciare perdere in quanto se non hai una cifra molto importante rischi solo di perdere tempo e le banche troveranno il modo di finanziarti se sei uno affidabile, altrimenti non te lo concedono”.
Tutto questo mentre è alla finestra il quinto Conto energia, che secondo le ultime notizie potrebbe entrare in vigore in ottobre. Ora il decreto è al vaglio della Conferenza Stato e Regioni  e non mancano le critiche. Quindi sia i tempi, sia i contenuti sono alquanto incerti. “Io penso che si risolverà in un'altra salassata per il fotovoltaico, dopo aver negato gli incentivi agli impianti a terra nei terreni agricoli a fine gennaio  Con il nuovo conto energia di certo ci sarà un cambiamento sostanziale negli incentivi, si parla di una tariffa onnicomprensiva di circa 20 centesimi a kWh messo in rete, con un eventuale premio sull'autoconsumo, che però non è chiaro come venga applicato. Poi si parla di registro per gli impianti sopra i 12kw di potenza, mentre quelli sotto tale limite sarebbero di libera installazione. Il registro servirebbe per ridurre la spesa e mantenerla sotto controllo in quanto la sua autorizzazione permetterebbe di ricevere l'incentivo. Sembra inoltre che sparisca anche il premio per la sostituzione del eternit”.
Nel panorama energetico italiano stanno muovendosi anche altre cose, ad esempio “sembra che si stia definendo, tra Eni e governo, la possibilità di effettuare ricerche petrolifere e di gas nel territorio italiano. L’impressione è che le lobby siano al lavoro e che le energie alternative stiano subendo un drastico ridimensionamento. A dispetto di tutto ciò che succede nel modo, mi sembra assurdo che si vada a cercare del petrolio ”.
Bertoni non nega che ci siano limiti nelle rinnovabili. “Si dice che la colpa alle rinnovabili, ed in particolare del fotovoltaico che ha avuto maggiore impulso, è che basta una nuvoletta ed il sistema energetico nazionale deve essere pronto ad integrare il calo con altre forme di generazione e quindi i costi aumentano. Ma io credo che se si sviluppa questa tecnologia, proprio per il clima italiano, non è pensabile che vi siano di questi problemi. Inoltre già lo scorso anno, nelle ore di punta giornaliere, non si è arrivati al limite della potenza, anzi ne restava da vendere, con un risparmio notevole sui costi”.
Vi sono infine possibili novità sul fronte dei prezzi dell’energia. “Sembra che stiano pensando di aumentare la tariffa notturna multi oraria, piuttosto che quella mattutina dalle sette alle diciannove considerata di punta, in quanto durante il giorno l'energia è sufficiente, ma di sera devono intervenire altre forme di produzione perché il fotovoltaico sparisce. Ma io mi chiedo, se durante il giorno si risparmia in quegli impianti che andranno di notte, si dovranno solo rivedere i tempi di intervento di una o dell'altra fonte per avere un rendimento migliore. Tra l’altro sembra che l'Enel stia investendo diversi milioni di euro in batterie per ‘conservare’ l'energia prodotta dal  fotovoltaico al sud (in Puglia, ad esempio) dove c'è una sovraproduzione di energia da fonti rinnovabili fotovoltaiche ed eoliche”.
Quindi spazi esistono, ma bisogna modificare un sistema che premia solo qualcuno. “Con le ultime misure stiamo mettendo in crisi parecchie ditte legate al fotovoltaico che era uno dei pochi settori che tirava”, conclude Bertoni.

Per saperne di più clicca  qui >>>
Il sito di Giuliano Bertoni >>>

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